Le ragazze francesi ci sono rimaste male. Hanno perso la partita per la medaglia di bronzo agli Europei femminili di pallamano [24-25] contro l’Ungheria, la vera piccola piccolissima novità di questo torneo, di nuovo sul podio dopo 12 anni. Ci sono rimaste male al punto che “valeva la pena di appiccare il fuoco durante la cerimonia di premiazione” ha scritto Anouk Corge su L’Équipe perché gli organizzatori di Vienna hanno avuto un’ideona.
“Va bene che l’Austria è il paese delle deliziose palle di Mozart, ma la federazione europea ha avuto il cattivo gusto di assegnare una vera medaglia di cioccolato alle quarte classificate”.
Tira un’aria cupa intorno alle vice-campionesse olimpiche. Erano arrivate quarte anche due anni fa. Grace Zaadi, la nostra Grace Zaadi, ha giocato un magnifico torneo: 7 in pagella anche ieri, voto 8 per l’altra stella Pauletta Foppa. Il nuovo cittì aveva organizzato le rotazioni in modo da arrivare con 7 vittorie su 7 alle semifinali ma ha perso le due partite decisive per il podio, “un lusso che alla fine non è servito a nulla, la panchina non ha dato un contributo sufficiente” dice il giornale francese.
Il titolo è andato alla Norvegia per la decima volta, nonostante la portiera danese Anna Kristensen sia stata votata mvp del torneo, per le sue 100 parate e il 38 percento di efficienza. Un oro europeo per separarsi dall’allenatore islandese Thorir Hergeirsson, papà di Maria, calciatrice, difensora per il Brighton. È stato il settimo titolo personale per Katrine Lunde [oltre a tre Olimpiadi e due Mondiali], 44 anni, portiera, sorella gemella di Kristine che però si è ritirata nel 2018 dopo aver vinto tutto di tutto. Nessuna giocatrice norvegese ha meno di 23 anni. La più giovane è Ane Hogseth, anche lei portiera, figlia di un preside ed ex corridore di orienteering, nipote del politico Bård Hoksrud, ex ministro dell’Agricoltura.
Anniken Obaidii, 29 anni, ha altre due sorelle che giocano a pallamano. Sono figlie di un immigrato del Bahrein. Maren Nyland Aardahl giocava in precedenza per la Nazionale di beach handball. Stine Skogrand aveva saltato i Mondiali del 2021 perché incinta del secondo figlio: il suo secondo nome è Ruscetta, e si racconta che sia un omaggio a suo nonno Antonio, napoletano. Il fatto strano è che non esiste nessuna Ruscetta a Napoli: deve trattarsi di una corruzione nordica di Rosetta o una cosa del genere. Sarebbe affascinante approfondire. Live Rushfeldt Deila, 24 anni, è figlia dell’allenatore di calcio Ronny Deila. Anche lei ha una sorella gemella, Thale, con cui divide l’esperienza di giocare in Nazionale. Si distinguono perché Live ha il numero 8 e Thale il 33. L’ex calciatore Sigurd Rushfeldt è loro zio. Silje Solberg-Østhassel ha 34 anni, sua madre è svedese, e anche se non ci crederete pure lei ha una gemella, Sanna, pure lei convocata a questi Europei.
Capocannoniera del torneo è stata Katrin Klujer [Ungheria], 60 gol all’età di 25 anni – una condizione certamente preferibile a 25 gol all’età di 6o anni.