GLI EUROPEI DI PALLAMANO
In Germania sono contenti, anzi sono molto contenti. Hanno chiuso gli Europei di pallamano organizzati in casa con il nuovo record di spettatori per una singola partita e con il primato di presenze complessive della manifestazione. Il torneo di quattro anni fa ebbe una media di 902mila biglietti venduti per 96 partite. Stavolta erano arrivati a 909mila dopo le prime sessanta. La media finale ha superato le 15mila persone, in un torneo che la nazionale di casa ha chiuso al quarto posto. Ha afferrato la qualificazione per le semifinali per un pasticcio combinato dall’Austria all’ultima giornata del girone di seconda fase, ma come dice Deutschlandfunk – il canale della radio pubblica – questo campionato era una promessa: “Qualcosa sta accadendo”. La Germania si è presentata con la squadra più giovane del torneo e “ha dimostrato una qualità di gioco promettente. Non in ogni partita, ma quando contava di più. Ha smontato l’Ungheria nella partita chiave del girone principale in modo creativo. Ha sfidato per lunghi tratti alla pari i campioni del mondo della Danimarca in semifinale”. Julian Köster e Juri Knorr sono dei 23enni di grande affidamento futuro. “Una generazione promettente guarda avanti”.
In Francia sono ancora più contenti che in Germania. Sono i campioni olimpici in carica e hanno battuto in finale ai supplementari i campioni del mondo della Danimarca [33-31], due giorni dopo una semifinale miracolosa, riacchiappata nel finale con un gol prodigioso su punizione di Elohim Prandi. Questo.
ELOHIM PRANDI SENDS US INTO EXTRA TIME 🤯🤯🤯#ehfeuro2024 #heretoplay #FRASWE pic.twitter.com/NJRaVdZyLc
— EHF EURO (@EHFEURO) January 26, 2024
Tutto è successo un mese dopo aver visto le ragazze vincere i Mondiali e sei mesi prima dei Giochi di Parigi. Secondo L’Équipe si tratta di uno scenario pazzesco. Yann Hildwein parla di “una squadra di dolci pazzi, di nuovo campione d’Europa dopo 10 anni, alla fine di un torneo che ha visto tornare in semifinale tre squadre su quattro rispetto all’ultima volta.
“Attorno al loro totem Nikola Karabatic, incoronato tre mesi prima del suo 40esimo compleanno, tutti hanno cantato e ballato, davanti alle famiglie riunite nell’angolo di una tribuna”. Il cittì Guillaume Gille è diventato il primo campione d’Europa sia da giocatore [2006, 2010] sia da allenatore, una doppietta già realizzata alle Olimpiadi. Dinanzi a un Emil Nielsen “infernale”, a un Mathias Gidsel “diabolico”, ai “vecchi giganti” Mikkel Hansen e Niklas Landin, L’Équipe scrive che “pareva ci fosse una forza soprannaturale ad accompagnare i Blues”. Nikola Karabatic ha lasciato a Prandi la scena per l’ultimo minuto della partita [“Era completamente posseduto”], ma su tutti ha spiccato Ludovic Fabregas, in “una finale e un Europeo da supereroe”. Definizione del quotidiano francese: monumentale. “Instancabile in difesa, letale in attacco, incredibilmente pulito in un finale feroce. Una partita titanica per chiudere un Europeo d’altri tempi”, chiuso da “una finale giocata come una rissa, non la più sfolgorante della storia”.
L’editoriale di Guillaume Degoulet si lascia prendere dall’enfasi: “A 179 giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Parigi – scrive – è difficile non leggere una nuova promessa d’oro, sulla scia del titolo mondiale brillantemente conquistato dalle Blues di Grace Zaadi lo scorso dicembre. In ogni sport principale, la Francia punta a vincere. Kylian Mbappé, il giocatore di rugby Antoine Dupont, il giocatore di basket Victor Wembanyama, il giocatore di pallamano Dika Mem e il giocatore di pallavolo Earvin Ngapeth sono talenti unici, invidiati da tutto il mondo. L’elenco non è completo e la dominazione non è solo al maschile: ne sono la prova Estelle Nze Minko nella pallamano o gli arabeschi di Marine Johannès nel basket. Questa densità – continua l’editoriale de L’Équipe – la dice lunga sulla società francese. In un’epoca nella quale la libertà di alcuni sconfina sempre più in quella degli altri, in cui l’appagamento immediato del minimo desiderio tramite uno schermo si sta affermando come la nuova norma sociale, il nostro sport racconta qualcos’altro”.
Nedim Remili è stato votato mvp del torneo. Nella squadra ideale c’è un solo altro francese: Ludovic Fabregas nel ruolo di centro. Gli altri eletti sono – Portiere: Andreas Wolff (Germania), Difensore destro: Mathias Gidsel (Danimarca), Centrocampista: Juri Knorr (Germania), Difensore sinistro: Martim Costa (Portogallo), Ala destra: Robert Weber (Austria), Ala sinistra: Hampus Wanne (Svezia), miglior difensore: Magnus Saugstrup (Danimarca).
La Francia vince anche il premio di Slalom per il più bel gol subito nel torneo. Questo
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— EHF EURO (@EHFEURO) January 20, 2024