Da Barcellona scrivono che c’è la camorra dietro l’affare Maradona. Ma il tempo sta scadendo

    1984  L’ESTATE CHE DIEGO

Il Barcellona si è messo a giocare in difesa: “Dateci altre 48 ore di tempo per decidere”. Così nel telex di due giorni fa, un messaggio che ha di nuovo messo in discussione l’operazione, nonostante le fidejussioni, i bonifici, la caparra, le garanzie bancarie e politiche arrivate da Napoli.

Barcellona rinvia, non fa altro da 40 giorni. Repubblica scrive che il Napoli è nei guai. Un “no” comprometterebbe definitivamente il mercato-stranieri della società. Il 30 giugno scade il termine per il tesseramento di giocatori provenienti dall’ estero.

“Di certo il Napoli si sta ora muovendo su altre strade: c’ è chi parla addirittura di un interessamento per il portiere della nazionale spagnola Arconada”.

Letto stamattina, non pare un grosso affare. Ieri sera si è fatto passare una punizione di Platini sotto la pancia e la Spagna ha perso la finale degli Europei. Candido Cannavò sulla Gazzetta ha scritto che Michel ha spinto tutta l’Italia a fare il tifo per lui, con le sue meravigliose partite.

Ferlaino e Nunez si sono incrociati in tribuna al Parco dei Principi. Le cronache riferiscono che si son seduti distanti e non si sono detti niente: che altro dovrebbero dirsi dopo un mese e mezzo nel quale sono state chiare due cose: il Napoli vuole comprare, Maradona continua a chiedere di partire. La terza, cosa voglia fare il Barcellona, ancora non si sa..

Nunez ha telefonato a Diego e gli ha detto che il club continua a non volerlo cedere. Se lui vuole andare via, deve assumersi la responsabilità della scelta di fronte ai tifosi. Strano. Maradona non fa altro da un mese. È che il Barcellona non sa con chi sostituirlo, forse la questione è davvero tutta qui.

A Barcellona hanno messo in campo tutti gli strumenti di cui dispongono, compreso il quotidiano Sport, di cui è azionista il vicepresidente Gaspart, il cattivo della storia, il signor no, fin dall’inizio contrario apertamente alla cessione. “Un giocatore che si comporta così – ha scritto Sport in riferimento alle parole dure di Diego verso il club – non merita il premio della cessione ad un’altra squadra. A meno che il Napoli non paghi tutto e subito. Se questo non accade, che Maradona resti qui e cerchi di restituire sul campo qualcosa di quel tanto che deve alla società”. 

ECCOLA, LA CAMORRA

C’è di più, c’è molto di più. In un articolo che porta per località “Lione-Napoli” si legge che Nunez è stato minacciato dalla camorra. Alcuni inviati speciali italiani a Parigi per gli Europei avrebbero confidato ai colleghi spagnoli che la malavita napoletana sarebbe scesa in campo.

Scrive Sport: “Il presidente del Barcellona sta giocando con il fuoco, a giudizio dei tifosi napoletani. Essi sono pronti a recarsi a Barcellona. E sono disposti ad arrivare alle estreme conseguenze. Alcuni giornalisti italiani confermano che Nunez e Gaspart hanno gia ricevuto avvertimenti dalla mafia napoletana”. La Gazzetta bolla tutto come fantasie, e comunque “la trattativa più complessa dell’anno continua: ormai il tempo è veramente poco, il Barcellona non può più rinviare”.

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Seguire la trattativa attraverso i giornali è complicatissimo. Spesso le cose accadono di notte, così sono in edicola con due giorni di ritardo, quando nel frattempo il tavolo è già stato di nuovo ribaltato. Telelibera 63 sta facendo la sua fortuna con collegamenti serali e notturni, striscioline in sovrimpressione di aggiornamento.

L’ultima mossa, per esempio. Da Barcellona è partito un telex diretto alla sede del Napoli. Vi preghiamo  – diceva il testo – di concederci 48 ore di proroga a partire dalla scadenza del 27 giugno da voi indicata nel documento delle garanzie bancarie. Cos’è successo? A mezzanotte di ieri scadeva la validità delle fideiussioni bancarie inviate dal Napoli l’altro ieri, a copertura totale delle due rate in scadenza nel giugno ’85 e nel giugno ’86. L’arrivo del documento ha seminato il panico negli uffici del Napoli.  Ferlaino era partito da Roma alle 12,30. È stato rintracciato a Parigi all’hotel Hilton, ma non conosceva per intero il testo e si chiedeva pure lui che cosa avessero in animo gli spagnoli.

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LE ALTERNATIVE A DIEGO

Il Napoli  si è mosso di conseguenza e ha chiesto a sua volta alla Lega calcio una proroga di 48 ore per la chiusura del proprio mercato estero. Juliano sta partendo per Barcellona, resterà lì fino al 30 giugno, ma se dovesse annusare aria contraria, ha il mandato di Ferlaino per gettarsi su Santillana del Real Madrid, oppure sul messicano Hugo Sánchez dell’Atlético Madrid. 

Intanto, i 13 miliardi dell’operazione pagati da un’azienda che porta lo stesso nome di una città con mille problemi sta dettando interventi che vanno dal perplesso all’indignato. Sergio Leone ha parlato di schiaffo alla città, Giorgio Strehler di un lampo che non risolve i problemi, critiche anche l’altra sera al Processo di Biscardi.

Stamattina scrive Enzo Biagi su Repubblica: “Nell’immediato dopoguerra, il risorto cinema italiano – dice – ebbe uno degli immancabili momenti di crisi. Ricordo che quelli di Cinecittà scesero in piazza, e tra i manifestanti più scatenati, si distinse Anna Magnani, diva del momento, che riceveva anche allora paghe degne di molto rispetto. Il suo grido accorato l’ho ancora in mente: “Aiutateci”. Leggo ora che Diego Maradona, asso degli assi, allettato da una offerta di tredici miliardi, sta imbarcandosi per Napoli: chi sa se dovremo far qualcosa anche per lui”.

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