L’ultima partita di Christine Sinclair

   E dopo Megan Rapinoe,  arriva l’ultimo giro di valzer pure per Christine Sinclair, capitana di lunga data della nazionale canadese oro olimpico di Tokyo, capocannoniera di tutti i tempi nel calcio internazionale. È alla tappa finale del suo tour d’addio, un paio di partite di esibizione nel giro di cinque giorni vicino alla sua città natale di Burnaby e basta, si ritira. contro l’Australia a Langford, BC, e termina martedì sera contro gli australiani al BC Place Stadium di Vancouver. Per la prima amichevole contro l’Australia, allo Starlight Stadium di Langford, i 6mila posti sono tutti esauriti e per quella al Place Stadium di Vancouver i biglietti venduti sono più di 40mila

Sinclair è arrivata in nazionale nel 2000, aveva 16 anni e fece subito tre gol. Ha giocato 329 partite con il Canada e ha segnato 190 gol in nazionale. Più di Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Pelé, più di Abby Wambach e Mia Hamm.

Ha giocato sei dei nove Mondiali organizzati finora, aiutando il Canada a raggiungere le semifinali nel 2003 e i quarti di finale nel 2015. Ai Mondiali in Germania del 2011 segnò su punizione nella prima partita contro la squadra di casa e si scoprì che stava giocando con un naso rotto da una gomitata. In tutte le altre portò una maschera. Le Olimpiadi sono state il teatro del suo trionfo e del tramonto. A Tokyo segnò un gol nella fase a gironi, fu la sola canadese a sbagliare il suo rigore nella serie che decise il quarto di finale contro il Brasile, venne tenuta fuori squadra in finale contro la Svezia. Era chiaro che la fine si stava avvicinando dice la newsletter The Buzzer della Cbs. Le sue parole: «Dopo Tokyo, nel profondo, sapevo che non avrei giocato a Parigi nel 2024». Ha fatto in tempo a battersi con le compagne di squadra per un nuovo contratto di lavoro e per un trattamento economico più equo. Gli ultimi Mondiali sono stati un disastro per il Canada, uscito al girone dopo uno 0-4 con l’Australia. Sinclair ha chiuso senza mai segnare. Per la prima volta. Ma a settembre era nella squadra che ha conquistato la qualificazione per le prossime Olimpiadi. Quando il mese scorso ha confermato che non sarebbe andata avanti fino all’estate prossima, in Canada s’è messa in moto la macchina del tributo. Adesso è il momento di salutarla. Che il Canada offra gli ultimi applausi a una delle migliori atlete che abbia mai visto, dice ancora The Buzzer.

 

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