E dunque sono tre. Non è una sorpresa, ma restano comunque tre. Nikola Jokić è stato nominato mvp della NBA come nel 2021 e nel 2022. Si è ripreso lo scettro lasciato un anno fa a Joel Embiid con 26,4 punti di media nella stagione, 12,4 rimbalzi, 9 assist con il 58% al tiro. Ha preso 79 voti su 99, davanti a Gilgeous-Alexander [15] e Doncic [4]. Giannis Antetokounmpo e Jalen Brunson sono arrivati quarto e quinto. Solo otto giocatori nella storia sono arrivati a tre titoli mvp prima di Jokic. Si chiamano: Kareem Abdul-Jabbar, Michael Jordan, Bill Russell, LeBron James, Wilt Chamberlain, Moses Malone, Larry Bird e Magic Johnson.
Nikola è il primo europeo di sempre, ed è il simbolo del nuovo dominio dei giocatori venuti da lontano. L’ultima corona per un americano è del 2018. La prese James Harden. Jokić ha già 25 triple-doppie in questa stagione, con quell’aria un po’ così, quell’espressione un po’ così, dall’alto dei suoi 2 metri e 11, i suoi 129 chili che lo rendono un improbabile cigno, un cigno nero, oppure “un gorilla superpotente dotato di un’intelligenza superiore” secondo la descrizione di Nebojsa Vagic, il suo padrino.
The Athletic si domanda stamattina dove collocare Nikola Jokić nel grande quadro storico dei grandi NBA È già tra i primi 20 giocatori? Può entrare nel dibattito sul più grande di sempre? Cosa diremo di lui tra vent’anni?
Eh.
Non è il momento migliore per porre la domanda. Denver è sotto 2-0 con Minnesota nelle semifinali a Ovest, ma in questo caso prevale il Teorema Leonardo. Il Teorema Leonardo prende il nome da quell’esponente della III N al liceo scientifico Mercalli, giunto in classe in ritardo di 20 minuti. Quando la professoressa di tedesco glielo fece notare, il Leonardo assurse a filosofo e replicò che 20 minuti non erano niente rispetto all’eternità. Fu rimandato. Ma aveva ragione. Cosa può essere uno 0-2 di Denver oggi di fronte al giudizio storico su Jokić.
Secondo The Athletic Jokić potrebbe vincere ancora un quarto o un quinto titolo, “sebbene la noia degli elettori sia stata un problema con altri grandi giocatori in passato”. Ha compiuto da poco 29 anni e ha giocato solo nove stagioni in NBA. Ma in un ipotetico universo in cui Jokić decidesse di terminare la sua carriera domani e allevare pony o insegnare a parlare ai Minion o qualsiasi altra cosa, avrebbe comunque delle ragioni per candidarsi a essere uno dei primi 20 giocatori nella storia della NBA”.
John Hollinger sostiene la sua tesi con una serie di statistiche e di dati, sembra una roba molto nerd – compresa una classifica a punti che chiama GOAT, per la quale ha stabilito lui stesso i parametri [sono spiegati qui]. Secondo questo ranking, la carriera di Jokić è già migliore di quella di Stephen Curry o Dirk Nowitzki. È al 21esimo posto davanti a Giannis Antetokounmpo e potrebbe scalare fino al 12esimo alla fine della prossima stagione, se dovesse ripetere la sua stagione.
Si sente che state fremendo per avere la classifica. Eccola qua: 1] LeBron, 2] Jordan, 3] Jabbar, 4] Duncan, 5] Karl Malone, 6] Chamberlain, 7] Bird, 8] Magic, 9] Russell, 10] Shaq, 11] Kobe. Per arrivare a insidiare i primi due-tre, Jokić avrebbe bisogno di altri 4 anni giocati a questo modo.
Ma l’elemento forse più impressionante del pezzo è quello meno ragionieristico. The Athletic fa notare che Jokic ha vinto il titolo NBA dell’anno scorso senza avere neppure un compagno di squadra All-Star. Non ce l’ha neppure oggi. Anzi, Jokić è l’unico mvp della NBA a non aver mai avuto un compagno di squadra All-Star nelle sue prime otto stagioni, e sta per finire la nona.
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