Quattordici GP degli ultimi 16 li ha vinti Max Verstappen con la sua Red Bull. Gli altri due sono finiti tra le mani di Carlos Sainz, il primo a Singapore quando era la seconda guida dietro Charles Leclerc, l’altro in Australia stamattina ormai da ex Ferrari.
Ha vinto a 16 giorni da un intervento chirurgico d’appendicite, quello che lo aveva messo fuori causa in Arabia favorendo il debutto del 18enne Oliver Bearman e il clamore intorno a lui.
SETTE CILINDRI | L’estraneo di Maranello
DI ROBERTO LIBERALE
① TRACCE Ferrari-McLaren, doppiette d’altri tempi
Ottantaseiesima doppietta Ferrari, per la prima volta dopo 17 anni davanti a due McLaren. Non succedeva dal GP del Belgio 2007, con Raikkonen-Massa davanti ad Alonso-Hamilton – due piloti che sono ancora qua. Non siamo tornati al 1990, quando le due scuderie più vincenti nella storia della F1 si contesero il titolo mondiale con un duello all’ultimo sangue tra Senna e Prost, monopolizzando spesso il podio e lasciando solo 4 vittorie alle altre scuderie. Però è un bel segno nel nome della tradizione della Formula Uno e dell’incertezza. Che tutto ciò sia avvenuto nel giorno del primo ritiro di Verstappen dopo due anni e 44 Gran Premi dimostra poi, ancora una volta, che senza Max il mondiale sarebbe combattutissimo.
② TRAME Il fattore affidabilità
L’affidabilità torna improvvisamente un fattore decisivo nella F1 super tecnologica. Gli ultimi due campioni del mondo, Verstappen e Hamilton, sono andati subito fuori gioco per noie meccaniche. Cosa potrebbe accadere se i problemi tecnici dovessero ancora fare capolino sulle migliori monoposto? Ecco perché mettere da parte dei punti diventa importantissimo. Charles Leclerc, pur senza vincere nessuna gara, si ritrova all’improvviso a ridosso di Verstappen, appena 4 punti li separano. I medesimi 4 punti segnano la distanza tra la Ferrari e la capoclassifica Red Bull. Senza lo stop forzato di Sainz in Arabia Saudita, quasi sicuramente oggi Carlos sarebbe in testa al mondiale piloti. Dopo aver celebrato due settimane fa lo straordinario esordio di Oliver Bearman in Ferrari, dalle parti di Maranello staranno maledicendo l’appendicite che ha messo K.O. Sainz. O forse no.
③ DISCUSSIONI Carlos e Charles, parliamone
E già. Perché la patata bollente Sainz in casa Ferrari è l’argomento del giorno. Il culto ferrarista e mediatico per il “predestinato” Leclerc riceve l’ennesimo duro colpo. Nelle gare in cui entrambi erano presenti, Carlos ha battuto Charles in gara per 25 volte su 64, pur essendo considerato il secondo pilota della scuderia. Dal 2021 ad oggi, Leclerc ha incamerato 720 punti contro i 650,5 di Sainz. Ma ciò che impressiona è il trend del pilota spagnolo da quando la Ferrari lo ha messo alla porta. Super Carlos sembra come sbloccato, mentre Charles pare sentire il peso della responsabilità e del suo futuro di caposquadra Ferrari.
Sin dall’inizio del weekend, Sainz ha sfruttato al massimo i progressi Ferrari. E il secondo posto in griglia del sabato era già un sicuro viatico per la gara. Perché è la domenica che marca tantissimo la differenza tra i due ferraristi. Due delle tre vittorie in carriera di Sainz sono arrivate dopo aver ottenuto la pole position, la terza – proprio in Australia – dopo un secondo posto in griglia.
Carlos ha quasi sempre ben sfruttato le occasioni in cui è partito dalla prima fila. Otto volte su dodici è finito sul podio e altre tre volte non ci è arrivato lontano, con due quarti e un quinto posto. Con un solo ritiro a USA 2022. Invece Charles dalle sue 34 partenze in prima fila, di cui 23 in pole, ha tirato fuori solo 4 vittorie. Il dubbio che lacera il cuore dei tifosi ferraristi, e forse anche della dirigenza di Maranello, è se sia valsa la pena privarsi dalla prossima stagione di un pilota non solo così solido, ma che ultimamente si sta dimostrando tanto veloce quanto combattivo, per ingaggiare un Hamilton che pare lontanissimo dallo splendore dei suoi anni migliori.
Sulla vittoria di Sainz in Australia pesa il ritiro di Verstappen, ma non va dimenticato che Carlos lo aveva passato in pista prima dei problemi alla Red Bull, staccando immediatamente gli inseguitori con un ritmo indiavolato. Cosa succederà a Maranello se Sainz dovesse diventare un candidato alla lotta per il titolo mondiale? Si chiederà a Leclerc di mettersi a disposizione del compagno? Argomenti che Vasseur e il management della scuderia Ferrari farebbero bene a prendere in esame subito dopo i festeggiamenti per l’insperata doppietta.
④ CADUTE Le ferite Red Bull
In casa Red Bull medicano le ferite. Nella giornata in cui Verstappen fa uno dei rarissimi “zero” dei suoi ultimi anni, ci si mette anche Pérez che non va oltre il quinto posto. Oggi sarebbe stata la grande occasione per Checo, ma le cose si erano messe maluccio sin dal sabato, con un terzo tempo diventato poi un sesto posto in griglia per una penalità dovuta a una manovra scorretta sul pilota tedesco della Haas Nico Hulkenberg durante le prove di qualifica.
Fanno sensazione il distacco di quasi un minuto da Sainz e il solo sesto giro più veloce in gara, a quasi sei decimi da Leclerc. Soprattutto se si considerano le potenzialità della Red Bull, definita “un’astronave” dai due piloti Mercedes quando hanno provato a stare dietro al pilota messicano. Conoscendo lo stile gestionale della scuderia guidata (ancora) da Chris Horner, domani per molti non sarà una bella giornata. Qualcuno dovrà dare spiegazioni sul problema che ha messo fuori uso la supermacchina di Verstappen, con la parte posteriore destra in fiamme per un problema ai freni. E qualche domanda su Pérez tornerà di moda dalle parti di Milton Keynes.
⑤ MEDUSE La Mercedes è più grigia che nera
Toto Wolff non sta passando delle giornate molto serene. Quattro giorni fa è iniziata la querelle legale sollevata da sua moglie Suzie, presidente della F1 Academy femminile, con tanto di denuncia penale nei confronti della FIA per mancata trasparenza nelle indagini su un supposto conflitto di interessi della famiglia Wolff, nonostante la federazione internazionale avesse già ritirato più di 3 mesi fa le accuse. Poi, nel GP di Australia, un doppio ritiro in pista, con Hamilton che continua a sembrare un lontano parente del campione che stracciava tutti gli avversari e non mollava mai. A fine gara anche un po’ di paura per Russell per il bruttissimo incidente che lo ha visto coinvolto al penultimo giro. Per fortuna nessuna conseguenza fisica per il pilota inglese, ma le immagini della macchina distrutta devono aver preoccupato non poco il muretto Mercedes. La responsabilità dell’incidente è stata poi attribuita ad una manovra di Alonso definita “irresponsabile” per aver rallentato eccessivamente prima di curva 6, riducendo così all’improvviso la distanza tra lui e Russell e compromettendo la stabilità della Mercedes del pilota inglese. Fernando è stato penalizzato poi di 20 secondi, retrocedendo così di due posizioni in classifica.
⑥ PROSPETTIVE La competitività delle piccole
Primi punti mondiali per la scuderia RB, grazie al settimo posto di Tsunoda. È la settima scuderia a centrare la zona punti, nello stesso Gran Premio in cui la Haas mette a segno una “doppietta” di fondo classifica, con due piloti a punti, sebbene solo al nono e decimo posto. Potrebbe sembrare una lucina in fondo al tunnel del dominio straripante delle solite cinque scuderie. Ad essere realisti, l’ingresso in zona punti di tre monoposto “minori” lo si deve soprattutto ai ritiri di Verstappen, Hamilton e Russell, anche se Tsunoda aveva conquistato la Q3 nelle prove di qualifica. Non si vede ancora come le monoposto delle altre tre scuderie, Williams, Alpine e Kick Sauber, possano prima o poi entrare tra le prime dieci in classifica. Addirittura la Williams è stata costretta ad adattare la vettura di Sargeant ad Albon, visto che la macchina di quest’ultimo aveva il telaio danneggiato oltre i limiti dopo un incidente durante le prove libere del venerdì e non c’era un terzo telaio disponibile. Una scelta dolorosissima per una scuderia che ha vinto 114 Gran Premi, 7 mondiali piloti e 9 titoli costruttori e che oggi non ha un budget sufficiente a competere con gli altri team di Formula Uno. Se queste sono le regole del Budget Cap, che dovrebbero garantire pari competitività a tutte le scuderie, qualcosa in futuro dovrà essere rivista.
⑦ PANORAMI Il lavoro di Liberty Media
«Magari qualcuno ha messo la sveglia tardi. E ha fatto male». Parole del telecronista Sky, Carlo Vanzini. Effettivamente è stato un Gran Premio più appassionante e sorprendente rispetto ad altri. Magari solo perché non ha vinto Verstappen. Non crediamo però che l’interesse verso la Formula Uno debba trarre giovamento solo dalle sconfitte di Verstappen e dalle eventuali vittorie (e doppiette) della Ferrari. Di sicuro Liberty Media sta lavorando positivamente, altrimenti non si spiegherebbe il record di oltre 450.000 spettatori presenti a Melbourne durante il weekend di gara. Quello che Slalom auspica è che prima o poi altre scuderie possano competere per la vittoria e per i punti, visto che lo spettacolo e la competitività sono il sale dello sport. Fermo restando che le vittorie e le doppiette della Ferrari fanno sempre felici chi ama la Formula Uno e la segue da italiano.
PUZZLE Che cosa si dice in giro
▥ Fabio Tavelli, Il Foglio: “È il mondo al contrario che sveglia l’Italia mettendo a soqquadro sensazioni che apparivano certezze. Toto Wolff potrà anche dire di voler tentare Verstappen nel caso in cui Max decidesse di lasciare la Red Bull. Ma se porta in pista queste macchine può anche risparmiarsi il corteggiamento” [qui]
▥ Frédéric Ferret, L’Équipe: “Questo ritorno della Ferrari è anche un successo del nuovo direttore tecnico Frédéric Vasseur e del suo metodo. Metodo Vasseur significa offrire a tutti, all’interno di un quadro, la libertà di correre dei rischi. A Leclerc è stato ricordato molto rapidamente (dal 25esimo giro) il suo dovere di mettersi al servizio della squadra ma aveva il diritto, come a Jeddah, di battersi per il punto in più del miglior giro” [qui]
▥ Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Sono in libera circolazione alcuni interrogativi da sciogliere in fretta. Hamilton sembra anonimo. Perso, nel momento in cui i due piloti penalizzati dal suo arrivo a Maranello generano le soddisfazioni di casa Ferrari. Bearman in Arabia, Sainz ieri. Un curioso paradosso che il pilota inglese deve togliere di mezzo, pur guidando una Mercedes poco adatta a motivare un campione che va forte quando serve farlo. L’ingaggio di Sir Lewis ha ragioni complesse, certo. Ma guardare avanti con questa euforia, significa anche disperdere qualche dubbio, allontanare l’ombra di un precoce rimpianto“
▥ Alberto Cantore, la Nación: “L’epopea di Carlos Sainz Jr., il pilota senza squadra per il 2025, balzato da una sala operatoria alla vittoria nel Gran Premio d’Australia. Un trionfo leggendario, degno della sceneggiatura di un film o di un episodio della serie che ha acceso nuovo fervore per la Formula 1”. [qui]
▥ Marco Canseco, Marca: “Se fosse britannico come Lewis Hamilton, Sainz con la sua impresa meriterebbe un documentario completo, con una vittoria 15 giorni dopo essere stato operato di appendicite e con tre incisioni ancora nell’addome, che devono avergli dato parecchio fastidio, una F1 è una tortura per il corpo. Smooth Operator’, come lo chiamavano alla McLaren, li ha operati tutti nel GP d’Australia, con e senza anestesia. Nella sede di Maranello, anzi di Torino, hanno deciso di fare a meno del loro miglior pilota attuale, già nel 2023 davanti a Charles Leclerc, per ingaggiare un pilota in netto declino, non tanto nel talento quanto nel morale e nell’atteggiamento. Una scelta che non si basa su valori sportivi, ma sul marketing. Che Dio preservi la loro vista”. [qui]
▥ Westdeutsche Allgemeine Zeitung: “Carlos Sainz e la Ferrari stanno rendendo la Formula 1 di nuovo emozionante” [qui]
▥ Pino Allievi, Formula Passion: “Ha vinto il pilota sbagliato: e adesso come la mettiamo? Il capolavoro di Sainz crea un qualche mal di testa alla Ferrari, che ha licenziato Carlos meno di due mesi fa, ma in un momento così felice passa tutto in secondo piano. Non è un trionfo regalato o fortunoso, ma la dimostrazione di forza di una macchina che è finalmente stata superiore alle altre, con una squadra che è arrivata al grande giorno crescendo piano piano, L’elemento di disturbo a questo punto è Lewis Hamilton, il messia annunciato per il 2025, il quale sta attraversando il momento più basso della sua carriera, tra prestazioni deludenti e una Mercedes che lo relega indietro. Diventa paradossale pensare che la Ferrari faccia a meno di uno come Sainz che è uomo squadra, elemento di esaltazione per come sa gestire le sue gare, elemento calmierante quanto i toni salgono, elemento di fiducia se si guarda in proiezione. Una fiducia a lui negata, purtroppo, perché nel 2025 sarà un rivale pericolosissimo per il Cavallino, specialmente se andrà in Red Bull” [tutto qui]
▥ Wall Street Journal: “Da un letto d’ospedale a una vittoria in F1 nel giro di due settimane” [qui]
▥ BBC: “Una storia di riscatto per Sainz” [qui]
▥ Giusto Ferronato, la Gazzetta: “Presentarsi alla terza gara del Mondiale senza un terzo telaio di scorta si è rivelato tragico [per la Williams, ndSl]. Con l’ulteriore peccato capitale di aver operato la scelta di togliere il sedile all’incolpevole Logan Sargeant (il telaio l’ha rotto Albon) per darlo al compagno ritenuto più adatto per prendere punti che non sono nemmeno arrivati. Zero in classifica. E due in pagella come i telai portati in Australia”. [qui]
▥ Le Figaro: “La Red Bull può essere vulnerabile e questo cambia tutto” [qui]
▥ Jonathan McEvoy, Daily Mail: “I guai della Mercedes in Australia hanno costretto Toto Wolff ad ammettere che è giusto mettere in discussione il suo futuro. Sono lenti e inaffidabili” [qui]