Il posto migliore per Mbappé resta Parigi. Nasser Al-Khelaifi è sceso in campo per far sentire il peso delle sue parole durante la complicata trattativa per il rinnovo del contratto a Kylian. Real Madrid e Liverpool sono avanti. Ma dietro il titolo di mercato c’è dell’altro, c’è il complicato intrigo che da più di un anno rimbalza tra Parigi e Qatar, l’inchiesta sul traffico di influenze intorno al PSG, quella che ha portato qualche giorno fa a ipotizzare l’esistenza di una lobby per pilotare il Pallone d’oro in direzione Lionel Messi.
L’Équipe sente giustamente l’esigenza di aggiornare i lettori, avendo stamattina un’intervista in prima pagina con Nasser Al-Khelaïfi. I rapporti con lui, spiega Lionel Dangoumau, “non sono stati spesso come un fiume lungo e tranquillo. Per molto tempo, il nostro giornale è stato nel mirino del presidente del PSG e per diversi mesi ci hanno addirittura vietato si partecipare alle conferenze stampa, a seguito di articoli che egli giudicava – a torto – destabilizzanti per il suo club. L’acqua è passata sotto i ponti e dopo averci concesso un’intervista durante i Mondiali 2022 nel suo Paese, il leader del Qatar ha ricevuto ancora una volta L’Équipe martedì pomeriggio”.
L’Équipe allora avverte i lettori che NAK afferma in privato di essere totalmente estraneo alle azioni di Jean-Martial Ribes, l’ex direttore della comunicazione, autore di “attacchi violenti e minacce contro L’Équipe” incriminato dalla procura di Parigi per atti di molestie online, secondo quanto risulta a Mediapart. Il presidente del PSG avrebbe avallato le operazioni diffamatorie del club su Twitter, campagne che hanno riguardato anche Kylian Mbappé e Adrien Rabiot. NAK non ha voluto commentare nell’intervista, ma L’Équipe scrive a parte che “in privato dice di essere del tutto estraneo alle azioni del suo ex direttore delle comunicazioni, sebbene Mediapart citi diversi sms di Ribes, provenienti da documenti legali, indirizzati al suo capo. Nell’ampio spettro di questa vicenda, Al-Khelaïfi si è costituito parte civile, sostenendo di essere stato derubato di uno dei suoi telefoni. I suoi avvocati hanno denunciato atti di violazione della privacy”.
Al-Khelaifi è anche accusato dal lobbista Tayeb Benabderrahmane di aver avuto un ruolo nel suo sequestro in Qatar per diversi mesi nel 2020. Una vicenda che lo ha portato nello scorso mese di luglio a essere atteso dalla polizia mentre scendeva dall’aereo, per una perquisizione, nel giorno in cui si preparava a presentare Luis Enrique. I portavoce di NAK dicono che è lui la vittima di questa vicenda e promettono rivelazioni nelle prossime settimane.
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