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DOMENICA 8 SETTEMBRE 2024
#GIORNO-11 E ULTIMO DELLE PARALIMPIADI
«L’Olimpiade non è fatta per costruire numeri che portino onore alla Patria, è uno strumento potente che espone le vite dei ragazzi che ci partecipano, soprattutto in quest’epoca di fragilità estrema»
[Niccolò Campriani, campione olimpico]
EUROGOL
Il gioco di Spalletti spacciato per calcio all’italiana
In Francia sono ancora impressionati dalla portata della lezione di gioco subita dall’Italia di Spalletti. Così scrivono: lezione di gioco, accompagnata da “un’antologia di errori difensivi” [L’Équipe]. Hanno visto abbastanza calcio da non confondere un contropiede con un’esibizione di calcio all’italiana, la definizione che gira da noi, ma difficilmente compatibile con la sola parata di Donnarumma in tutta la partita [al minuto 7] e con le cinque occasioni da gol contro una per l’Italia.
O abbiamo frainteso per mezzo secolo i racconti su Gipo Viani e sulla lezione di Herrera e Rocco, oppure la definizione di calcio all’italiana non c’entra proprio niente con il tre a uno del Parco dei Principi. Una spiegazione è possibile. Oltre a essere conforme con lo spirito dei tempi, un’Italia che vince solo se gioca all’italiana si afferma in certe aree calcisticamente ideologizzate per accreditare la tesi di uno Spalletti finalmente scintillante perché diverso dal cittì degli Europei. Tre mesi fa era stato deciso che fosse stato lui a confondere i giocatori. In molte ricostruzioni e in molti spin è spuntata anche una spaccatura con la squadra, maledizione, e adesso che si fa, mica possiamo contraddirci. È cambiato. Ecco. Spalletti è cambiato. Facciamo così. È tornato alle radici, al nostro stile DOC, all’antico sano contropiede. È rinsavito, quel matto.
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| PROSPETTIVE LA PANCHINA DI DESCHAMPS In Francia si domandano come abbia fatto Didier Deschamps a farsi schiantare dall’Italia, a non capirci niente. “In generale – scrive Vincent Duluc – a ogni inizio anno ha le idee chiare, sa dove sta andando la sua squadra e come. Questa volta, un po’ meno. Deschamps ha perso la partita del rientro a scuola a settembre per la prima volta da quando è stato nominato cittì nel 2012. Fa discutere la povertà del gioco offensivo e delle emozioni” dice il giornale sportivo francese alla vigilia di una partita a Lione contro il Belgio dall’aria pesante, una partita che “smorzerà o alimenterà il fuoco intorno all’allenatore più titolato della storia del calcio francese”. Se il fuoco si dovesse alimentare, sarà per via di un vento che si chiama Zinédine Zidane.
La vittoria dell’Inghilterra contro i cultori dell’inglesità
Attaccato dal conservatore Telegraph perché non canta l’inno nazionale, elogiato e difeso dal progressista Guardian perché “sembra una scelta intelligente”. Di Lee Carsley, cittì ad interim dopo Gareth Southgate, ha scritto Barney Ronay, trovando che prender tempo sia stata una giusta considerazione, perché così legittima “l’architettura del percorso esistente”.
Chi lo avrebbe mai creduto possibile? E invece, scrive il Guardian, “si scopre che Carsley non è solo affabile, efficiente e benvoluto. Ha, come si dice, un po’ di personalità. Fare il cittì richiede capacità di persuasione. Bisogna creare una narrazione, la necessità di sedurre pubblico, stampa e giocatori. Anche Gareth Southgate lo ha fatto all’inizio con quell’aria da osservatore di verità dure e acide, quei lunghi intermezzi di cose dette in modo triste dietro una scrivania. Carsley non tanto. È una rottura con le recenti tradizioni di grande freschezza, il cittì temporaneo dell’Inghilterra non sembra avere nessuna filosofia e nessuna visione. Non ha una storia di redenzione personale da raccontare. Sembra sicuro prevedere che nessuno scriverà mai un’opera teatrale di successo sull’inglesità basata su Lee Carsley. Non è necessario preoccuparsi di cosa indossa, Lee Carsley mette la tuta. Se questo è un lavoro a tempo, una specie di provino, se è un test per verificare la voce, le spalle, il modo di stare in piedi e di camminare, allora tutto sembra giusto. Finora. Carsley sembra intelligente ed emotivamente aperto. Sarebbe bello, logico e giusto dargli il lavoro definitivamente. Molti non saranno d’accordo, esigeranno un successo immediato, la garanzia di un talento da allenatore di livello mondiale e tutto il resto. Sono argomenti giusti. Ma questo significa anche fraintendere un po’ il senso del calcio delle Nazionali, ignorare sia le ragioni emotive sia quelle strutturali per cui Carsley avrebbe molto senso”.
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| LETTURE PAROLE AI RAGAZZI CHE TORNANO A SCUOLA
Luigi Garlando sulla Gazzetta scrive ai ragazzi che stanno per tornare a scuole e usa alcuni esempi sportivi tratti da questa estate – che in effetti ne ha proposti in quantità.
“Se le cose non andranno bene, fermatevi, analizzate con lucidità le ragioni e poi sforzatevi con buona volontà di sterzare. Sandro Tonali, dopo aver buttato via un anno per il pasticcio delle scommesse clandestine, lo ha fatto: ha sbagliato, ha capito, si è rimboccato le maniche, è tornato e a Parigi è stato il migliore. Non lasciatevi crocifiggere dai vostri errori, staccate i chiodi, andate oltre. Visto Giovanni Di Lorenzo?
Veniva da un Europeo disastroso, al 1’ di Francia-Italia ha sbagliato ancora. C’era da scavare un buco e spuntare in Cina dall’altra parte del globo… Invece Di Lorenzo è rimasto dignitosamente al suo posto, ha lottato e alla fine ha dato il suo buon contributo alla vittoria finale.
Guardate anche Andrea Vavassori. Tennis. A Parigi, nella città da cui è ripartita la Nazionale, Vavassori sbagliò il match-point che lo avrebbe portato in semifinale del torneo olimpico di doppio misto. Lui e Sara Errani. Era un tiro semplice, lo ha sbagliato, poi ha perso l’incontro. È stato ricoperto da critiche.
Ha risposto: «Che cosa devo fare? Mettermi una corda al collo? Ormai, oggi, chi non vince è un fallito. Non esistono più la cultura e l’accettazione della sconfitta. Ho sbagliato, ho perso, lo so. Ma so anche che, se sono qui, a giocarmela con i migliori al mondo, ho dei valori. Mi impegnerò perché alla prossima vada meglio». Giovedì scorso, agli Open Usa, Andrea Vavassori e Sara Errani hanno trionfato in finale, come nessuna coppia italiana aveva mai fatto. Appendetevi in camera anche questo post-it. La sconfitta non è un carnefice, è un buon maestro che vi migliora”.
TITOLI
▥ L’Équipe: “Mbappé, Griezmann, Kanté e Hernandez, i quattro pilastri traballanti dei Blues” – In difficoltà venerdì contro l’Italia, faticano a portare il loro livello all’altezza del loro status.
▥ Guardian: “Nella speranza di dimostrare che l’eliminazione al primo turno della Copa América è stata un colpo di sfortuna, gli Stati Uniti hanno invece dimostrato una preoccupante mancanza di intensità che si è tradotta nella prima sconfitta casalinga contro il Canada dal 1957. Jacob Shaffelburg e Jonathan David hanno segnato dopo un paio di errori difensivi e il Canada ha dominato 2-1 in amichevole di sabato, ottenendo la seconda vittoria sugli americani in 27 partite sul suolo statunitense”
US OPEN
La finale di Sinner per capire dove sta andando il tennis
Per fortuna che nel tennis non esiste un dibattito sugli stili. O meglio. È esistita una contrapposizione tra chi giudicava più puro il gioco del tennis serve and volley. Il frutto incontaminato della radice più tradizionalista. La bellezza. Ecco. In sostanza l’idea della bellezza è stata quella, il rovescio a una mano. È esistita a lungo l’insoddisfazione verso i regolaristi, gli arrotini, il rovescio bimane. Anche da noi. Soprattutto da noi. Adesso invece c’è Jannik Sinner che gioca senza rovescio a una mano, senza una naturale propensione al serve and volley, e non c’è più nessuno in Italia che rimpiange il tennis di una volta.
È sempre questione di punti di vista. Anche stamattina. Tutta Italia aspetta il secondo Slam di Jannik Sinner per ragioni comprensibili di tifo, stringiamci a coorte, siam pronti alla morte, il resto del mondo guarderà la finale di stasera per capire dove sta andando il tennis. Tutti cercano un segno del millenarismo in arrivo, la radicale mutazione del presente, ogni cosa è trasformata. Questo è lo stadio dal quale una volta Bjorn Borg uscì con l’intenzione di smettere. Si infilò in una macchinina gialla e chiese al tassista di portarlo verso l’addio. Questo è lo stadio dal quale stasera Jannik conta di uscire stasera con una Coppa e la più sfacciata intenzione di non fermarsi. Tutt’intorno aspettano, vogliono capire. Anno 2024, la prima dopo ventuno stagioni di fila in cui nessun titolo dello Slam finirà a uno di Quei Tre, i Tre Re Maghi dell’età dell’oro. Se dunque questo 2024 si dovesse chiudere con un 2-2 fra Alcaraz e Sinner, sarebbe la prova del passaggio della stella cometa, il segno dei segni, andiamo a consegnare il nostro destino di divaneur a un dualismo nuovo.
Per capirsi. Prima che cominciasse la stagione di Federer-Nadal-Djokovic, un 2-2 non l’abbiamo visto né con Sampras-Agassi, né con Becker-Edberg, mai per Borg-McEnroe. L’ultimo 2-2 presente negli albi d’oro degli Slam risale al 1967 fra Emerson e Newcombe. Anche quella volta stava cambiando il mondo ma in un altro senso, stava per arrivare l’Era Open. C’è stato un 3-1 di Wilander su Edberg nel 1988, ma Mats stava per finire l’energia. C’è stato un 3-1 di Connors nel 1974 su un Borg che stava arrivando, ma poi arrivò anche Mac – e il dualismo diventò un triello.
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US OPEN..
IL SENSO DI ARYNA PER IL CEMENTO
Non c’è nessuno al mondo stamattina che possa mettere in discussione una verità. Aryna Sabalenka è la migliore giocatrice di tennis sul cemento, così come Iga Swiatek può dirsi la numero 1 sulla terra. “Da Flushing Meadows a Timbuktu” come scrive L’Équipe, stamattina lo sanno tutti. Lo sanno tutti in realtà da ieri sera, quando la bielorussa è andata a dormire nell’appartamento preso in affitto a Manhattan con la coppa degli US Open, il terzo Slam vinto degli ultimi quattro giocati sul duro. Dall’alto del suo cognome, Antoine Bourlon si prende gioco di noi e sfotte i titoli che leggerà: “Sabalenka cammina da sola sul cemento del mondo”. Un tetto di cemento peraltro conforta. Possono salirci tutte e tutti. Ha battuto in due set Jessica Pegula, incurante del tifo di Flushing Meadows, “con la forza degli anni che passano”. Secondo L’Équipe si tratta addirittura della più bella vittorie nella sua carriera, “perché dentro c’è tutto quello che voleva dimostrare: saper superare la tensione”, soprattutto dopo aver fatto suo il primo set al quinto tentativo, quando aveva visto Pegula passare dal 5-2 al 5-5 e dopo aver condotto 3-0 nel secondo set, mancando un break point e facendosi raggiungere sul 3-5. “All’improvviso – spiega il giornale francese – deve aver rivisto il flashback dell’ultima finale contro Coco Gauff”, salvo prendersi tutti i game successivi. Al match point è crollata. È la quarta giocatrice che arriva al terzo Slam dopo la fine dell’età di Seraena, la quarta dopo Angelique Kerber, Ashleigh Barty e Naomi Osaka, tutte arginate nella loro ascesa per un motivo o un altro. Il suo motivo si chiama casomai Iga Swiatek, ma con tre Slam ha già raggiunto Jennifer Capriati e al prossimo prende Kim Clijsters. È già un bel racconto per i nipotini.
Roglic al traguardo con la mascherina FFP
LA VUELTA Quando Primoz Roglic si è presentato solo soletto venerdì in cima all’Alto del Moncalvillo, con sole due tappe ancora davanti a sé e quasi 2 minuti in vantaggio in classifica, ogni eventualità di un epilogo differente è stato riposto nel cassetto delle fantasie. Solo che lo slovenno ha messo a tutti un brivido dietro la schiena ieri pomeriggio, quando si è presentato sul podio in maglia rossa e indossando una mascherina FFP, e neppure della stessa tinta da leader, per giunta nera. Ahia ci siam detti in Eurovisione, sempre che esista ancora l’Eurovisione. Era bella la sigla dell’Eurovisione. Era l’annuncio di una eccezionalità. Dan dan dararà tattaaaa rarà. Comunque. In Eurovisione arriva stamattina la conferma de L’Équipe, il giornale di proprietà degli stessi organizzatori della corsa. Con la voce di Rosanna Vaudetti, signore e signori, alcuni compagni di squadra di Roglic non stanno bene e c’è un ultimo dubbio pure intorno a Primoz Roglic. Daniel Felipe Martinez è stato il primo a cedere verso l’Alto de Moncalvillo, Patrick Gamper poco dopo, Nico Denz è arrivato fuori tempo massimo, Aleksandr Vlasov a 34 minuti di distacco. A ciò si aggiunge la voce secondo cui un assistente della squadra sarebbe ricoverato in ospedale per salmonellosi. Dalla Red Bull-Bora nessuno si è degnato di dare spiegazioni. È un virus per alcuni, un’intossicazione alimentare per altri, il pensiero va sempre al covid. A Roglic restano da coprire 24 km e 600 metri a cronometro per dirigersi verso la quarta corona alla Vuelta, ragionevolmente non accadrà nessuno scatafascio, ma “una certa indeterminatezza sullo stato di salute generale della Red Bull-Bora Hansgrohe” accompagnerà la tappa finale e l’arrivo a Madrid. .
Ben O’Connor, Enric Mas o anche Richard Carapaz non sono riusciti ad attaccarlo ieri verso il Picon Blanco, o forse un patto volontario di non aggressione, lascia intendere il giornale francese. Fatto sta che Eddie Dunbar, irlandese, 28 anni, è andato a prendersi la tappa come aveva fatto al campus tecnologico Cortizo di Padron.
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Do you remember Quartararo?
Povero Fabiò, povero Fabiò Quartararo. Eravamo ai suoi piedi quando da 21enne su una Yamaha cominciava a vincere [tre GP nel 2020] e quando da 22enne su Yamaha diventò campione del mondo. Fu ancora secondo in classifica generale l’anno dopo e poi niente, puff, la moto si è spenta, la Yamaha non va. Le corse senza una vittoria sono diventate 75, comprese le Sprint, mai un secondo posto, solo quattro volte terzo, nelle ultime 35 uscite mai meglio di un quinto posto. Ieri a Misano è partito dal decimo posto in griglia e fa quasi notizia il fatto che abbia guadagnato una posizione in gara. C’è qualche miglioramento, scrive L’Équipe del suo ex campione, ma non è ancora abbastanza. La buona notizia è che la Yamaha è capace di portare un pilota in Q2. Tutto qua. A Fabio Quartararo pare mezzogiorno perché non ci riusciva da quattro mesi. La brutta notizia è che una volta arrivato a quel livello, la M1 non ne ha per brillare. Il passo è buono, ma non sorpassa.
«È come nel 2022» si rammarica il campione del mondo 2021, per non dire che in realtà è molto peggio che nel 2022. All’epoca fu segnalato un deficit del motore, stavolta chi ne sa dice che manca il grip, e chi siamo noi per contraddire il fatto che alla Yamaha di Quartararo manchi il grip. Significa meno velocità in curva e avversari che in uscita sgasano, si allontanano in accelerazione e tu li vedi andar via di schiena. «Non posso mai tentare un attacco» ha detto Quartararo, come quando a Risiko ti esce sempre uno con i tre dadi. «Siamo così lontani che è troppo complicato provarci», per giunta a Misano quando mai sorpassi. È andato a punti, ma è solo la nona volta nelle ultime 25 gare. Q. è soddisfatto del nuovo telaio, a un certo punto le cose si erano messe in modo tale da sperare in un settimo posto, davanti a lui ci sono state alcune cadute, così a Fabiò gli resta la curiosità di capire «cosa potrei fare con una moto più potente e con un po’ più di grip».
VITE OLIMPICHE
La musica sentita durante questo mese olimpico a Parigi
Ma che musica, Olimpiadi. Stasera finisce, ma che musica c’è stata ai Giochi di Parigi. Una musica da medaglia d’oro, anzi è stata proprio “la vittoria della musica” dice L’Équipe stamattina dedicando due pagine a tutte le note che abbiamo ascoltato nelle finestre 26 luglio-11 agosto e 28 agosto-11 settembre. Nelle finestre e dalla finestre. Da Celine Dion sulla Torre Eiffel a Sebastien Tellier in Place de la Concorde, “compreso l’imperdibile tema ufficiale”, aggiunge il giornale francese. Olimpiadi e Paralimpiadi hanno avuto “l’aspetto di un grande festival musicale”. Stasera ci aspetta una chiusura elettro allo Stade de France. «Con le quattro cerimonie, Victor Le Masne ha creato la sua Tetralogia. Questo è il nostro Wagner» dice Jean-Michel Jarre del direttore musicale dei Giochi di Parigi 2024, anche se forse gli è slittata un poco la frizione.
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TITOLI
Corriere della sera: “Caironi è la regina dei 10. Il dramma di Sabatini: cade e travolge Contrafatto” – Bronzo al fotofinish per Monica: danneggiata al traguardo ➔ Claudio Arrigoni scrive: “Non si è ripetuta la magia di Tokyo prima e dei Mondiali poi. Martina Caironi torna la regina dello sprint all’ultima gara della sua carriera, stesso metallo della sua prima incarnazione paralimpica a Londra, dodici anni fa. Ambra nelle due precedenti sfide aveva sempre vinto, mettendoci anche, entrambe le volte, il record del mondo, prima donna T63 a scendere sotto i 14 secondi con 13”98. Contrafatto è caduta suo malgrado, inciampata in Ambra che è caduta nella sua corsia”
▥ El Pais: “Kilian Jornet dopo aver scalato il Weisshorn, una delle 82 vette da Quattromila metri, in 19 giorni: «Il terreno era terribile e pericoloso. Devo pensare se ho fatto la cosa giusta» – L’alpinista catalano racconta il suo viaggio e i rischi che ha corso in momenti specifici di un’avventura fantastica culminata in tempi record [QUI]
Day nine, you were a blast! 💞
Get ready for the final stretch – tomorrow’s the penultimate day of #Paralympic action!#Paris2024 pic.twitter.com/gn6FmQHgXl
— The Olympic Games (@Olympics) September 7, 2024
| IL TELECOSLALOM
LO SPORT OGGI IN TV LA GUIDA ALLA GIORNATA
VITE OLIMPICHE 9.00 Le Paralimpiadi 15.30 Atletica, Meeting Brescia – su Sky Sport RUOTE 11.00 Superbike, GP Francia: Superpole Race – su Sky Sport 11.00 Moto3, GP San Marino: la gara – su Sky Sport 12.15 Motocross, GP Turchia: MX2, gara 1 – su Mxgp Tv, Eurosport 2 12.15 Moto2, GP San Marino: la gara – su Sky Sport e TV8 13.15 Motocross, GP Turchia: MXGP, gara 1 – su Mxgp Tv e Discovery+ 13.30 Ciclismo, Tour of Britain tappa-6: Lowestoft-Felixstowe (158.4 km) – su Discovery+ 13.30 Ciclismo, Classica di Amburgo – su Discovery+ e Rai Sport 14.00 MotoGP, GP San Marino: la gara – su Sky Sport e TV8 15.10 Motocross, GP Turchia: MX2, gara 2 – su Mxgp Tv, Eurosport 2, Rai Play Sport 2 15.30 Superbike, GP Francia: Gara-2 – su Sky Sport 16.10 Motocross, GP Turchia: MXGP, gara2 – su Mxgp Tv, Eurosport2, Rai Sport 16.30 Ciclismo, Vuelta di Spagna: 21esima e ultima tappa, la crono di Madrid (24.6 km) – su Eurosport 1 18.20 Ciclismo, GP Industria & Artigianato si Larciano -Larciano su Rai Sport ACQUE 14.00 Vela, Louis Vuitton Cup – su Italia 1, Canale 20, Sky Sport e il canale YouTube America’s Cup INEOS Britannia-Orient Express Alinghi-Luna Rossa American Magic-Team New Zealand EUROGOL 15.00 Nations League: Lussemburgo vs Bielorussia – su UEFA TV 18.00 Nations League: Danimarca vs Serbia, Slovacchia vs Azerbaijan, Bulgaria vs Irlanda del Nord, Gibilterra vs Liechtenstein – su UEFA TV 18.00 Qualificazioni Coppa d’Africa: Gambia vs Tunisia – su Sportitalia 18.00 Liga femminile: Deportivo La Coruna vs Barcellona – su DAZN 20.45 Nations League: Svizzera vs Spagna, Portogallo vs Scozia, Croazia vs Polonia, Svezia vs Estonia – su UEFA TV TENNIS 20.00 US Open, finale singolare maschile: Jannik Sinner vs Taylor Fritz – su Sky Sport e SuperTennis |
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