L’argento di Zaynab Dosso ai Mondiali indoor

L’argento di Dosso ai Mondiali indoor

Per dire cos’è diventata l’atletica italiana bisogna guardare l’argento europeo di Mattia Furlani nel salto in lungo e l’argento mondiale di Zaynab Dosso sui 60 metri. Mattia e Zaynab sono due ragazzi assai contemporanei, con i piedi saldi dentro i nostri giorni. E dunque felici, centrati, consapevoli che non sarà un risultato a definirli. Eppure, tutt’e due hanno fatto mmm, tutt’e due hanno detto che si erano messi in viaggio pensando all’oro. Era possibile. È sfumato. Si chiama sport. L’accoppiata Europa-mondo è riuscita al britannico Azu. 

Dosso l’ha persa per due centesimi contro Mujinga Kambunji, un battito di ciglia si rammarica il Corriere dello sport-stadio, ma alla svizzera aveva tolto l’oro europeo per uno, dunque per mezzo battito. Ha pagato la partenza, per una volta non del tutto mostruosa secondo le sue abitudini. Ha corso con un dolore al piede ma sempre sciolta, bellissima nella sua postura leggera, in una finale senza un’americana e senza una giamaicana. 

Giulia Zonca su La Stampa scrive che ha raggiunto una solidità che le permette di correre tre turni in un giorno in sette secondi e spiccioli, la maturità di gestire gli imprevisti, di prendersi un argento globale anche quando sbaglia in una distanza che non concede margini. L’anno scorso, in questa stessa competizione, non le pareva vero di accarezzare un bronzo e adesso ha altre mire. Vale per tutta l’Italia dell’atletica che non può essere obbligata solo a vincere, però sa quando avrebbe i numeri per riuscirci e non si accontenta. Capita sempre più spesso. Dosso ora si proietta sui 100 metri e in teoria quelli sono territorio altrui, inavvicinabili, guardabili solo da lontanissimo, dalle retrovie. In teoria, in pratica stanno lì: da correre.

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LE ALTRE GARE

Mondo Duplantis, Grant Holloway e Jakob Ingebrigtsen hanno aggiunto alla loro collezione di medaglie un altro oro.  

È il terzo mondiale indoor per lo svedese che si arrampica al terzo piano di un palazzo con una canna. Il salto vincente stavolta è stato di 6,15 e per un breve momento durante la finale è sembrato umano, quando ha tentennato al secondo tentativo ai 6,10. Emmanouil Karalis da ieri può entrare nei bar più malfamati di Atene e raccontare di aver saltato 6,05 a un Mondiale senza vincere l’oro. È l’unico oltre a Duplantis ad aver passato la barriera della qualità, record personale. Duplantis ha aperto la sua serata a 5,70, quando alcuni avversari erano già stati eliminati, 57 cm sotto il record mondiale battuto a Clermont-Ferrand alla fine del mese scorso. A Nanchino non ha neppure provato a batterlo. Forse il bonus non era all’altezza di 6 metri e 28. Terzo Sam Kendricks, per un breve periodo parso un possibile avversario per Duplantis. 

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Terza corona anche per Grant Holloway nei 60 ostacoli in 7,42. Nessuno lo batte da 11 anni. Neppure in semifinale, in batteria, mai. È partito lento, si è ripreso, ha chiuso in 7.42, 15 centesimi sopra il record mondiale indoor. È il terzo uomo di sempre a conquistare tre titoli nei 60 ostacoli, ma il primo a vincerli per tre volte di fila, oltre i tre all’aperto. 

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Jakob Ingebrigtsen ha vinto il suo primo titolo mondiale indoor e oggi corre i 1.500 per la sua prima doppietta mondiale. Il norvegese ha aspettato il momento giusto per attaccare Aregawi, lo ha passato all’ultima curva, quando quello di era irrigidito [7:46.09]. 

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Un anno dopo aver vinto l’oro nei 1500 metri a Glasgow, l’etiope Freweyni Hailu si è aggiudicata il titolo sulla distanza doppia [8:37.21] e rinunciando a difendere il titolo sulla mezza. Jessica Hull aveva controllato il ritmo per la maggior parte della gara. È stata battuta sul traguardo anche da Shelby Houlihan per l’argento.

Chris Bailey ha vinto i 400 in 45.08 con una tripletta statunitense sul podio [Brian Faust e Jacory Patterson]. È solo la seconda volta nella storia che una nazione ci riesce ai Mondiali indoor, dopo l’Etiopia nei 1500 femminili 2022.

Riscatto e gloria per la britannica Amber Anning, esclusa agli Europei per una invasione di corsia e qui oro mondiale in 50.60. Un nome nuovo nell’albo d’oro per il salto triplo femminile. Dopo aver vinto il bronzo 2023 e l’argento 2024, la cubana Leyanis Perez Hernandez sta festeggiando il primo oro, raggiunto con il limite mondiale di 14,93. La compagna Liadagmis Povea ha fatto argento [14,57] davanti alla campionessa europea Ana Peleteiro-Compaore [14.29]. Marie-Julie Bonnin ha sorpreso nel salto con l’asta dopo il bronzo agli Europei. Ha saltato 4,75. 

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