Bentornato Berardi, ti aspetta un c.t. calabrese come te

 

   

Bentornato Berardi, c’è un c.t. calabrese come te

LE VENTI SQUADRE DI SERIE A: IL SASSUOLO

 

  Tornano in un colpo solo in serie A un campione del mondo e un campione d’Europa. Il campione del mondo è il signore del rigore decisivo di Berlino [Fabio Grosso], e siede in panchina.

NON SI PUO CHIUDERE BOCCA DI  – Il campione d’Europa è un tipo ormai di 31 anni che da Sassuolo non si è mosso mai. Domenico Berardi è l’incarnazione perfetta dei nostri giudizi orientati. Se i calciatori ti mollano e vanno via, non esistono più le bandiere di una volta. Se Berardi si tiene una maglia per tutta la vita, lo guardiamo con sospetto: gli è mancata la fame, la fama, la voglia di mettersi in discussione e di misurarsi con qualcosa di più grande. Lorenzo Longhi una volta ha chiamato a testimoniare i Pink Floyd e su Domani ha scritto che la domanda può porsela chiunque, anzi dovrebbe porsela ognuno. Did you exchange a walk on part in a war for a lead role in a cage?, faresti il cambio tra un ruolo di comparsa in una guerra e quello da protagonista in una gabbia? È Wish you were here, ha cinquant’anni e a prescindere dalla genesi, dalla figura a cui è dedicata e dall’esegesi del testo, mette il dubbio: sempre. La domanda è quella e la risposta, se la scelta è libera, è comunque quella giusta, anche se un certo spirito del tempo invita a pensare che solo puntare al massimo sia una soluzione accettabile e degna.

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Nel pieno dell’Europeo glorioso di Wembley, Fabrizio Roncone sul Corriere della sera ricordò come in un paio di interviste Berardi avesse spiegato di essere rimasto piuttosto spaventato dall’esperienza fatta alla Juventus del suo ex compagno di squadra Simone Zaza, molta panchina, molte difficoltà nello spogliatoio. Può essere che abbia influito. Forse però c’è altro. 

C’è un carattere forte, ruvido, c’è un pensiero libero: fatevi bastare il mio calcio. Poi c’è un panorama: Berardi è nato a Cariati Marina, perché lì c’era l’ospedale più vicino a Mirto Crosia, la Calabria greco-bizantina di roccia e di vento, di uomini che conoscono la fatica e il sogno. Ognuno sa di potersi scegliere il proprio. Ciascuno di noi ha il suo tempo. José Saramago arriva alla notorietà a 60 anni, quando gli pubblicano «Memoriale del convento». Non ne parliamo poi di Camilleri e Bufalino. Si riaffaccia in serie A nella stagione che porta al Mondiale, e al Mondiale qualcuno ci dovrà portare. In panchina c’è un calabrese come lui. Chi lo sa. 

CHE HA FATTO FINORA  – Quattro partite giocate, due vinte, due pareggiate, tre chiuse senza prendere gol. Se il calcio d’estate è un indizio, a Sassuolo possono essere fiduciosi: 5-0 al Real Vicenza per aprire la campagna di preparazione, 3-0 al Trento, 0-0 con l’Empoli, 1-1 con il Brest. Domani il debutto in Coppa Italia contro il Catanzaro. 

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QUESTO VA, QUELLO VIENE  – Saltato il trasferimento al Sunderland, Laurienté sta aspettando che si faccia avanti qualcun altro. In fondo si tratta del capocannoniere dello scorso campionato di B. Ci sono state chiacchiere e distintivi anche intorno a Pinamonti. Dal Venezia sono arrivati due dei protagonisti della bella difesa del girone di ritorno, Idzes e Candé. 

CHI VEDERE  – Incuriosisce il canadese Ismael Koné venuto dal Marsiglia con una valigia di talento e il buzz di una rissa sfiorata in allenamento con De Zerbi. L’Olympique lo ha mostrato nel suo documentario. De Zerbi aveva chiesto alla squadra di giocare a due o tre tocchi. Koné decise di tenersi il pallone ignorando i compagni. Dopo l’invito a tornarsene negli spogliatoi, reagì in modo – come dire – acceso. Medhi Benatia, direttore sportivo del Marsiglia, di lui ha detto: «Non è un cattivo ragazzo, ma forse arrivando dal Watford non ha capito subito dove si trovava. Forse pensava che sarebbe stato più facile». Bisognerà dedicargli cura per poterlo rivendere bene l’estate prossima o fra due. 

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COSA DICONO I NUMERI – Età media: 24,2 anni. Stranieri: 15. L’anno scorso 2 gol su 23 tentativi da calcio di punizione, gol da dentro l’area 63 su 78, 8 segnati di testa, una media di 5,5 tiri nello specchio a partita e un possesso palla del 52%. I suoi difensori hanno vinto il 50% dei duelli palla a terra e il 48% dei duelli aerei. Spicca in questo settore il bosniaco Tarik Muharemović: difensore centrale, mancino, ex Juve NextGen, 22 anni, percentuale di duelli vinti prossima al 65%, un idolo del Mapei Stadium.

L’INCOGNITA – A Kristian Thorsvedt, Grosso ha cambiato ruolo. Lo ha reso un pochino più trequartista di quanto fosse prima. È da novembre che gioca così ma un problema a un tallone lo ha condizionato nella seconda fase della stagione [7 gol, 4 assist]. 

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HANNO SCRITTO DEL SASSUOLO – Kickest: Molti credono possa essere l’anno della consacrazione di Cristian Volpato (10 G+A in 728’, un gol ogni 73’). Tra quei ‘molti’, noi. Il problema? Mancinissimo

LA PRIMA GIORNATA – Contro il Napoli. I biglietti del settore ospiti sono sold-out e dunque rischia di essere un esordio in casa ma fuori casa. Negli ultimi otto incontri il Sassuolo ha vinto una volta, 0-2 al San Paolo a novembre 2020. 

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