L’argento di Martinenghi e l’attesa per l’oro di Quadarella

Con un tempo di due secondi sopra i 16 minuti non si andava in finale un anno fa, non si andava in finale all’Olimpiade di Tokyo e ai Mondiali di Budapest al massimo si poteva arraffare un quinto posto, come in effetti fece Simona Quadarella nel mezzofondo lungo, i 1.500 metri. Ha la straordinaria capacità di non spiazzare. Se è la più forte, non perderà mai. Se è la seconda del lotto, non arriverà né terza né quarta. Ma neppure prima. Un anno fa a Fukuoka prese una medaglia d’argento staccata di 17 secondi da Katie Ledecky. Ai Giochi in Giappone aveva il terzo crono di ingresso per gli 800 dietro l’americana e Ariarne Titmus: infatti terza arrivò.

Ora che non ci sono né l’una né l’altra, con il tempo di due secondi sopra i 16 minuti, Simona Quadarella si presenta alla finale mondiale come la più forte di tutte. In batteria ha vinto e controllato. A metà gara, al passaggio degli 800, Quadarella era già 10 secondi più veloce della prima batteria. Ne ha dati quasi 8 di distacco alla tedesca Isabel Gose e 11 alla cinese Li Bingjie, secondo gli esperti di Swim Swam la vera avversaria per l’oro oggi pomeriggio. L’altra europea fra le prime otto è la russa di passaporto francese Anastasia Kirpichnikova, la numero uno agli ultimi Europei in vasca corta. È rimasta fuori la assai attesa campionessa del mondo jr, l’americana Kate Hurst [nona in 16:17.83]. 

Bisogna guardarsui da Li Bingjie perché ha rinunciato agli 800, per darsi anima e corpo a 1.500, 200 e 400. A Fukuoka fece il suo personale [15:45.71]. Se riuscirà a riavvicinare quel crono, forse anche se dovesse solo ripetere il 15:51.18 dei Giochi Asiatici in autunno, sarà una rivale autentica fino all’ultima vasca. L’ultimo tempo buono per entrare in finale è stato il 16:16 della cilena Cristel Kobrich, di quindici secondi più lento rispetto al 16:01 della brasiliana Beatriz Dizotti un anno fa. Kobrich è allenata da sua madre. È al 12esimo Mondiale della carriera e ha 38 anni. 

 

|  «Devo essere sincera, non pensavo di fare 16’02”, mi aspettavo qualcosina in più. Sbilanciandomi, secondo quella che è la mia esperienza, potrei dire che per salire sul podio servirà grosso modo 15’50”, quindi non un tempo impossibile, ma neanche un crono facile da nuotare se teniamo presente che siamo a febbraio. Non mi aspetto grandi cose da questo campionato. Devo arrivare in discreta forma fino agli Assoluti di marzo. Sono qui per fare i tempi per le Olimpiadi che ancora non ho, poi se ci riesco vorrei prendere anche una o due medaglie, non chiedo di più. La prima uscita è andata bene, non mi sento in grandissima forma, ma è giusto gareggiare anche così». | Simona Quadarella [dal Messaggero

 

  QUANDO LA RIVEDIAMO  oggi ore 17.10

 IL MONDIALE È TUTTO UN

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L’argento di Martinenghi

100 RANA MASCHILI 

 

Nicolò Martinenghi non aveva mai battuto in vasca lunga Adam Peaty. Non è bastato per prendersi un oro nella stagione in cui il britannico ha smesso di essere irraggiungibile. È spuntato Nic Fink dall’America, secondo Swim Swam migliorato grazie al nuoto molto yankee in yard, fatto di ottime partenze e virate eccellenti. È passato avanti in 26.98 a metà gara e non ha dissipato il vantaggio. Ha chiuso in 58.57, un crono più veloce del tempo fatto la scorsa estate. Martinenghi era quinto alla virata, è uscito nella seconda vasca, ha sorpassato Peaty, Ilya Shymanovich e Sam Williamson. 

Giulia Zonca su la Stampa ha scritto: L’Italia sta in zona argento pure quando il fisico non gira al massimo e in un Mondiale è una bella sensazione. Martinenghi si prende la quinta medaglia, sul podio in tre edizioni consecutive in una gara che vibra di muscoli e sentimenti. Ogni volta cambia padrone e l’azzurro, che ha vinto nel 2022, resta lì, a 58″84.  La rana maschile è diventata un club di amici di altissimo livello, qui mancava il campione uscente, il cinese Qin Haiyang, ma gli altri erano tutti presenti e con un carico di personalità e un passato ingombrante. I tatuaggi di Peaty raccontano un viaggio dalla depressione alla luce, una preghiera diventata pratica di benessere. I gioielli di Martinenghi sono più di un ornamento, lui nuota con gli orecchini, il brillantino ai denti e ha bisogno di vedersi luccicare per splendere, di accendere i fari.

Anche Stefano Arcobelli sulla Gazzetta sottoline che gira sempre la ruota nella rana mondiale, ma Nicolò Martinenghi è l’unico che non fallisce mai l’appuntamento. È una delle facce più sorridenti di questa nazionale: non ha pretese da leader massimo, ma sta lasciando il segno per come nuota, parla e si comporta. Lui infatti dice: «Mi piace la gentilezza, vedo troppa arroganza in giro. In acqua poi è un’altra storia».

Arianna Ravelli sul Corriere della sera considera: Non c’è più un solo sceriffo in città: in sua assenza gli equilibri di potere in quella baraonda che sono i 100 rana sono cambiati. Scrive che Martinenghi e Peaty condividono poche cose ma ne hanno una in comune: Entrambi per visualizzare il vero avversario devono mettersi davanti allo specchio

 

Poche ore dopo la finale di lunedì 12 – nella sessione mattutina di martedì 14 – sulla distanza dimezzata Martinenghi ha vinto la prima delle batterie in 26.75. Nic Fink e Adam Peaty hanno nuotato nelle corsie 4 e 5 nella penultima serie. Fink ha avuto la solita partenza molto forte e ha toccato la piastra a 26.66, con l’olandese Caspar Corbeau alle spalle [27.11], Peaty terzo in 27.23 apparentemente spento negli ultimi metri. Sette nuotatori sono scesi sotto la barriera dei 27 secondi, Simone Cerasuolo ha fatto il tempo preciso spaccato al centesimo. 

 

 

La finale senza Italia

100 RANA FEMMINILI 

 

È la gara che negli anni scorsi poteva portare tre italiane con migliori quattro tempi di ingresso agli Europei. Le batterie erano una specie di Trials perché solo in due potevano passare in semifinale. Una volta restava fuori Arianna Castiglioni, una volta Martina Carraro, una volta pagò Benedetta Pilato. A cinque mesi dai Giochi, pagano sia Castiglioni sia Pillato, escluse dalla finale con due stati d’animo differenti. Arianna Castiglioni non sa darsi spiegazioni, dice che a Natale andava fortissimo, ora deve accelerare tra Assoluti e Sette Colli per qualificarsi e andare a Parigi. Una carta per Parigi è già tra le mani giunte di Pilato, e forse la preparazione con il nuovo allenatore Satta è finalizzata proprio a quest’estate. 

Di certo a Doha è sfumata un’occasione. Arianna Ravelli sul Corriere della sera lo chiama un gol sbagliato a porta vuota, perché peggio aveva fatto la lituana Ruta Meilutyte, colei che da un anno a questa parte sembra nuotare su tempi irraggiungibili, si era autoeliminata con una batteria ancora peggiore

Pilato è rimasta fuori dalla finale per 4 centesimi, dopo 50 metri molto buoni, aggressivi, esatti, una tenuta in linea con la qualificazione fino ai 75, un crollo vero e proprio negli ultimi 15 metri. 

Tutto questo permette al nuoto dell’Asia di immaginare uno storico podio tutto suo. 

La cinese Tang Qianting ha chiuse le semifinali come l’unica in grado di nuotare sotto 1:06 [1:05.36], a 4 centesimi dal record nazionale che risale all’età dei costumoni [Ji Liping nel 2009]. La compagna di squadra Yang Chang si presenta con il terzo tempo, il secondo è di Siobhan Haughey di Hong Kong. Una gara femminile ai Mondiali non ha mai assegnato tre medaglie su tre all’Oriente. 

Avversarie? La detentrice del record irlandese Mona McSharry, l’olandese Tes Schouten. 

  QUANDO LA RIVEDIAMO  oggi ore 18.45

 

 

I giorni delle Angeline

100 FARFALLA FEMMINILI 

 

Non ha tremato. È andata a dormire sapendo di avere una grossa occasione. Angelina Köhler si è migliorata di un secondo sui 100 farfalla ai Mondiali in Qatar, ha ridotto la favorita americana Claire Curzan a una comparsa, ha tenuto ben distante la svedese Louise Hansson. Non ha ripetuto il primato tedesco fatto in batteria e in semifinale. Ha nuotato 17 centesimi più lenta [56.28], ma ha riportato un oro mondiale femminile in Germania dopo quindici anni. L’ultima era stata Britta Steffen a Roma nel 2009, nei 50 e 100 stile libero. Il titolo nei 100 farfalla mancava addirittura da Kornelia Gressler, Madrid 1986. 

 

 

Quelli che si scambiano le corsie

100 DORSO MASCHILI E FEMMINILI 

 

Nel Mondiale più folle degli ultimi anni può capitare pure di vedere due nuotatori occupare la corsia sbagliata. Hunter Armstrong era nella 4, ma la 4 era stata assegnata ad Evangelos Makrygiannis. Con 53.04 l’americano si è preso la testa di serie #1 per la finale di oggi, tre centesimi meglio di Pieter Coetze. Sia gli Stati Uniti sia la Grecia hanno due finalisti. 

Tra le donne solo in due sono scese sotto la barriera dei 59 secondi. Una è Ingrid Wilm, che prosegue la tradizione del Canada nel settore. L’altra è Claire Curzan, la stessa Curzan di sopra. Nel giro di mezz’ora ha preso l’argento a farfalla e si è qualificata per la finale a dorso col miglior tempo [58.73]

 

Stamattina su la Stampa Giulia Zonca racconta la storia di Yazan Al Bawwab, dorsista palestinese, 48esimo su 53 in batteria. «Sarei voluto andare meglio, in questi giorni dannati più che mai, ma con tanto peso nella testa e nel cuore ogni passo è complicato», dice lui.

Racconta Zonca: Al Bawwab rappresenta la Palestina e per essere sicuro di essere riconosciuto si è disegnato la bandiera sul petto

Al Bawwab dice: «Io vorrei nuotare e basta, credetemi, ma so di avere un ruolo: mostrare al mondo un Paese che rischia di sparire. Mio padre è un rifugiato, è scappato a Genova anni fa, molto prima che la situazione degenerasse, ammesso ci sia mai stato un momento in cui non abbiamo avuto paura che succedesse. Sono mezzo italiano, più che altro sono, per forza, un cittadino del mondo. Nato in Arabia Saudita, cresciuto tra Italia e Olanda, ora sto a Dubai. In Palestina non esiste una piscina, non posso nuotare. Ai Mondiali di Doha siamo in quattro, tre di noi vivono all’estero, uno sta parzialmente in patria, nuota in una vasca da bagno da meno di 18 metri. So che oggi i problemi non sono questi, però si è sempre trattato di togliere: cose, possibilità, spazio, futuro. Non ho più una casa: dove è cresciuto mio padre c’è un posto di blocco, del resto nemmeno la città, Ramallah, esiste più in quanto tale, è una X su una mappa. Io non ho potuto ereditare i luoghi paterni, quindi ho preso la sua passione per il nuoto e la porto in giro per il mondo insieme con la bandiera. L’ho sventolata anche alle Olimpiadi di Tokyo, alla cerimonia, e credo riuscirò ad andare anche a Parigi».

 

 

Per tutto l’oro del Portogallo

50 FARFALLA MASCHILI

 

Diogo Ribeiro si è presentato alla finale dei 50 farfalla come il più giovane, da detentore del record mondiale jr. Un anno fa a Fukuoka stupì con l’argento, stamattina è sulle prime pagine dei quotidiani sportivi portoghesi al posto del calcio perché è arrivato a una storica medaglia d’oro [22.97]. Dice che si sentiva così nervoso da non essere riuscito a fare il pisolino solito dopo pranzo. La medaglia d’argento è andata allo statunitense Michael Andrew. Come dice Luca Sacchi in RAI è sempre là, ma sbaglia sempre la gara decisiva. Cameron McEvoy ha vinto il bronzo, ma solo in vista dei 50 metri stile libero, più avanti in settimana. Pare che voglia dare l’assalto al primato del mondo. 

 

 

La conferma di Kate Douglass

200 MISTI FEMMINILI

 

Kate Douglass si è presentata a Doha per competere in quattro gare. Ha cominciato con l’oro nei 200 misti, aspettando 200 rana, 50 e 100 stile libero. Difendeva il titolo di Fukuoka e l’ha fatto con il sesto crono mondiale di sempre, suo primato personale [2:07.05]. È passata in 26.81 ai primi 50 metri, si è fatta mangiare un po’ del vantaggio a dorso da Yu Yiting, ha scavato il suo margine con la rana, a stile libero non l’hanno vista più. 

Argento alla canadese Pickrem [2:08.56] pure lei al primato personale.  Bronzo alla diciottenne cinese Yu. 

 

  IL PROGRAMMA DI MART 13 FEB

ore 17.02 finale 200 stile libero uomini | 17.10 finale 1500 stile libero donne | 17.34 semifinali 50 rana uomini | 17.51 finale 100 dorso donne | 17.59 finale 100 dorso uomini | 18.13 semifinali 200 stile libero donne | 18.33 semifinali 200 farfalla uomini | 18.45 finale 100 rana donne

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