La febbre per la pallacanestro Caitlincredibile

Dice Lin Dunn, direttore generale delle Indiana Fever, che ci sono voluti 20 secondi per fare la scelta. Forse sono stati quindici. Non è vero. Esagera. Certamente ne ha impiegati di meno, molti di meno, per stabilire che Caitlin Clark era la sola giocatrice da chiamare con il numero # 1 al Draft WNBA. Lei è parsa per qualche istante in ansia dinanzi alla commissioner Cathy Engelbert, almeno così pare alla redazione di The Athletic che ha seguito in diretta la serata. Si è alzata in piedi all’interno della Brooklyn Academy of Music, ha abbracciato la sua famiglia e ha visto una folla di fan che indossavano le magliette numero 22 dell’Iowa, l’università portata due volte in finale al campionato NCAA.

 

  «Non riesco a immaginare una soluzione migliore, un posto migliore dove iniziare la mia carriera professionistica, un’organizzazione che crede nel basket femminile»

 

 

Indianapolis è quel posto dove in campo maschile esercita Tyrese Haliburton, uno degli ultimi play quasi puri rimasti, nel senso che non si lascia ingolosire facilmente dal tiro a canestro, se c’è da passare la passa. È il motivo per il quale Paskal Siakam ha scelto di andare lì, lasciando Toronto. Caitlin + Tyrese è un discreto show, nella città di David Letterman. Lui si sta avviando verso i primi play-off in carriera dopo la finale di Coppa. Lei sarà una delle debuttanti più attese e marcate di tutti i tempi.

Gli ultimi otto giorni le hanno dato un’idea di cosa la aspetta. Dopo aver lasciato la Rocket Mortgage FieldHouse di Cleveland, una volta persa la finale le compagne sono tornate a Iowa City, lei è filata dritta a West Des Moines, la città natale, per un pranzo a casa di mammà, la signora Anne. Mercoledì ha rivisto le Hawkeyes al campus, ha salutato i tifosi, ha saputo che la sua maglia sarà ritirata, appesa sotto le travi del soffitto alla Carver-Hawkeye Arena. Venerdìera a Los Angeles per la cerimonia del Wooden Award, dove è stata nominata giocatrice dell’anno. Ma sabato mattina era già dall’altra parte dell’America, sulla costa orientale. È atterrata a New York alle 17 ora locale e si è fatta portare direttamente al numero 30 di Rockefeller Plaza, dove ha fatto un’apparizione al Saturday Night Livedi fianco a Ryan Gosling.

 

La Clarkmania si è diffusa in tutti i distretti scrive The Athletic. È la prima giocatrice a finire in una squadra che porta nel proprio nome l’effetto da lei scatenato. Le Indiana Fever avevano una media di 4.067 spettatori nello scorso campionato, la seconda cifra più bassa del campionato. Lunedì sera erano già diventati 6.000 davanti al maxischermo della Gainbridge Fieldhouse per il Draft. Secondo il mercato dei biglietti Vivid Seats, a partire da domani il prezzo medio di vendita dei biglietti delle Fever aumenterà del 190% rispetto alla scorsa stagione. Quando Clark è stata ufficialmente chiamata, le sue future compagne Maya Caldwell, Erica Wheeler e Lexie Hull hanno tirato fuori delle maglie col suo cognome, il numero 22 e anche un autografo sul retro. Le hanno sventolate sotto il naso della folla e a quel punto – dice The Athleticsembrava una partita di playoff

L’ultima volta che le Fever li hanno giocati è stato nel 2016, l’ultimo anno in cui Tamika Catchings ha giocato in WNBA. La cosa bella è che Catchings era un la seconda voce in tv per una partita di un torneo dell’Iowa quando Clark era una matricola all’università. Ovviamente oggi Clark dice che lei è sempre stata il suo idolo. Farà coppia in attacco con Aliyah Boston, Rookie of the Year dello scorso anno, un’altra scelta numero #1. Ma uno è pure il pallone e dovranno imparare a dividerlo. Clark sarà domani a Indianapolis per la sua prima conferenza stampa e da lì tornerà in Iowa per l’ultima volta, prima che i campi di allenamento WNBA siano aperti, sul finire del mese di aprile.

 

LE PRIME SETTE SCELTE

Caitlin Clark, G, Iowa — Indiana Fever

Cameron Brink, F, Stanford — Los Angeles Sparks

Kamilla Cardoso, C, South Carolina — Chicago Sky (via Phoenix Mercury)

Rickea Jackson, F, Tennessee — Los Angeles Sparks (via Seattle Storm)

Jacy Sheldon, G, Ohio State — Dallas Wings, (via Chicago Sky)

Aaliyah Edwards, F, UConn — Washington Mystics

Angel Reese, F, LSU — Chicago Sky (via Minnesota Lynx)

 

Secondo Diana Taurasi, Caitlin Clark scoprirà presto che deve fare i conti con la WNBA. Dopo aver dominato per quattro anni le partite del college, adesso comincia un’altra storia. Non è tanto una faccenda di pressione. La questione è tecnica e fisica. Serve un periodo di adattamento, del quale hanno avuto bisogno tutte le matricole. Caitlin dovrà aspettarsi quel genere tipo di attenzioni che in difesa le ha riservato Nika Mühl di UConn in semifinale. Una camicia di forza la chiama The Athletic

 

Le prime saranno Tiffany Mitchell e Tyasha Harris, nella partita di apertura di Indiana contro Connecticut. Hanno dovuto prendersi un periodo per capire la WNBA le precedenti scelte #1 Kelsey Plum e Sabrina Ionescu, prima di diventare due All-Star. Plum non ha raggiunto una media punti da 10 in su prima del quarto anno. E prima del quarto anno neppure Ionescu è andata sopra il 35% di realizzazione con le triple – contro il 42,2% del college. Secondo The Athletic Clark ha un vantaggio. È più alta. Avrà subito angoli più puliti. Inoltre le difficoltà vissute da Ionescu nel giocare da palleggiatrice principale sono una lezione. Serve una play al suo fianco. Il resto verrà.

Cosa porterà lei alle Fever è chiaro, una buona domanda da porsi è cosa porterà alla WNBA, un campionato in ascesa nelle ultime stagioni con un aumento delle partite trasmesse a livello nazionale, una maggiore partecipazione e una superiore copertura mediatica. Clark arriva al momento giusto, alla vigilia di un biennio che può aprire una nuova era. La lega ha annunciato l’aggiunta di una tredicesima squadra e intende espandersi fino a 16. Si sono messe in fila Charlotte, Toronto e Denver, ci stanno facendo un pensiero a Nashville, Philadelphia, Portland e in Florida. Un nuovo accordo sui diritti tv sarà firmato dopo la stagione 2025. La Classe del Draft 2024, con Cameron Brink, Kamilla Cardoso e Angel Reese, rischia di diventare indimenticabile. Tutte contribuiranno a costruire la WNBA degli anni a venire. Trentasei partite delle Fever saranno trasmesse dalla televisione nazionale nella prossima stagione. In trasferta sono già attesissime. Le Aces hanno spostato la loro partita del 2 luglio contro Indiana dal solito palazzetto alla più grande T-Mobile Arena, dove ci stanno 6.000 persone. Le Minnesota Lynx faranno coincidere la cerimonia del ritiro della maglia di Maya Moore con la partita di fine agosto contro le Fever. Le Phoenix Mercury stanno già promuovendo la partita come quella tra The GOAT [Diana Taurasi] e The Rook [Clark].

Clark non si limita a convincere i tifosi a spendere dei soldi per i biglietti, ma attira anche gli sponsor scrive The Athletic citando l’arrivo al suo fianco di Gatorade e State Farm, solo per cominciare. Un altro accordo con una marca di scarpe sta per essere annunciato. Cifra: 1 milione di dollari all’anno.

Si capisce. La finale NCAA con lei in campo è stata vista su ABC da 18,9 milioni di telespettatori, con un picco di 24,1: un aumento del 90% rispetto alla partita per il titolo del 2023 e un aumento del 289% rispetto al 2022. L’attesa è appena cominciata.

 

Fonte The Athletic | qui | qui

 

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