Il quarto d’ora di celebrità di Noel Urbaniak
Sfottono. Sfottono perché il secondo gol preso contro la Germania a Dortmund rimarrà nella storia dei gol subiti dalla Nazionale italiana. Sfottono, i tedeschi. Cercano di non farsi scoprire. Mettono la mano davanti alla bocca. Sfottono con quella vecchia aria di chi misura lo spread. Ma vai a dargli torto.
La Suddeutsche Zeitung considera: “Si dice sempre che il calcio professionistico sia un modello da seguire e infatti domenica sera migliaia di allenatori dilettanti saranno rimasti estasiati dalla scena vista al 36esimo minuto. Guardate, avranno urlato ai loro giocatori. Guardate la prima cosa che non va fatta”.
Die Zeit racconta che dopo la partita Kimmich ha posato per una foto ricordo con il quindicenne Noel Urbaniak, il ragazzino che ha avuto l’intuizione di passare in fretta la palla per battere il calcio d’angolo da cui è nato il 2-0 di Musiala. L’assist prima dell’assist. “La cosa buffa: il più alto era Noel”.
Il ragazzino Noel Urbaniak è diventato un epitome – come direbbero quelli bravi. Di cosa: questo è il punto. Di ogni cosa, in fondo: secondo inclinazioni e sensibilità personali. È il simbolo della scaltrezza o dell’anti-sportività, il simbolo dell’intelligenza intesa come la capacità di attribuire un significato pratico ai vari momenti dell’esperienza e della contingenza. La rivista 11 Freunde ha colto lo spunto per raccontare la vita da raccattapalle e Stern ha un servizio su come si fa a diventarlo: attraverso i club o tramite gli sponsor. Aziende come Engelbert Strauss tirano a sorte i posti per i ragazzini nelle partite più importanti. Come sponsor ufficiale di Euro 2024, ne sono stati selezionati 612 per tre sedi. In ogni partita ne erano coinvolti dodici di un’età compresa tra i 14 e i 18 anni.
La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha parlato con Noel e lui ha detto Wow – come Guardiola – ha detto Wow perché «adesso tutta la Germania mi conosce, il mio canale TikTok è impazzito, i follower sono saliti alle stelle. È incredibile»
Noel Urbaniak è una specie di consolazione. Diamine, c’è ancora qualche ragazzino sveglio per il calcio. Julian Nagelsmann ha detto nei giorni scorsi che c’è troppo poco sport nelle scuole, negli asili, nella società in generale. I club nel paese sono 90.000, ma un recente sondaggio per conto del Ministero federale della salute ha rilevato che solo il 22% dei ragazzi e il 21% delle ragazze fanno i 60 minuti di esercizio al giorno raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quasi l’80 percento non raggiunge questo traguardo. «Sono tutti più impegnati con sé stessi» ha detto Nagelsmann, fermatosi un attimo prima sulla soglia del «non ci sono più gli adolescenti di una volta». Deutsche Welle ha rilanciato il suo allarme e ha scritto che “questa Nazionale sta salvando la reputazione della pratica sportiva nel Paese. L’obiettivo non è far diventare tutti quanti dei giocatori della Nazionale tedesca, ma almeno salvare l’idea della gioia nel movimento”.
Se non volete giocare, fate almeno i raccattapalle.