Svegliarsi e scoprire che in autunno la serie A è stato il miglior campionato in Europa

Non sarà il miglior campionato d’Europa, ma la serie A è il miglior campionato in Europa. La parola chiave è: finora. Finora significa alla fine della fase a gironi delle Coppe, il solo posto dove si può misurare coi fatti la competitività dei diversi tornei, oltre le chiacchiere sull’intensità, la qualità, l’attrattività, la bellezza, i diritti tv, il merchandising, il valore delle rose, gli stipendi. Oltre il perimetro di questa roba qua c’è il campo e chi fa un gol in più vince. Facile. Nella somma dei risultati delle tre Coppe, un anno fa solo la Premier League chiuse davanti alla serie A di cui ci pace sempre parlar male. Fu un considerevole balzo in avanti rispetto alla sesta posizione del 21-22. Le vittorie di Atalanta e Roma, il pareggio della Fiorentina con i vari bonus per i passaggi del turno, hanno fatto svegliare stamattina l’Italia in cima al ranking stagionale con 14 punti tondi tondi, davanti alla Germania [13,642], all’Inghilterra [13,625], la Spagna [12,687], la sorpresa della Repubblica Ceca [12], il Belgio [11,600] e infine la Francia [11,583]. Ma solo Italia e Francia vanno al turno d’eliminazione diretta con il contingente intatto, 7 squadre su 7 noi, 6 su 6 la Ligue1. Inghilterra e Spagna hanno perso due pezzi su 8, la Germania uno su 7, l’Olanda e il Belgio 2 su 5, il Portogallo 2 su 6. Fra le prime 10 nazioni d’Europa, la Scozia è quella rimasta in corsa con un solo club. Serbia, Cipro e Svezia si uniscono alla Romania tra i paesi che hanno già smesso di partecipare al festival infrasettimanale del calcio europeo. Siamo solo a dicembre e sono già fuori da tutto.

 

Gli obiettivi che fanno gola sono due. Il primo è la corsa al quinto posto del ranking su base quinquennale. Assegna tre posti diretti e uno ai preliminari per la prossima Coppa: se lo stanno giocando Francia e Olanda. Il secondo è una ulteriore wild card che viene assegnata ai primi due paesi del ranking annuale [oggi Italia e Inghilterra]. Ma è un discorso assai assai prematuro. Se invece la wild card premiasse i due paesi più cresciuti rispetto alla stagione scorsa – come piacerebbe a Slalom – al momento ce l’avrebbero Repubblica Ceca e Grecia [sintesi: Sparta Praga e Panatahinaikos in Coppa dei Campioni con il loro scudetto anziché Bologna e Tottenham quinte classificate in campionato]. 

 

Per vincere l’Europa League bisogna retrocedere dalla Champions? Quasi ogni anno si ripete lo stesso scenario: una buona squadra, vittima di un sorteggio difficile o di un periodo negativo, finisce al terzo posto nel proprio girone, ma la sanzione non esiste. Scende nella Coppa inferiore e brilla. Qualche volta la vince. È questo il cammino migliore? Se lo domanda stamattina L’Équipe che ha fatto due conti. Dalla creazione dell’Europa League nel 2009, nell’arco di 14 edizioni, dieci delle 112 squadre retrocesse dalla Champions hanno raggiunto la finale. I successi sono stati cinque. La finale del 2013 è stata addirittura giocata da due retrocesse: Chelsea e Benfica.

 

      TITOLI

 

  Corriere dello Sport-Stadio: La Roma s’allena, Mou fa 13” – Ivan Zazzaroni scrive: Con lo Sheriff si è perciò giocata una non-partita, pur se in uno stadio di nuovo splendido e pieno: improbabili l’opposizione dei moldavi e la formazione messa in campo da Mourinho, tutte scelte obbligate da infortuni, squalifiche – scontate e da scontare – e dall’eurolista sbagliata all’origine (Azmoun e Kristensen saranno inseriti a gennaio, rischiano Aouar e Celik). Per inciso, dopo il settantesimo il telecronista di Sky e Marchegiani hanno cominciato a chiedersi cosa avrebbero mangiato più volentieri a cena e se nell’amatriciana ci va il guanciale o la pancetta.  … La sensazione è che l’allenatore resterebbe volentieri alla Roma, ma a condizioni diverse da quelle degli ultimi due anni. Impossibile tuttavia capire cosa stia passando per la testa del presidente visto che, non solo Mou, ma anche decine di dipendenti di ogni genere e livello del club hanno il contratto in scadenza. C’è addirittura chi parla di un centinaio di professionisti in stand by.  

 Corriere dello Sport-Stadio: Più forte delle carenze” – Alberto Polverosi ha scritto: Col pareggio di Budapest, la Fiorentina è ora l’unica squadra italiana ad aver centrato tutti, ma proprio tutti, gli obiettivi principali di questa prima parte di stagione. Primo posto nel girone della sua coppa, qualificazione ai quarti di Coppa Italia, un posto in zona-Europa in campionato.   Sono risultati che hanno qualcosa di incredibile, raggiunti da una squadra forte nell’insieme ma con delle carenze tecniche individuali che ieri, senza Arthur e Bonaventura e presto anche senza Gonzalez, sono affiorate con chiarezza. 

  L’Équipe: Mercato, stile di gioco e rientro degli infortunati: come il PSG potrà essere molto più forte in vista della Champions League” – Luis Enrique ha espresso la convinzione che il suo gruppo “sarà molto più forte a febbraio” per la fase a eliminazione diretta. Come può crescere la sua squadra? [qui]

    Times: Zaniolo segna il primo gol all’Aston Villa e con il nuovo assetto di Emery – otto cambi – raggiunge gli ottavi [qui]

    Guardian: Il recente crollo del Manchester City in Premier League sta dando a tanti la possibilità di sognare” – Max Rushden scrive: È intorno al periodo natalizio che la Premier League inizia a prendere forma ma questa stagione promette qualche colpo di scena in più del solito. Ci sono molte discussioni infernali sul caso di prendere sul serio l’Aston Villa. È davvero una pretendente al titolo? Beh sì. Non significa che lo sarà a maggio, ma adesso sì. Ricordo un ex giocatore del Villa – non ricordo chi – che diceva di quanto sia ampio Villa Park e che l’uso della larghezza nel gioco da parte di Emery è fondamentale. Anche l’Arsenal è in corsa. Declan Rice è un grandissimo calciatore. Quando porta la palla è gioioso. Il Liverpool è in testa senza che nessuno se ne accorga, furtivo. Ha perso solo una volta. Se riesce a superare l’assenza di Mo Salah per la Coppa d’Africa e se i sauditi non gli offrono gli stessi soldi pagati a Jon Rahm, allora hanno tutte le possibilità. Gli Spurs perderanno Pape Sarr e Yves Bissouma per la Coppa d’Africa e Son Heung-min per la Coppa d’Asia. Gli costerà sicuramente caro. La cosa bella è che nessuno di noi sa niente. Basta non rileggere queste previsioni all’inizio di maggio, quando tutto sarà deciso e noi ci staremo preparando a essere eliminati ai quarti di finale degli Europei dal Portogallo. [qui]

    L’Équipe: L’ipotesi di un Tolosa-Milan imbarazzante agli spareggi di Europa League. Esiste uha una possibilità su sette che il Tolosa affronti la squadra italiana di proprietà dello stesso azionista di maggioranza, RedBird Capital. In un’epoca di multiproprietà, i dirigenti del calcio europeo temevano questa possibilità. Sarebbe una spina nel fianco della UEFA davvero imbarazzante. [qui] Come Lipsia e Salisburgo sono riuscite a partecipare alla stessa competizione [qui]

    L’Équipe: Otto mesi dopo l’esplosione mediatica della vicenda, Christophe Galtier è oggi sotto processo a Nizza per discriminazione e molestie morali, avvenute nel corso della sua stagione trascorsa sulla panchina della squadra cittadina nel 2021-2022. I dieci giocatori considerati vittime non dovrebbero essere presenti. A rappresentare l’accusa dovrebbe esserci soltanto la Procura. Nessuno dei calciatori si è fatto avanti alla conclusione delle indagini, ed è molto probabile che non si recheranno in tribunale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.