Il nuovo stadio del Manchester United è un progetto di Stato

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Quelli del Manchester United hanno un sogno nel cuore [ehm], un nuovo stadio da 100.000 posti o poco meno. I giornali inglesi lo definiscono il fulcro di un importante progetto di riqualificazione, non solo calcistico, non solo sportivo, ma urbano, anzi di più: del Regno. Il governo ha deciso di sostenerlo con l’annuncio di cancelliera Rachel Reeves, l’economista che dall’estate scorsa ricopre il ruolo di cancelliera dello scacchiere, in sostanza la ministra delle finanze. Nelle previsioni il progetto del club dovrà 7,3 miliardi di sterline all’anno per l’economia del Regno Unito e creerà 90.000 posti di lavoro a livello nazionale.

Nuovi alloggi, spazi commerciali, spazi pubblici: secondo Reeves il piano è «un fulgido esempio del coraggioso modello che può guidare la crescita». Tutto questo entusiasmo a Old Trafford non pare vero. Il direttore generale dello United, Omar Berrada, dice che «la consegna di uno stadio di livello mondiale può essere il catalizzatore per una grande rigenerazione di un’area della Greater Manchester che necessita di nuovi investimenti». 

Se sono tutti euforici e soddisfatti, qual è il problema? Eh, l’intoppo è chiaro. Dice Berrada che «non possiamo raggiungere questo obiettivo più ampio da soli, ed è per questo che accogliamo con favore l’annuncio della cancelliera e il supporto del sindaco della Greater Manchester e del Consiglio di Trafford. Se lavoriamo insieme, avremo l’opportunità irripetibile di creare un progetto epocale attorno a Old Trafford di cui l’intera regione potrà essere orgogliosa».

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Il messaggio tra le righe è chiaro. Se lo stadio non è solo il nostro stadio, se questo concetto è condiviso, allora qualcosa di soldi deve metterla anche il governo. Lo United deve ancora decidere se costruirne uno daccapo o riqualificare Old Trafford, aumentando la capienza a 87.000 posti. Jim Ratcliffe vuole il “Wembley del Nord”. Potrebbe costare tra 2 e 2,3 miliardi di sterline. Lo United dovrà trovare da solo la fonte del finanziamento, ma fondi pubblici potrebbero essere messi a sua disposizione per il miglioramento delle infrastrutture e lo sviluppo del distretto.  Un organismo comunale avrà un compito di natura commissariale, per accelerare i tempi delle decisioni. 

Il Telegraph racconta che lo United è da tempo in contatto con Freightliner, il più grande operatore logistico intermodale marittimo del Regno Unito, per l’acquisizione di terreni di loro proprietà nei paraggi di Old Trafford. Freightliner sarebbe disponibile a traslocare a St Helens, c’è ottimismo sul fatto che si possa raggiungere un accordo e che i lavori possano iniziare prima della fine di quest’anno.

Andy Burnham, sindaco della Greater Manchester e membro della task force per la riqualificazione dell’Old Trafford istituita da Ratcliffe per la fattibilità, dice che  questo progetto «rappresenta la più grande opportunità di riqualificazione urbana che questo paese abbia mai visto dai Giochi di Londra 2012 ed è una parte fondamentale del nostro piano decennale per dare una spinta alla crescita nella Greater Manchester. Non vediamo l’ora di lavorare con il governo per spostare le merci dal sito intorno a Old Trafford verso nuove località, così da aumentare la capacità della nostra rete ferroviaria e sbloccare un enorme potenziale di rigenerazione, offrendo benefici in tutto il Nord».

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