È andata come si prospettava, o come forse si temeva. Volandri ha dovuto chiedere a Sinner di gettarsi in campo pure nel doppio perché le partite in singolare contro l’Olanda erano finite sull’1-1 e con le coppie titolare probabilmente l’Italia sarebbe stata sbranata, perché una coppia titolare l’Italia non ce l’ha.
È il bello di questa Coppa Davis molto bistrattata. Valorizza una squadra e stempera il peso di un fuoriclasse [per chi ce l’ha]. Offre una chance anche a forze emergenti come la Finlandia che oggi gioca la prima semifinale della sua storia pur non avendo un giocatore nei primi-60 al mondo. Rispetto alla storia e alla tradizione, il doppio pesa di più: 1 punto su 3 contro 1 punto su 5. La nuova Davis premia davvero un movimento.
Italia-Olanda 2-1: Van de Zandschulp-Arnaldi 6-7 6-3 7-6, Sinner-Griekspoor 7-6 6-1, Sinner/Sonego-Griekspoor/Koohlof 6-3 6-4.
Gaia Piccardi racconta sul Corriere della sera che allora “Volandri chiede a Sinner se se la sente anche in doppio, è una domanda oziosa ma il buon senso impone di affiancargli un compagno gradito, cioè Lorenzo Sonego. Jannik e Lollo si piacciono, quest’anno hanno fatto coppia ad Adelaide e Indian Wells, mai in azzurro, ma che importa. C’è sempre una prima volta. Ed è subito felice perché Sinner messo a suo agio interpreta il doppio come un singolare extra large e ispira il diesel Sonego, che emerge alla distanza illuminato dalla luce della stella di cui è satellite. Jannik alla causa dedica le specialità della casa più la voglia di divertirsi a rete (si prende anche una pallata in testa da Griekspoor che quasi gli leva il cappellino), ha il polso fermo, avanza di muscolo, mestiere ed entusiasmo nei confronti di una specialità che frequenta e conosce poco, è curioso come un bambinone al luna park. Restiamo a galla così, grazie al made in Italy di qualità, ed è buffo che il nuovo doppio vincente (querela per chi scomoda paragoni con Panatta–Bertolucci), da riproporre eventualmente in semifinale contro la Serbia di Djokovic (anche per lui doppio impegno)”.
Vincenzo Martucci sul Messaggero parla di come ha funzionato questa strana coppia, di come fuinziona dentro e fuori dal campo. “Venti minuti dopo – e si riferisce alla fine del singolare di Sinner – prende posizione accanto all’amico Lorenzo Sonego come tante altre volte, in tandem, alla Playstation, giocando a FIFA durante le lunghe attese fra alberghi, tennis club ed aeroporti – alternandolo col Burraco -, e semplicemente fa a fette il binomio orange. Sparando servizi, dritti da fondo e risposte micidiali, risolve, breakkando il servizio e la fiducia proprio dell’ex numero 1 del mondo, il campione di Wimbledon, Koolhof, e rivitalizzando «il Polpo» che è arrivato a Malaga con le gomme sgonfie e ora si candida autorevolmente anche al singolare di domani, presumibilmente contro Kecmanovic”.
Paolo Rossi su Repubblica immagina cosa sarebbe successo se. È andata bene ma metti che la mossa di Sinner doppista andava male. “L’uomo solo al comando alla fine decide da solo. Ha visto il dirupo, ne è uscito a modo suo. Filippo Volandri, il nerd dei ct del tennis. Quello che studia dati, analizza e riflette. Sorprendendo chi pensava di conoscerlo bene. «Il burrone? L’ho visto, ma ho pensato a cosa fare. Non al dopo». Immaginate la situazione rovesciata: dopo le Atp Finals di Torino, la Nazionale eliminata in Davis. Dopo il battibecco con Fognini e, volendo, anche le storie sull’assenza di Sinner di settembre a Bologna. Apriti cielo. Volandri sarebbe finito nel tritacarne. Nello staff qualcuno sussurra che Volandri metterebbe Sinner dovunque, se potesse. In fondo, se aveste un Federer, non fareste anche voi così? Il punto è: se entra Sinner, chi esce? Semplice: il più anziano del gruppo, il 38enne Bolelli. Il doppista. Sembrava già sentirli, gli accusatori”.
Invece ha funzionato. Sintesi di Stefano Semeraro su la Stampa: “A un anno dal doppio sciagurato contro il Canada, siamo di nuovo nei pressi dell’argenteria. E stavolta a bordo non c’è un Berrettini azzoppato – comunque presentissimo in Spagna come capotifoso e consigliori in panchina – ma un Sinner in versione rockstar. Ad attenderlo, domani, il terzo, o forse, contando il doppio, addirittura il quarto scontro con Novak Djokovic in meno di due settimane”.
la sensazione che la semifinale possa essere uno scoglio più irto che non l’eventuale finale.
Ubaldo Scanagatta su Ubitennis ritiene che la semifinale contro la Serbia valga la Coppa. È una partita più difficile dell’eventuale finale, “esattamente come un anno fa – scrive – quando – battuti gli Stati Uniti di Fritz e Tiafoe e dei doppisti Paul e Sock (grazie a Fish che aveva lasciato a casa Ram) che erano certamente un osso duro – sapevamo che sarebbe stato più difficile battere il Canada di Shapovalov e Aliassime piuttosto che nell’eventuale finale l’Australia (che in semifinale superò la Croazia). Purtroppo, perdemmo con il Canada a seguito di un doppio in cui accanto a Fognini fu schierato un Berrettini assolutamente impreparato. Non ho dubbi sul fatto che l’Australia batterà la Finlandia, ma se l’Italia dovesse affrontare l’Australia molto probabilmente vincerebbe la Davis già al termine dei due singolari”.
Qualche giorno fa sul Tennis Italiano Massimo Grilli raccontava di come il torneo di doppio al Masters di Torino fosse rimasto nel cono d’ombra della Sinnermania. “I tempi, per gli appassionati del doppio, sono inesorabilmente cambiati: solo chi ha una certa età ormai si ricorda di Fleming– McEnroe, la coppia che vinse il Masters per sette anni di fila, oppure dei due trionfi di Edberg, si sono ritirati anche i gemelli Bryan, idoli dei tifosi più giovani, trionfatori per quattro volte. Ai giorni nostri i giocatori di maggiore spicco del circuito giocano il doppio solo in rarissime occasioni, Davis esclusa”.
Ma per vincere la Davis di un doppio solido non si può fare a meno.
VOCI Che cosa dice Sonego
➣ Com’è nata la vostra amicizia?
«Allenandoci a Montecarlo, molto spesso. I nostri due team si trovano anche molto bene tra loro, alla fine a forza di vederci, fare sessioni di allenamento anche nei tornei, e viaggiare siamo diventati sempre più amici».
➣ Ma cos’ha di speciale questo ragazzo, oltre ai capelli rossi?
«Ha una grande forza interiore, oltre al talento, ma quello lo vedete tutti. A me piace parlare invece di quello che va oltre il tennis. Jannik è una persona disponibile, allegra, ma soprattutto molto umile». – intervista di federica cocchi, la Gazzetta dello sport
ORIZZONTI Chi c’è dietro l’angolo
“Nole è il più grande tennista della storia, cioè il più vincente. Mostruosamente primo in tutte le classifiche possibili e immaginabili. Tuttavia, i regni dei suoi straordinari avversari non sono stati invasi dalla strapotenza di Novak. Dentro quei fortilizi, tutto sommato, nemmeno lui riuscirà mai a entrare. Ed è questo che rende unici il tennis e i suoi eroi rispetto ad altri sport e confronti. Nessuno è mai riuscito a eguagliare la compiutezza stilistica di Roger Federer, il cui bagaglio tecnico resta il sogno di ogni giocatore. La sua armonia ha rasentato spesso la grazia stessa e la sua creatività sembrava scaturire da colpi di magia. E con il passare degli anni il pubblico lo ha amato sempre di più perché temeva di perdere il capolavoro della sua perfezione. Non ha accettato il suo inevitabile declino. I fiumi di lacrime al suo ritiro non saranno versati per nessun’altro. Ma anche Rafa Nadal ha qualcosa di inimitabile: lo spagnolo ha ridefinito il senso del possibile e dell’impossibile all’interno di un campo da tennis o di una singola partita. Nessuno ha mai messo in mostra la sua lucida e sfrenata combattività, che si è nutrita, anno dopo anno, di formidabili progressi tecnici” – di franco arturi, la Gazzetta dello sport
La turbolenza di Novak
Il Telegraph racconta del duello a parole e gesti andato in scena tra Djokovic e i tifosi britannici durante l’altro quarto di finale. Dopo aver qualificato la Serbia, il numero 1 al mondo si è scagliato contro un gruppo di tifosi infuriati che cantavano e suonavano strumenti disturbando la sua intervista post partita. «Dormiremo bene stanotte» ha detto Djokovic mentre i fischi crescevano. «Imparate a rispettare i giocatori» ha detto. Ce l’aveva soprattutto con la cosiddetta Barmy Army, il gruppo legato all’Università di Stirling che segue i tennisti per il mondo.
Simon Briggs ha scritto: “C’è stata poca interruzione nel gioco da parte di urla intempestive. Le grandi serate all’Arthur-Ashe Stadium di New York sono solitamente molto più turbolente. Sembra possibile allora che Djokovic stesse cercando qualcosa per cui arrabbiarsi. È alla fine di una stagione estenuante in cui ha vinto tre dei quattro major. Deve essere stanco. Sarebbe un errore tenere a freno lo spirito animale del pubblico della Coppa Davis, come ha sottolineato il capitano della squadra britannica Leon Smith durante la sua intervista. Questo è uno degli aspetti positivi della Coppa e della competizione a squadre: il rumore deve esserci. Fa sorridere ora pensare che Djokovic una volta abbia flirtato con l’idea di prendere la cittadinanza britannica. Sua madre Dijana ha incontrato la federazione nel 2006 per discutere quali opportunità di finanziamento sarebbero state disponibili. Ma l’idea di abbandonare la Serbia alla fine è stata troppo dolorosa e le speranze britanniche sono state frustrate”.
PAROLE La gelosia di Bastianini
«So che Gigi Dall’Igna ha contattato Sinner per il 2024… Spero che la gente continui a guardare il motociclismo, che è uno sport bellissimo. Ci sono tanti italiani promettenti. Sarebbe un peccato se smorzasse l’entusiasmo in Italia. È bello, figo. C’è rivalità. Speriamo che il motociclismo torni sul tetto dello sport italiano».
in tv oggi ore 16 Rai Sport, Sky, SupertenniX: Finlandia-Australia
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