La rivalità con la F1 tenuta al guinzaglio
Dieci anni fa, la Formula E nasceva in mezzo allo scetticismo, era quello il rumore che si sentiva, i motori non ne facevano, e il sentore del disprezzo sostituiva l’odore della benzina. È la formula scelta dal Times per ricordarci le origini del circuito che si proponeva come più sostenibile e più contemporaneo della vecchia Formula 1 inquinante, per giunta noiosa, molto noiosa. Ora l’uomo che guida la serie di auto elettriche all’apertura della nuova stagione in Brasile dice che i fan sono 375 milioni in tutto il mondo e c’è qualche motivo per credere che diventerà il secondo sport motoristico al mondo entro il 2030.
Jeff Dodds è il presidente esecutivo della Formula E e nel mese di febbraio ha mandato in bestia quelli di Liberty Media quando ha sottolineato la prevedibilità della F1, giurando che avrebbe donato 250.000 dollari in beneficenza se chiunque tranne Max Verstappen avesse vinto il campionato piloti.
«La Formula 1 tende a svilupparsi per dinastie, quindi all’improvviso vengono fuori un pilota e una macchina che hanno centrato il punto giusto e allora puoi cancellare le incertezze per tre stagioni. Nel nostro campionato, tutto questo semplicemente non esiste. La scorsa stagione si è decisa in finale e sette piloti potevano ancora teoricamente vincere. Io amo la Formula 1 – ha detto al giornale inglese – ma mentre noi siamo qui seduti oggi a chiacchierare, Max ha 80 punti di vantaggio e ha vinto nove gare, e la stanno salutando pure come una delle stagioni più competitive da molti anni a questa parte. Penso che la F1 stia migliorando e che la prossima stagione sarà ancora meglio, ma ce lo ripetiamo ogni anno».
I 250.000 dollari promessi da Dodds non resteranno sul conto. Andranno a programmi che promuovono la partecipazione delle donne agli sport motoristici, altro dettaglio che punta a punzecchiare i vicini di casa, ma come dice il Times i paragone sono sempre un’arma a doppio taglio. “La Formula E può sembrare più equa, ma non ha la stessa polvere di stelle, la stessa tradizione e la stessa storia della F1, per non parlare dei veleni politici, gli imbrogli, tutto quello che fa breccia nel mainstream. Né ha avuto una docuserie come Drive to Survive per aumentare l’interesse, anche se Dodds dice che qualcosa è in arrivo”.
«Non abbiamo ancora premuto quel pulsante – dice al Times – e non abbiamo avuto una proposta che non fosse sceneggiata. Stiamo valutando come possiamo usare questa opportunità, ma non vogliamo essere un’altra versione di Drive to Survive. Nelle prossime settimane, annunceremo un prodotto multimediale che metterà i piloti sotto i riflettori e consentirà loro di costruire un profilo per una fanbase molto diversa».
Uscire dal cono d’ombra della F1 è fondamentale per i piani di sopravvivenza della Formula E. Dodds è diventato amministratore delegato nel 2023. Non vuole che gli appassionati di sport motoristici siano costretti a scegliere, perché sa che è una battaglia impossibile da condurre e da vincere. «Non credo che sia compito mio – dice – convincere gli incalliti amanti dei motori. Passo il mio tempo a incoraggiare i nuovi arrivati negli sport motoristici a venire a dare un’occhiata a questo formato, dove ci sono alcune delle corse più equilibrate, con auto che accelerano il 30 percento più velocemente di quelle di Formula 1. Ma non è una questione di o l’una o l’altra: possono piacere entrambe le cose».
Eh, povero Dodds: questo è un concetto complicato da far passare. Uno dei più complessi nella fase che viviamo, dove devi prendere il nord o il sud, il caldo o il freddo, siamo dentro un campo magnetico, elettrico e polarizzato in cui la sintesi è stracciata dall’antitesi, dove se ti piace l’Eurolega devi dir male della NBA, o sei giochista o sei risultatista, il mondo della mezza porzione, tifosi solo della nostra opinione, disposti a difenderla al punto di ignorare i fatti.
Invece attraversiamo strade e ponti dove tutto è più complesso di così. I principi fondanti della Formula E includono per esempio l’accento posto sul cambiamento climatico e sulla tecnologia che consentirà la transizione ai veicoli elettrici. Allo stesso tempo Dodds vuole più gare negli Stati Uniti, dove Donald Trump è da tempo scettico sul riscaldamento globale. È un’incongruenza? E chi lo sa. «I nostri partner produttori – spiega Dodds – risponderebbero che il Nord America è uno dei mercati più importanti per la transizione energetica. È interessante che Trump abbia assegnato al nostro caro amico Elon Musk una posizione nel governo, lui che possiede la più grande azienda di veicoli elettrici al mondo in Tesla. Mi piace pensare che Elon sia lì, a influenzare e istruire Donald sulla transizione energetica e sui vantaggi dei veicoli elettrici, quindi forse le cose potrebbero cambiare in futuro».
Dieci anni dopo la nascita, la Formula E propone auto che accelerano da 0 a 100 km in poco più di 1,8 secondi. Dispongono di una batteria che dura per tutta la gara. C’è un continuo lavoro sulla tecnologia. È stata appena introdotta la trazione integrale. Secondo i calcoli di Dodds, nell’anno inaugurale della Formula E sono stati venduti circa 350.000 veicoli elettrici. Quest’anno saliranno a quasi 17 milioni.
Non è sparito lo scetticismo, solo che adesso è una macchia geografica. In posti come Cina e Giappone non ce n’è. L’Europa è più dura da convincere, nonostante ci siano un campione tedesco come Pascal Wehrlein e sei piloti britannici sulla griglia di partenza di quest’anno. Non ci sono gare in luoghi centrali per i motori come Italia o Spagna, l’enfasi originale sui circuiti cittadini si è indebolita. La Formula E ha lasciato perdere il circuito di Roma e lo stesso accadrà presto per la pista di Londra all’ExCeL: le auto stanno diventando più potenti e le città non reggono.
Il Mondiale che inizia domani in Brasile presenta 16 gare in dieci weekend. L’intenzione di Dodds è aggiungerne una in più ogni anno, come gli piacerebbe aggiungere la Ferrari a McLaren, Jaguar, Porsche e Maserati. «Ma deve essere il momento giusto per loro. La Ferrari non ha ancora lanciato un’auto sportiva completamente elettrica e potrebbe aver bisogno di tempo per farlo. In questo momento, chiaramente non ha senso per loro».