Le prospettive di Dan Șucu
Il primo Genoa uscito dall’ombrello di 777 Partners è andato a sbattere sulle parate di Alex Meret, che a Napoli – misteri cittadini – non amano. “Una cosa è sicura: Dan Șucu ha fatto l’affare del secolo”, ha scritto Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, “diventando proprietario di un club di Serie A con il blasone e il bacino d’utenza del Genoa, mettendo di tasca propria appena 40 milioni. Șucu ha già versato materialmente il 25% della cifra e si è impegnato a sottoscrivere l’intera quota corrispondente al 77% delle azioni rispettando i termini di pagamento concordati con il cda. Peraltro a 777 Partners, che resta socio di minoranza, non spetterà nulla: i 40 milioni finiscono tutti nelle casse societarie, con il risultato di minimizzare future iniezioni del nuovo patron, almeno fino a giugno. L’affare del secolo, appunto”.
Andrea Lamperti ne ha scritto su Ultimo Uomo aggiungendo che “la prima domanda che tutti si pongono in casi del genere riguarda la disponibilità economica del nuovo proprietario. Secondo Forbes, si tratta del 24esimo uomo più ricco della Romania, il cui patrimonio è stimato attualmente tra i 250 e i 300 milioni di euro. Cifre non certo fantastiche”.
La Gazzetta scrive che Banca Sistema – la principale creditrice del Genoa – avrebbe fatto le sue verifiche e avrebbe comunque trovato ottime referenze bancarie. “La sua avventura nell’imprenditoria – racconta Ultimo Uomo – parte dalla fondazione nel 1993 di Mobexpert, azienda leader nell’Europa dell’Est nel settore dei mobili d’arredamento, ed è la classica storia (più o meno) dell’uomo d’affari che ha costruito una fortuna con le proprie mani e idee. Partendo da un capitale irrisorio e arrivando ad essere “l’uomo che ha arredato la Romania”, come viene chiamato dai media locali. Secondo una recente ricerca di mercato, più di una famiglia romena su dieci si è affidata infatti a Mobexpert per la mobilia domestica, cui si aggiungono uffici pubblici e privati. I suoi store sono presenti a Bucarest, Cluj, Timisoara e altre città del Paese, oltre che a Belgrado (Serbia) e Sofia (Bulgaria). L’azienda ha attualmente un fatturato di 260 milioni di euro e conta 2.400 dipendenti tra stabilimenti produttivi (otto in totale), uffici commerciali e negozi. La sua presenza però non si limita a questo settore, e al calcio: in Romania è noto anche per l’impegno in politica, per gli investimenti in svariati settori economici, e anche per qualche controversia, alcune particolari passioni e il gossip che lo circonda da due decenni”.