C’è un tipo nel football che fa tutto e non si ferma mai

C’è un tipo nel football che fa tutto e non si ferma mai

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  Pare di capire che nel football americano siamo dinanzi a un altro caso Shohei Ohtani, la stella giapponese del baseball che su un diamante sa essere di bosco e di riviera, gioca da battitore e da ricevitore [non quest’anno ma ci siamo capiti]. Il Wall Street Journal scrive che Travis Hunter è l’uomo che lavora di più nel football universitario giacché la stella del Colorado ha concentrato due stagioni in una, giocando come cornerback e wide receiver: per questo motivo ha vinto l’Heisman Trophy. Il premio al migliore di tutti nei college. 

Hunter è sceso in campo per 709 snap in attacco, 713 in difesa, secondo i dati di Pro Football Focus. Significa che non è esagerato dire che esce a malapena dal campo. Le sue 1.400 e passa giocate a partita sono quasi 400 in più di qualsiasi altro vincitore dell’Heisman nell’ultimo decennio, più del doppio del vincitore dell’anno scorso, il quarterback della LSU Jayden Daniels. I giocatori bidirezionali – spiega Laine Higgins – sono rari oltre l’High School, a causa del pedaggio che si paga dal punto di vista fisico per giocare sia in attacco sia in difesa. Ci sono wide receiver che gestiscono i compiti di punt return e cornerback, possono anche catturare un passaggio o due, ma ciò che sta facendo Hunter, essere in campo per quasi ogni singolo snap, è praticamente senza precedenti nel gioco moderno

«No, non sono per niente stanco» ha detto Hunter venerdì quando gli è stato chiesto del suo pesante carico di lavoro. Non c’è alcun segreto per gestirlo, ha detto, a parte dare priorità al recupero, credere in se stesso e fare un pisolino ogni pomeriggio. In realtà anche il papà di Slalom per molti anni ha creduto in se stesso e soprattutto faceva un pisolino ogni pomeriggio, ma è bastato a stento per andare all’università, non per giocare pure nella squadra di football, anche per via del fatto che la Federico II non ne aveva una. Viene il dubbio che serva il fisico, ma è solo un’ipotesi, eh. 

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    A proposito di football americano e di fisico. In America sono tutti molto preoccupati per lo stato della caviglia di Patrick Mahomes, e più di tutti i tifosi dei Kansas City Chiefs. Lo vedono zoppicare tanto e spesso fuori dal campo. La squadra ha vinto 13 partite su 14, ma potrebbe trattarsi del 13-1 più traballante del mondo, scrive Jason Gay sul Wall Street Journal. È una squadra fortunata, imperfetta e piena di infortuni: brillerà di nuovo nei playoff? La risposta potrebbe essere in una caviglia molto famosascrive, mentre The Athletic considera una serie di cose troppo raffinate per poter essere comprese da chi non aveva una squadra di football americano alla Federico II, tuttavia pare di capire che sia arrivata finalmente una vittoria con largo margine e che prima di quest’ultima partita contro Cleveland, i Chiefs fossero più propensi a successi striminziti [No, niente, pensavo all’Utopia di vedere un giorno in un titolo la stringa “successo striminzito” anziché “di corto muso”]. 

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