Senza Pogacar non sarà lo stesso Giro 

RUOTE

El Pais: Risorge il passato colonialista dell’Italia

|   È difficilissimo trattare con Cairo

Se la Groenlandia ha bisogno di farlo con Trump, gli consiglio di chiamare lui

Edi Rama

 

Partenza dall’Albania, rientro in Puglia, due cronometro [una a Tirana e la Lucca-Pisa], sei tappe di alta montagna, quattro nell’ultima settimana con il Tonale e il Mortirolo nel giorno dell’arrivo a Bormio, due negli ultimi tre giorni di corsa. Abbiamo il Giro d’Italia. Con notevole ritardo. L’ultimo dei grandi Giri a disvelarsi. Qualcosa deve essersi inceppato a un certo punto nelle relazioni tra la corsa e il governo albanese, qualcosa deve aver reso necessario l’intervento della Farnesina, come alcune fonti fanno trapelare. Com’è-come non è, il Giro d’Italia numero 108 è quello che Alexandre Roos su L’Équipe definisce un percorso nella più pura tradizione moderna del Giro con molti degli ingredienti che hanno aromatizzato la corsa alla maglia rosa degli ultimi anni, a cominciare da una grande partenza esotica

Avremo le Strade Bianche sulle colline senesi, i tratti di sassi verso Piazza del Campo e il muro di Santa Caterina. Avremo un dislivello in aumento di 10.000 metri rispetto allo scorso anno, il primo arrivo in vetta sull’Appennino, a Tagliacozzo, alla settima giornata di corsa. Secondo Roos, il Colle delle Finestre sarà il giudice di pace di questa edizione nel giorno dell’ascesa finale verso Sestriere, 18,5 km di cui 8 sterrati al 9,2% di media. Come spesso accade, il Giro farà pure un’incursione in Slovenia. Era un occhiolino per Tadej Pogacar, farà la gioia di Primoz Roglic. La UAE pare abbia intenzione di presentarsi col tridente Adam Yates-Juan Ayuso-Isaac Del Toro. Jonas Vingegaard è tentato dalla doppietta con il Tour: dovrebbe parlare martedì. Wout Van Aert andrà a caccia di tappe, quando non aiuterà Olav Kooij negli sprint, in Puglia, a Napoli, a Vicenza.

Carlos Arribas su El Pais ha un tono malinconico quando dice che per andare a Bormio si evita tristemente lo Stelvio, i corridori passeranno solo dai crocevia della strada che dalla città sale al gigante delle Alpi. Non ci saranno giganti, porti che sfiorano le nuvole, nevi perenni. Né Bondone né Gavia né Stelvio né Zoncolan né Marmolada né le Tre Cime di Lavaredo. Neppure il Pordoi. La partenza dall’Albania viene definita dalla grande firma del quotidiano spagnolo un ritorno a una certa forma neocoloniale dell’Italia ottant’anni dopo in quella parte dell’impero che Mussolini sognava nei Balcani. Il passato – sottolinea – risorge sotto forma di un centro per immigrati espulsi dall’Italia e di una corsa ciclistica

Cristiano Gatti su Tuttobici è finanche più in allarme. Scrive che c’è la fondata possibilità di rivedere qualcosa di già visto: il Giro moscio e noioso fino a pochissime tappe dal termine, per la precisione azzardo il martedì 27 maggio, arrivo sopra Brentonico, 199 chilometri, dislivello 4.800 metri. Il Giro 2025, intendo i giochi veri, potrebbe proprio aprirsi qua, per proseguire e chiudersi negli altri due tapponi, Champoluc il venerdì e Sestriere il sabato di chiusura. In assenza del matto Pogacar, il rischio è rivedere il solito film dell’attesa, dell’infinita e comoda attesa, “vediamo nella terza settimana”, una cosa del genere 2023, quando Roglic e Thomas menarono il torrone dell’attesa – e del rinvio – fino all’ultima cronoscalata, decisa sul filo di pochi secondi, con il thriller legato solo ai salti di catena. E chissà se è una coincidenza che anche stavolta ci sia in ballo Roglic

Bicisport aggiorna la lista dei partecipanti con il nome di Carapaz. Hanno confermato la loro presenza anche Hindley, Martinez, Bilbao, Tiberi, Gaudu, Quintana, Landa e Bardet. 

All’auditorium Ennio Morricone di Roma è stato presentato anche il percorso del Giro femminile, otto tappe da domenica 6 luglio a domenica 13 luglio, in concomitanza con il Tour maschile. La gara inizierà a Bergamo con una crono individuale di 13,6 km e si concluderà sul circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola, dove Julian Alaphilippe ha vinto il Mondiale 2020..  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.