L’ossessione di Márquez per Valentino

Si sono inseguiti e sorpassati, si sono odiati fino a speronarsi. Il tramonto di Valentino è iniziato quando non ha potuto più battere Marc Márquez, il declino di Marc Márquez è cominciato quando non c’è stato più Valentino. Inseguirsi, probabilmente, resta una necessità, se Marc lascia la Honda e arriva in Ducati, tra un mese e mezzo, dal 25 novembre.

| A Massimo Calandri su Repubblica sembra già domani. Marc Marquez, il pilota migliore sulla moto migliore. Come e forse più di Verstappen con la Red Bull. Mettiamo che il ‘Marcziano’ si diverta. Che torni a vincere. Magari il 9° titolo mondiale – scrive – raggiungendo un certo Valentino Rossi che è diventato la sua ossessione. Ecco: allora poi potrebbe comprarselo, il team Gresini. Ha già dato una occhiata al bilancio del team romagnolo: gli basterebbe investire meno dello stipendio cui ha appena detto addio. Insieme al fratellino, riavrebbe nel box i tecnici, gli amici di una vita. La famiglia. Una squadra di MotoGP tutta sua. Proprio come l’odiato Doc.

| Matteo Aglio su La Stampa racconta che la Desmosedici di Gigi Dall’Igna, gran capo della Rossa, già due settimane fa in Giappone si sfregava le mani all’idea di averlo in casa: «Un campione come lui che vuole salire su una Ducati lasciando la Honda non può che fare piacere». Aglio dice che è un mondo alla rovescia, in cui il più grande costruttore del mondo è costretto a fare buon viso a cattivo gioco, mentre quello che era il Davide della MotoGp festeggia dopo avere abbattuto il gigante. Così Nadia Padovani, la vedova di Fausto Gresini che ha preso in mano la squadra dopo la morte di lui, il prossimo anno sarà alla guida del team che in molti sognavano.

| Secondo Pierfrancesco Catucci, che lo ha intervistato per il Corriere della sera, Jorge Lorenzo aveva previsto tutto mesi fa, e da ieri è ufficiale: Marc raggiungerà il fratello Alex nel team Gresini. Dice Lorenzo: «Marc è ancora il migliore e vuole vincere. E la Ducati è la moto migliore al momento. Lui è più forte di Bagnaia e Martin, anche se loro stanno crescendo molto». Lorenzo vede Marc in lotta per il Mondiale 2024, in un team – ricorda Gianmaria Rosati sul Corriere dello Sport-Stadio, che nella mente degli appassionati e non solo sarà legato per sempre al nome di un altro pilota di casa nostra come Marco Simoncelli, sul quale Fausto Gresini puntò – da ottimo talent scout – con convinzione, prima che il fato decidesse di spegnere la sua stella troppo presto. La forza del team Gresini è sempre stata anche questa, ossia quella di sapersi rialzare dopo colpi da ko come quelli legati a Kato e Simoncelli, nonché quello più pesante arrivato nel febbraio 2021, con la scomparsa proprio del patron Fausto.  

| Una lettura divergente arriva da Gianluca Gasparini sulla Gazzetta dello Sport. Ricorda che molti non credevano allo scenario che sdi è manifestato e sottolinea come è chiaro a tutti che un Marquez calato nell’attuale realtà Ducati crea scompiglio. E infatti ieri, nel paddock indonesiano di Mandalika, c’era grande fibrillazione. Quattro degli otto piloti delle rosse nel 2024 – Bagnaia, Bezzecchi, Marini e Morbidelli – sono gestiti dalla VR46 di Valentino Rossi, e sappiamo che genere di rapporti il gruppo del Dottore intrattenga con Marc. Lo stesso Martin non ha mai mostrato grande simpatia per il connazionale. Bastianini, che fin qui ha vissuto una stagione più da degente che da pilota, deve aver pensato subito al 2025 e al suo sedile nel team ufficiale a rischio se per caso a Borgo Panigale piacesse l’idea di portarsi Marc in casa

La chiama la bomba Marquez, scrive che ci sono scenari futuri tutti da scrivere e ricorda come nell’intervista di qualche giorno fa alla Gazzetta dello Sport, lo stesso Dall’Igna abbia pronunciato una frase sibillina, confermando che la Honda che lo ha cercato. «Sto bene in Ducati, ho faticato tanto per arrivare a una situazione in cui Ducati è considerata un modello. Poi è vero che quello che dovevo fare qui l’ho fatto». A Gasparini pare non proprio una chiusura categorica

| Dalla Spagna, Guille Álvarez su El País lo chiama un segreto di Pulcinella e dice che lasciando la fabbrica giapponese, Marc non solo lascerà l’unica moto che ha conosciuto nelle sue 11 stagioni in MotoGP, ma rinuncerà anche ad avere il suo bunker – come chiama il gruppo tecnico e umano che lo ha accompagnato nelle sue 59 vittorie e nei sei titoli mondiali nella classe regina.  Difficilmente avrà al box Santi Hernández, il suo capo tecnico, il confidente che lo accompagna fin dalle vittorie in Moto2. Né avrà Carlos Griñán o Jordi Castellá, chissà se potrà seguirlo Xavi Ortiz, il suo meccanico da anni. Marquez – pisge spiega El País – non aveva margini di manovra né molto potere negoziale, e la sua nuova squadra aveva già chiuso i contratti con l’attuale gruppo di lavoro

Il prezzo da pagare per continuare a inseguire Valentino.

 

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