Girona-Atlético Madrid è finita in America. Il gol finale del 4-3 di Iván Martín è al primo posto della lista di Sports Illustrated sulle cinque cose più belle viste nello sport di mercoledì. Se il 2024 non fosse composto solo da un pugno di giorni, la definizione di partita più bella dell’anno sarebbe più credibile di quanto appaia adesso. Eppure l’etichetta rischia di resistere fino a dicembre. Joel Sebastiàn su Marca dice che “Montilivi è stato teatro di una delle partite più spettacolari del girone d’andata”.
Nella prima parte, gli uomini di Míchel hanno assediato l’Atletico e lo hanno messo alle corde, dice Marca, nonostante un grande Morata, un Morata da tre gol, un quarto annullato, un quinto mangiato. Nel secondo tempo “la tempesta è stata la squadra di Simeone, che ha sentito odore di sangue di fronte ai dubbi del Girona, alla sua mancanza di energia e di idee chiare, cosa finora quasi mai accaduta”.
Eppure Iván Martín nel recupero ha fatto esplodere lo stadio. Il primato d’inverno del Real Madrid celebrato dai giornali ha messo in secondo piano il fatto che il Girona ha lo stesso numero di punti – quarantotto, uno in meno rispetto al totale dell’anno scorso. Ha vinto quindici partite, il record della sua storia, da undici giornate non perde. “Qualcosa di impensabile a inizio stagione” dice Marca, incoronando una squadra con “argomenti sufficienti per lottare per un posto in Champions League. Il girone di ritorno dovrà essere all’altezza dell’andata, se il Girone vuole fare la storia e lottare per tutto. Sono parole grosse, ma un orizzonte possibile se manterrà il livello di gioco mostrato finora. Se lo ha fatto il Leicester, perché non può farlo il Girona?”–
Marc Bernard Suelves su As dice che “la parola impossibile non esiste per un Girona che galoppa verso lo scudetto. Gli uomini di Míchel hanno la stoffa dei campioni e non c’è da meravigliarsi. Ha battuto l’Atlético nei minuti di recupero, lo ha messo a dieci punti di distanza in classifica ed è l’unico che può tenere testa al Real Madrid. Non ha complessi né vertigini. Vola verso l’infinito e oltre”. Secondo Ramon Besa su El Pais si è trattato di “un inno al gioco, una partita che ti ridà entusiasmo e ti riconcilia con quel calcio attraente e offensivo che appassiona, sia che lo guardi allo stadio sia in televisione. Una grande serata da Champions League. Questo Girona ha tutto per sognare. Ed essere campione, ovviamente”.
Ancora su El Pais Ramon Besa parla di un Girona che crea dipendenza. Racconta dei 13.804 tifosi che hanno riempito Montilivi per la partita con l’Atlético e che hanno concluso la partita in piedi, cantando l’inno. “Non conta solo vincere ma la voglia che hai di rivivere quello che hai appena visto e che, per quanto insolito possa sembrare, sei convinto che si ripeterà”.
Un messaggio di Frank Bayer, editorialista de L’Esportiu, sul suo account X spiega in cosa consiste la magia di Montilivi. “La cosa più bella – dice – è il senso di comunità, condividere un pezzo di felicità con la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, i conoscenti del quartiere, i volti che ti sembrano familiari e di cui non conosci i nomi, un regalo che i grandi club non potranno mai capire”.
El Pais racconta che le maglie sono andate esaurite nei due store ufficiali, quello del club e quello sulla Rambla. L’Esportiu stima che ne siano state vendute circa 8.000 ed entro la fine dell’anno potrebbero arrivare a 13.000. Gli introiti del marketing supereranno il milione, una cifra che raddoppia quella ottenuta nel 2017, quando il Girona esordì in Prima Divisione.
“Girona – scrive Besa – non interessa più solo la città, il suo impatto ha raggiunto anche le regioni vicine e Barcellona. Oggi sono 13.000 i soci e 9.700 gli iscritti a un club con un budget di circa 55 milioni. Tra i tifosi nessuno lascia il posto fino alla fine. Sanno che 11 dei 46 gol – sei più del Real Madrid – sono stati segnati negli ultimi minuti”.
Secondo Rivista Undici “ci sono partite destinate a rimanere impresse nella memoria collettiva. E poi ci sono squadre che per qualche ragione legata alla trascendenza vivono delle stagioni dalla portata enorme e inaspettata”.
Il gol del 4-3 viene definito “un tiro francamente inspiegabile, dal punto di vista tecnico e fisico. All’improvviso, dal nulla, il pallone si alza, supera Oblak e pochi istanti dopo finisce esattamente all’incrocio dei pali. Anche guardando e riguardando i replay, è difficilissimo capire quando e soprattutto come sia partita la conclusione decisiva: non si vede il momento in cui il giocatore del Girona si coordina e impatta la palla. E, soprattutto, è impossibile comprendere come nasca una traiettoria così beffarda e precisa”.
La pagina facebook Sottoporta sottolinea che “Gianni Brera definiva lo 0-0 come il risultato perfetto, eppure la targa di partita del secolo la troviamo fuori dallo stadio Azteca di Città del Messico, stadio testimone del 4-3 più iconico della storia del calcio. Girona-Atletico Madrid non aveva il peso specifico della semifinale mondiale tra Italia e Germania del 1970 ma la vittoria della squadra di Michel potrebbe avere un peso importante nell’economia della Liga. Frullatore, centrifuga, montagne russe. Usate voi la metafora che preferite, ma già al 3 gennaio abbiamo una partita seria candidata magari non alla partida del siglo ma sicuramente a partita dell’anno. E chissà che a fine stagione a Montilivi non debba essere applicata una targa per ricordare non solo una partita ma una stagione storica per la formazione e per l’intera cittadina catalana”.