Tu vuo’ fa’ ‘o giamaicano
Con undici giocatori sparsi per il mondo, Roberto De Zerbi si è ritrovato con i reduci sui campi della Commanderie e secondo Simon Bolle de L’Équipe non gli pareva vero di poter contare su alcuni veterani come Emerson Palmieri, Igor Paixão e soprattutto Mason Greenwood, la sua stella al centro di quello che Lina Wertmüller chiamerebbe un complicato intrigo figlio di uno scherzo del destino in agguato dietro l’angolo in una notte d’estate travolta da un insolito destino.
Greenwood è nato a Bradford, è esploso giovanissimo al Manchester United e ha messo una volta la maglia dell’Inghilterra per 12 minuti in Islanda nel 2020. Due giorni dopo l’esordio, lo buttarono fuori dal ritiro insieme a Phil Foden per aver violato le regole anti-Covid. Non è più stato richiamato da allora e “i guai giudiziari iniziati nel 2022 non hanno aiutato”, scrive L’Équipe con la sobrietà di chi non ha bisogno di aggiungere altro.
I guai giudiziari sono le accuse della fidanzata Harriet Robson che pubblicò una serie di fotografie sul suo profilo Instagram mostrando lividi, escoriazioni e ferite. Rese pubblica anche la registrazione audio di un litigio durante il quale Greenwood l’avrebbe obbligata ad avere un rapporto sessuale. È stato arrestato, rilanciato su cauzione, arrestato di nuovo con l’accusa di aver provato a contattare in segreto l’ex compagna, rilasciato ancora: a febbraio di due anni fa sono cadute tutte le accuse a suo carico. Il sindaco di Marsiglia tuttavia protestò contro il suo acquisto.
Ora che Greenwood sembra aver ritrovato il filo della sua vita, prima a Getafe e poi in Provenza, il suo futuro in nazionale è tornato un argomento. Ma la questione, sottolinea Bolle su L’Equipe, “va ben oltre il caso personale”. Per l’OM il nodo è anche amministrativo. Con quattro posti da extracomunitari già occupati, i dirigenti marsigliesi avevano pensato di liberarne uno a gennaio.
È qui che nasce l’idea. Invece di cedere un giocatore, meglio trasformarne uno. Così l’OM – racconta L’Équipe – avrebbe suggerito al clan di Greenwood di considerare un cambio di nazionalità. Sua madre ha origini giamaicane e lui ci sta pensando. Ad agosto, il presidente della federazione Michael Ricketts ha persino confermato che la richiesta di cittadinanza è stata approvata, il passaporto è stato inviato e tutti i documenti sono in regola.
Ma di mezzo la FIFA. Greenwood non ha ancora formalizzato il cambio di federazione, quello sarebbe il passo irreversibile. D’altro canto, l’Inghilterra resta un capitolo chiuso. Nessun interesse da parte della federazione, né Gareth Southgate prima, né Thomas Tuchel oggi lo hanno preso in considerazione. Il destino internazionale di Greenwood resta sospeso, come scrive L’Équipe, “tra il desiderio di rinascita e la prudenza di chi non vuole più sbagliare strada”. Per il Marsiglia, la burocrazia ha portato il vantaggio progettato: il passaporto giamaicano dell’attaccante ha liberato un posto da extracomunitario, prezioso in vista del prossimo mercato. Gli altri tre restano Paixão, Murillo e Medina.