Sabalenka è un inno alla gioia

Dentro il campo ride, fuori dal campo balla. Forse non basta per diventare il personaggio globale che il tennis femminile sta cercando per il dopo-Serena, ma ad Aryna Sabalenka è bastato per sentirsi dire in Australia che il torneo ha trovato in lei la vincitrice più coerente con le molte innovazioni di questo 2024.

Da quando la più piccola delle sorelle Williams s’è fatta da parte con i suoi 23 titoli dello Slam, solo Iga Świątek a Parigi aveva saputo ripetersi a distanza di un anno [2022 e 2023]. Sabalenka è la seconda. A Melbourne la doppietta mancava dal 2012-2013 per mano di Viktoria Azarenka, bielorussia pure lei. Nell’albo d’oro il nome di Sabalenka resterà per sempre [per sempre?] accompagnato dalla bandiera bianca della neutralità, ma il quotidiano australiano The Age ha scritto che se l’Australian Open era alla ricerca di qualcuna che catturasse il clima del torneo 2024, non avrebbe potuto augurarsi una campionessa migliore di lei. 

Quando Sabalenka è in campo – ha scritto Chp Le Grand – è tutta una questione di tennis. Quando le partite finiscono, è qui per divertirsi. Di sera serve a quasi 200 km orari, di giorno va in giro con uno glorioso abito Aje indossando un paio di scarpe con tacco Dof Studio

Nelle ore successive alla vittoria sulla cinese Zheng Quinwen, ha messo in giro per la rete il video nel quale ballava con il suo team. Dopo ne ha postato un altro nel quale si scusava con le tifose e i tifosi della Cina per aver battuto la loro giocatrici. Aryna dice che quando non gioca cerca di dimenticare il tennis, prova a tenersene lontana. Le piace far rumore, quest’anno autorizzato anche sulle tribune durante i match. Il direttore del torneo Craig Tiley lo ha descritto come un magnifico traguardo raggiunto. I risultati gli hanno dato ragione. Le presenze nei quindici giorni del torneo hanno superato il milione. Non era mai successo nella storia del torneo. Gli unici eventi sportivi con più pubblico nella storia dello sport in Australia sono stati i Giochi Olimpici di Sydney, i Giochi paralimpici, i Giochi del Commonwealth e i Mondiali femminili di calcio dell’anno scorso.

Il 73 percento degli spettatori è venuto dallo stato di Victoria, il 19 percento dal resto dell’Australia e l’8 percento dall’estero. Secondo i dati preliminari forniti dagli organizzatori, principalmente dagli Stati Uniti. Dopo l’anno in cui pareva che fosse sul punto di essere commissariato dal governo, o addirittura di veder tagliata la testa per la storia dell’esenzione dal vaccino a Djokovic, adesso Tiley giganteggia, può permettersi perfino di dire che non sempre i grandi numeri sono un obiettivo. Lo scopo futuro del torneo, sostiene, sarà sempre più la personalizzazione dell’esperienza, l’accessibilità. È convinto che l’idea di consentire alla folla di lasciare i propri posti anche nel corso degli scambi sarà copiata dagli altri tornei, così come l’adozione di un dress code più rilassato diventerà la nuova norma per gli appassionati di tennis

 

Dietro i sorrisi esibiti in pubblico, la storia di Aryna Sabalenka è più complessa. Antoine Bourlon su L’Équipe racconta di una promessa scambiata tra figlia e padre. Lei gli aveva giurato di vincere due Slam prima di compiere 25 anni, eccola qui all’età prevista con due corone in Australia. Papà non c’è più, lei si sente un pozzo senza fondo di emozioni contrastanti. Che rida, pianga, canti o gridi, non sta mai zitta, campionessa di uno sport scoperto per caso, una buona idea per contenere il tornado che aveva dentro e utilizzare l’energia in eccesso lontano da casa. Uno sport nel quale potesse esprimere la sua personalità estroversa, le sue bizzarrie di ogni genere, i suoi colpi potenti che sono stati subito l’anima del gioco

Ha sempre picchiato forte, a lungo le hanno rimproverato di saper fare solo quello. Nel suo quartiere a Minsk, spingeva le palline contro i muri. Prima ancora di compiere 12 anni, ricorda di aver spaccato in campo cinque racchette. Si è calmata, ma la Sabalenka adulta ha mantenuto le caratteristiche iperattive della giovane Aryna dice il giornale francese. Per non annoiarsi frequenta i ristoranti o fa shopping di lusso. Chi le sta vicino smentisce la tesi di una presunta fragilità. Gavin MacMillan, l’esperto di biomeccanica che lavora con lei, sostiene anzi che dentro la testa ci siano le ragioni della sua forza. 

Ha mandato un bacio al cielo e ha speso parole per la sua famiglia rimasta in Bielorussia, dove da tempo non torna. Dopo essere stata accusata di aver espresso sostegno nel 2020 al presidente Alexander Lukashenko, [con cautela] ha preso posizione contro la guerra in Ucraina, prima di annunciare che non avrebbe più parlato di politica e del suo paese. Vive tra Miami e Dubai. Il tatuaggio fatto sul braccio [una tigre] è diventato il suo soprannome. Sabalenka è un inno alla gioia, dice L’Équipe.

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