Contrordine. Gli All Blacks non sono in crisi 

L’esordio della Nuova Zelanda contro il Sudafrica ha spazzato via le perplessità emerse sul conto dei campioni in carica durante le partite di avvicinamento alla Coppa. Vittorie anche per l’Australia e la Francia. 

 

Risultati e programma  Ieri: Australia-Fiji 39-21 | Francia-Argentina 23-21 |  Nuova Zelanda-Sudafrica 23-13 |  Oggi: Italia-Namibia (girone B, cominciata alle 7.15), Irlanda-Scozia (girone A – ore 9.45), Inghilterra-Tonga (girone C – ore 12.15) | Domani: Galles-Georgia (girone D – ore 12.15) 

 

La vittoria degli All Blacks sul Sudafrica

 

Riponete subito gli epitaffi. Quelli che si domandavano ad alta voce se gli All Blacks fossero vulnerabili, se fossero ancora in grado di reggere il loro mantello, hanno avuto la loro risposta. Con una prestazione avvincente che ha unito la resilienza a uno sfrenato rugby da corsa, la Nuova Zelanda ha confermato il suo status di favorita al terzo titolo consecutivo

Liam Napier, Observer

 

Come colpisce la Nuova Zelanda

Che cosa siano gli All Blacks lo si è capito ieri, a metà del primo tempo contro il Sudafrica. Per venti minuti non erano usciti dalla loro metà campo: Faf De Klerk calciava in cielo degli obici sotto i quali i suoi incursori penetravano nel campo nemico, Du Toit e gli altri uomini della mischia sudafricana assalivano i portatori in nero come una muta di cani da caccia. Partita rivoltata come un calzino in cinque minuti. (…) La Nuova Zelanda può essere imperfetta ma è bravissima a scovare le imperfezioni degli altri, a infilarcisi dentro e a farle esplodere. È paziente, sa che gli altri prima o poi sbaglieranno e in quel momento colpisce.

Simone Battaggia, la Gazzetta dello sport

 

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Migliaia di neozelandesi hanno provato a guardare la partita in streaming su Spark Sport, servizio del gigante delle telecomunicazioni che ha messo in vendita l’abbonamento per i Mondiali a 80 dollari neozelandesi (pari a 45 euro). Oltre 10.000 persone hanno telefonato al call center per protestare, riferendo di riuscire a vedere solo un messaggio d’errore. 

 

I gentiluomini

Dopo che il gong finale era suonato al termine di questa gara emozionante, i giocatori della Nuova Zelanda avevano ancora la prontezza d’animo di camminare lentamente intorno allo stadio che si svuotava, rispettosamente inchinandosi a tutti i presenti. Avrebbe dovuto essere il contrario; quelli abbastanza fortunati da vedere questa partita lo dovevano a tutti i giocatori impegnati nel gesto di ringraziamento collettivo.

Robert Kitson, Observer

 

La delusione degli argentini

 

  L’analisi non sarebbe differente neanche se il rosarino Emiliano Boffelli avesse azzeccato a 24 secondi dalla fine il calcio piazzato da 53 metri, lievemente sbrecciato sul piede sinistro ma alla portata di quella specie di cannone che è la sua gamba destra. O se l’arbitro australiano Angus Gardner non avesse trattato l’Argentina come un piccolo paese, come detto da un furioso Mario Ledesma a fine partita. I Puma non hanno giocato bene l’atteso debutto. Una disillusione tremenda. 

Marian Ryan, Clarín

 

Inghilterra-Tonga

 

L’accoglienza per Billy Vunipola

Stampa inglese elettrica per il debutto della nazionale allo stadio di Sapporo, dove – ricordano – ai Mondiali di calcio del 2002 con un rigore di Beckham batterono nel girone l’Argentina, di fatto eliminandola. Chi non s’aspetta una bella accoglienza è Billy Vunipola, che ha una di quelle biografie non così rare qui ai Mondiali. È nato in Australia, a Sydney, è il figlio dell’ex capitano della nazionale di Tonga e da bambino si è trasferito in Inghilterra, prendendone la cittadinanza sportiva. Lo aspetta una discreta accoglienza frizzante da parte dei tongani, e non si parla solo di pubblico. 

Toutai Kefu, ct di Tonga, gli ha mandato a dire che “i nostri giocatori amano giocare contro gli altri tongani. Non gli daranno né spazio né tempo. Proveranno a fare del loro meglio per arrivare sulla faccia di Billy e schiacciargliela”. Lo scrive stamattina Gerard Meacher su Observer. 

 

La dedica di Siale Piutau

“Ci sono ancora alcuni di noi in famiglia che cercano di capire quello che è successo e c’è sicuramente un vuoto”. Sono le parole con cui il tongano Siale Piutau, 33 anni, ha ricordato sua sorella Ema, 38 anni, avvocato in Nuova Zelanda, morta ad aprile per un cancro allo stomaco. “Lei era venuta a vedermi nelle due precedenti Coppe del mondo. Cercherò di fare del mio meglio e giocare bene per lei”. Siale è fratello di Charles, ex nazionale neozelandese. 

 

Galles-Georgia

 

L’avvicinamento del Galles al debutto mondiale con la Georgia continua a essere accompagnato dall’imbarazzo per il caso che riguarda Rob Howley, il vice ct allontanato dalla nazionale dopo i sospetti e le accuse di aver scommesso su partite della propria squadra. Alcuni giocatori e lo staff gli hanno manifestato solidarietà e supporto. Non possiamo cambiare le cose, ma è importante che gli stiamo vicino. Non possiamo nemmeno fare riferimento sempre a questa storia. Ora dobbiamo restare concentrati sul lavoro dei prossimi giorni e sulle cose da fare nel miglior modo possibile lunedì” ha detto il ct Warren Gatland.

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