Certe suggestioni intorno alla squadra di Baldini

 

La provocazione di Silvio Baldini è riuscita. Intanto perché non c’è un risultato negativo che stamattina gli possiamo rimproverare, e poi perché l’esperimento tutto sommato ha portato qualcosa. Come scrive Paolo Tomaselli sul Corriere della sera: “Se era un esperimento, quello di mettere in campo Donnarumma ed Esposito (oltre a Pisilli) con i loro fratellini dell’Under 21, allora si può dire che l’idea non era così campata in aria: domenica in Grecia, in un test più complicato, ci sarà la controprova. Ma comunque vada, la Nazionale riparta dalle periferie del calcio che conta per provare a capire se fra quattro anni o poco meno, quando si giocherà l’accesso al Mondiale del 2030, qualcuno di questi ventenni potrà essere protagonista”.

Una sferzata alle acque stagnanti del calcio italiano in crisi. Così l’ha chiamata l’Ansa, “in una serata immalinconita anche dalla pioggia, con una squadra di ventunenni in cerca se non di gloria, almeno di un po’ di luce, schierati secondo un 4-3-3 con tanto possesso del gioco e una circolazione palla più rapida di tanti compassati ritmi italici”.

Il risultato non è una cosa di poco conto. Nel gioco delle analogie con il grande setaccio generazionale di Bearzot e Bernardini, la Neo-Italia yè-yè non vinse prima della quinta uscita [1-0 in Finlandia]. Nelle precedenti quattro fece due 0-0 e due sconfitte, avrebbe perso pure la quinta con l’URSS e poi altri due 0-0, per presentarsi con un mucchio di domande su sé stessa al torneo del Bicentenario negli States – primavera del 1976 come oggi. Risultati: una vittoria per 4-0 contro un’insulsa selezione di vecchie glorie chiamate misteriosamente USA, una sconfitta per 2-3 con l’Inghilterra dopo essere stati avanti per 2-0 e una sconfitta per 4-1 contro il Brasile, come all’Azteca in chiusura di ciclo.

 

 

CONTINUA A LEGGERLO NELLA VERSIONE COMPLETA SU SUBSTACK

 


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


scopri la newsletter di oggi

Un italiano a Parigi, l’evoluzione della specie di Lo Slalom

Dove si legge come siamo passati dal cardinal Mazzarino a Cobolli e Arnaldi

Leggi su Substack


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.