Il compromesso all’italiana sul burbero Chinaglia

Siamo alla vigilia della seconda partita con l’Argentina e nel ritiro dell’Italia ancora si parla della prima, non tanto del faticoso 3-1 su Haiti, ma del gesto di Chinaglia verso la panchina e verso Valcareggi. Chinaglia è stato sul punto di essere espulso dalla Nazionale, ha trovato una formula per scusarsi senza rinnegare i suoi pensieri, lo hanno perdonato. Ieri in conferenza stampa il presidente della federazione Franco Carraro ha detto che Chinaglia era in stato confusionale e la Gazzetta parla di chiusura grottesca dell’episodio, con un compromesso all’italiana. La federazione ha chiesto aiuto all’allenatore della Lazio, Tommaso Maestrelli, chiamato d’urgenza da Roma nel ritiro in Germania, per fare da figura paterna verso Giorgione.

Angelo Rovelli sulla Gazzetta scrive: Franco Carraro è persona troppo intelligente per non aver afferrato il grottesco di una situazione che implica una buona dose di dialettica. Come si fa, invero, a sostenere la tesi di Chinaglia che, dopo aver detto peste e corna sul talento di tutti quanti lo circondano, deve essere riconsiderato come un soggetto degno dell’attenzione del discepoli vicini e lontani di Sigmund Freud? La verità è che, i colloqui separati fra Carraro, Allodi e Maestrelli: tra Allodi, Valcareggi e Carraro stesso; poi tra Allodi, Maestrelli e Chinaglia; infine, tra Allodi, Carraro e Chinaglia, si sono susseguiti subito dopo che – all’evidenza – il presidente federale ha fatto sapere praticamente di non «drammatizzare» e che il giocatore avrebbe potuto essere considerato «tra i 22» con un concetto di emarginazione forse più caustico di una punizione stessa che in realtà avrebbe fatto scalpore in Italia. E ciò alla vigilia di una partita importante come quella con l’Argentina avrebbe potuto suscitare ripercussioni vastissime e profonde (queste sono nostre illazioni – è chiaro – ma non devono essere molto lontane dal vero).

Infatti da Roma Michele Galdi scrive che la parte laziale della città, poche settimane fa in festa per lo scudetto, è adesso in subbuglio e minaccia di tifare per l’Argentina. «Abbiamo minor prestigio del Frosinone – si lamentano i tifosi laziali – Se avessero trattato così uno della Juve, dell’Inter o del Milan sarebbe scoppiato il finimondo». Ma i romanisti ribattono duramente: Chinaglia è prepotente e provocatore. 

In un riquadro la Gazzetta pubblica tutte le precedenti controversie del centravanti laziale, definito ribelle ed impulsivo per quanto generoso, spesso giustificato da Maestrelli con questa frase: «È un ragazzo che a volte sbaglia perché vuole sempre vincere ed ha troppa passione per il calcio. Bisogna capirlo, anche se a volte non è facile».

La cronologia di quelle che la Gazzetta definisce chinagliate comincia nell’autunno 1970. Ritorno con l’Arsenal, Coppa delle Fiere, la Lazio perde 2-0. Chinaglia infuriato perché ritiene di non essere stato servito a dovere e per essere stato esposto ad una magra figura davanti al pubblico inglese dove ritorna a giocare per la prima volta da quando e in Italia se la prende con i compagni e soprattutto con Ferruccio Mazzola. Poi litiga con Juan Lorenzo e minaccia di non rientrare a Roma.

Aprile 1971. In sede dopo una lite con i dirigenti sferra un pugno ad una porta e fa crollare una vetrata. L’incidente viene minimizzato.

1972. Le sue liti con Sbardella per tutta la stagione sono all’ordine del giorno. Chinaglia dice che Sbardella vuole trasferirlo ad altra società e pertanto va dicendo che bisogna liberarsi del padrino

Sion, settembre 1973. Negli spogliatoi dopo la prima partita di Coppa Uefa Chinaglia si picchia con Martini. Un episodio del genere si era verificato anche nel pre-campionato 1972: litigò con Frustalupi.

Ultima giornata campionato 1972-73. Chinaglia viene querelato da due tifosi dopo un gesto spregevole a fine partita, a Napoli. La Lazio ha perso il campionato e lui non sa nascondere la sua stizza.

Campionato 1973-74. Nei due derby stagionali va sotto la curva Sud e punta il dito, con gesti di irrisione che alcune foto documentano scrive la Gazzetta.

Alla stazione Termini prima della partenza per Milano viene coinvolto in un tafferuglio insieme a Wilson, Maestrelli, Garlaschelli e Re Cecconi.

Dopo Inter-Lazio 3-1 se la prende violentemente con Re Cecconi incapace a suo avviso di lanciarlo a dovere.

Comunque sia, contro l’Argentina gioca Anastasi e Chinaglia sta fuori. 

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