Le plusvalenze del Napoli
La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con l’accusa di falso in bilancio in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Al centro del procedimento le presunte plusvalenze fittizie nelle operazioni di cessione di Manolas e di acquisto di Osimhen. I legali: “De Laurentiis estraneo alle contestazioni”
Monica Scozzafava sul Corriere della sera ricorda che “il club nell’aprile 2022 era già stato prosciolto in due gradi di giudizio. La vicenda potrebbe riaprirsi in sede di giustizia sportiva solo se sopraggiungessero nuovi e rilevanti elementi così da contraddire la sentenza precedente. La Procura Federale in questo caso avrebbe il diritto di proporre un ricorso per revocazione. Ora il procuratore federale Chinè dovrà ricevere gli atti dalla procura di Roma. Due anni fa in sede sportiva lo stesso Chiné chiese 11 mesi di inibizione, ma il Tribunale federale assolse De Laurentiis e la società”.
Tuttavia, come ricordano Matteo Pinci e Giuseppe Scarpa su Repubblica, “qualora emergessero violazioni delle norme federali, il procuratore della Figc Giuseppe Chinè potrebbe chiedere la revocazione del vecchio processo del 2022 (ha 30 giorni da quando riceve i documenti) e, se la richiesta fosse accolta dai tribunali sportivi, potrebbe essere avviato un processo. In questo caso, il Napoli rischierebbe da una multa fino a una penalizzazione in classifica da scontare in questa o nella prossima stagione”.
Mario Canfora sulla Gazzetta ricorda che “sarebbe una situazione analoga a quella capitata alla Juventus, le cui operazioni con valutazioni forzate però furono ritenute un sistema e punite col -10. Ma l’eventuale penalizzazione quando si sconterebbe? Dipende dai tempi, difficili da ipotizzare ad oggi, in cui evolverà tutto l’iter. Se la vicenda dovesse chiudersi entro fine aprile sarebbe su questo campionato, altrimenti passerebbe sul prossimo”.
Il Foglio scrive che bisogna togliere il calciomercato ai pm. “Come con la precedente – e tuttora in corso – inchiesta nei confronti della Juventus, e con l’altra indagine aperta nei confronti della Roma, le domande sull’ultima iniziativa giudiziaria restano le stesse. Sulla base di quali elementi i magistrati definiscono “gonfiato” il valore dato da un club a un giocatore? Per quale ragione, nel caso dell’operazione Osimhen, la procura di Roma non ha indagato e chiesto il rinvio a giudizio anche del presidente del Lille, cioè della controparte che concretamente ha compiuto gli acquisti ritenuti frutto di un accordo per generare plusvalenze illecite? E, soprattutto, come fanno i pm a contestare presunte plusvalenze illecite senza avere prova dell’accordo doloso tra i club? L’impressione è che si sia di fronte all’ennesima inchiesta coinvolgente sul piano mediatico, ma con pochi appigli sul piano penale”.
Tuttosport legge il caso Napoli alla luce del precedente caso Juventus, sanzionato come sistema e ricorda che Chiné fece ripartire il procedimento “sulla base delle nuove intercettazioni fornite dall’inchiesta Prisma della Procura di Torino (poi esautorata perché giudicata illegittima a indagare) e procedette, attenzione, non più per la questione plusvalenze ma utilizzando la violazione del famoso e famigerato articolo 4, sull’onestà e probità, che tutto prevede e tutto contiene. E, di nuovo attenzione: senza che la Juventus fosse già ancora rinviata a giudizio, come di fatto non è ancora. Nell’articolo 4 ci si può far stare davvero di tutto, o quasi, a seconda delle lenti con cui si procede alla lettura dei documenti. Solo dopo questa fase istruttoria, immaginiamo condotta con l’adeguata celerità richiesta in assoluto dalla giustizia sportiva, si capirà se il processo sportivo a carico del Napoli potrà essere riaperto e in quali termini. Il resto sono chiacchiere a cui non val la pena dare peso, a costo di apparire giapponesi del giornalismo. Ah, però pare che i giapponesi abbiano una memoria di ferro e così ricordano che in quella mega inchiesta di Chinè (in cui furono tutti assolti) non compariva la Roma. Rilevano infine che l’operazione Manolas (una delle due per cui c’è la richiesta di rinvio a giudizio) il Napoli l’ha perfezionata con la Roma. E ricordano che sulla stessa Roma pende una richiesta di rinvio a giudizio per falso in bilancio relativo alle stagioni 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022. Giapponesi a Roma, come i marziani di Flaiano o come Nakata per il quale fu cambiata in corso di campionato la regola sugli extracomunitari. Ci sono porti della nebbie in cui tutto è possibile”.