Bileća era durante la guerra di Bosnia sinonimo di carceri. Nella stazione di pubblica sicurezza, nella casa dello studente, nei seminterrati, nei campi, nelle scuole, rinchiudevano i civili per torturarli. Quando finalmente finì, in una caserma militare della città andò per un periodo a nascondersi Ratko Mladić. Le sorelle Bošković, Dajana e Tijana, erano due bambine di 10 e 7 anni. Sarebbero andate via dopo altri sette, direzione Belgrado, per giocare a pallavolo. A Bileća si poteva casomai giocare a pallacanestro o fare karate. Dajana proseguì dopo il liceo verso l’America, usò la pallavolo per andare a studiare in un college USA, mentre a sua sorella più piccola la Serbia offrì una maglia nella Nazionale giovanile. Vinsero gli Europei, la portarono in prima squadra per il torneo con le grandi in Italia. Lei disse agli amici: accendete la tv, quando suonano gli inni ci sono anch’io. Invece l’avevano portata proprio per farla giocare. A 17 anni. È diventata una delle prime tre giocatrici al mondo, chi dice la seconda, chi dice la prima.
Dajana e Tijana hanno giocato per la prima volta una contro l’altra con le maglie delle Nazionali agli Europei del 2021, a settembre dell’anno prima si erano sfidate nel campionato turco, la prima con il Kuzeyborua, l’altra per l’Eczacıbaşi. La Bosnia non si era mai qualificata per un grande torneo internazionale. Velibor Jotanovic su Demotix scrisse che “non è un evento comune vedere due sorelle giocare per paesi diversi, specialmente in questa regione dove il nazionalismo è ancora forte. Eppure, qualcosa del genere sembra possa accadere solo nei Balcani dai confini disordinati, dove c’è stata molta angoscia nel corso della storia. Le guerre del passato sono state proprio chiamate fratricida”.
Ai Mondiali di calcio era successo ai fratelli Boateng, uno in campo per la patria di nascita (il Ghana) e l’altro per quella di adozione (la Germania): i due erano arrivati a non salutarsi più per questo motivo, ora pare che i rapporti siano tornati normali.
Stavolta Dajana e Tijana sono in due gironi differenti. La più grande ha esordito ieri segnando 18 punti contro la Svizzera [18 come Edina Begic]. La minore debutta domani sera a Gand contro l’Ucraina. La sua storia recente è stata intrecciata al percorso di Paola Egonu, a luingo ci siamo chiesti chi fosse la più forte tra le due, prima che nell’élite arrivasse Melissa Vargas, cubana di Cienfuegos, adesso naturalizzata dalla Turchia.
Alessandro Garotta per Volley News ha scritto: “Qual è il modo migliore per definire la forza di un’opposta? Non esiste una risposta definitiva a questa domanda, però esistono tanti piccoli pezzi da mettere insieme: i punti sono fondamentali, certo, ma poi vanno considerati anche il peso, la qualità, la varietà degli attacchi vincenti; e poi bisogna tener conto del contributo dato alla squadra in termini di partecipazione, di personalità, tutti fattori che assumono un valore ancora più importante quando si giocano le competizioni internazionali più importanti. Nel caso di Tijana Boskovic, questi pezzi si incastrano perfettamente, come se fossero le tessere di un puzzle che riproduce un suggestivo scenario di montagna”.
Lei ha raccontato di sé: «Da piccola ero solita trascorrere molto tempo a giocare insieme a miei amici, con i quali avevo provato un po’ tutte le discipline sportive, compresa la pallavolo. Inoltre, ricordo che non mi perdevo nemmeno una partita della nostra nazionale: le guardavo tutte con mio papà, anche lui grande appassionato di sport. È così che mi sono innamorata del volley ed è iniziata la mia carriera. Al di fuori della pallavolo non ho tanti amici, ma quelli che mi conoscono bene sanno che non sono poi così timida. Ma è vero, non mi piace attirare troppo l’attenzione fuori dal campo perché la mia comfort zone è proprio in campo. E tutte le emozioni e gli atteggiamenti che si vedono quando gioco vengono direttamente dal mio cuore».
quando | domani ore 17 in streaming su Eurovolley Tv

La panchina di Paola Egonu
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Il dilemma ora è anche azzurro. Impensabile fino a un anno fa. Qual è il modo migliore per scegliere tra Egonu e Antropova? Una stella 24enne e un’emergente di 20 anni. La panchina di Paola è analizzata stamattina da molti giornali, con molta prudenza, come spesso accade quando mondi meno popolari del calcio si trovano alle prese con un caso che nel calcio sarebbe renorme. Angelo Di Marino sulla Stampa parla delle attenzioni rivolta a Egonu in panchina e scrive che “è il destino della fuoriclasse. Sempre sotto i riflettori, fuori e dentro il campo”. Pierfrancesco Catucci sul Corriere della sera considera l’ipotesi di vederle insieme, con Antropova in posto 4 da schiacciatrice-ricevitrice come si diceva un tempo, alla banda, ma “questa convivenza non s’ha da fare. Almeno per ora. Paola Egonu e Kate Antropova probabilmente un giorno riusciranno a giocare insieme, ma in questo Europeo lo scenario è stato definito «d’emergenza”. Catucci ribadisce l’episodio emerso l’altra sera: “Nel terzo set è stata anche avvicinata dall’amica Francesca Piccinini che ha approfittato di una sedia vuota per parlarle (l’ha consolata?) per un paio di minuti. Sperando abbia trovato le parole giuste”.
Il Ct Mazzanti insiste: «Abbiamo parlato tanto di quello che lei vuole vivere in Nazionale e di quello che mi aspetto da lei. Partiamo così, poi valuteremo. Egonu ha detto sì a questo percorso». Capiremo, si vedrà. Non è la stessa operazione fatta da De Giorgi con Zaytsev, rimpiazzato nei meccanismii di gioco da Michieletto e Romanò. Non è uguale l’età, tanto per cominciare.
Gian Luca Pasini sulla Gazzetta è il più esplicito nel prendete posizione. Ha scritto: “Fa una certa impressione vedere Paola giocare con una raccattapalle o vederla guardare le compagne che schiacciano. In mezzo alle scelte tecniche di oggi ci sono anche le ultime scorie del Mondiale dello scorso anno. Negli ultimi 10 anni – dice Pasini – abbiamo sentito ripetere addetti ai lavori, tifosi e allenatori di tutto il mondo, che con Egonu l’Italia aveva trovato la giocatrice più forte di sempre. Adesso, all’improvviso, si scopre che si erano sbagliati? O che non sappia recitare il ruolo che il tecnico ha immaginato per lei? Il rischio di perdere Egonu sulla strada che porta a Parigi è una bella responsabilità per la Federazione non solo per il ct azzurro. Paola rappresenta non solo se stessa con quella maglia numero 18, ma anche un sistema che ha permesso in questi ultimi 20 anni, di scoprire tanti giovani talenti in giro per l’Italia e farli arrivare in Nazionale attraverso il Club Italia. È sacrosanto che la squadra, il gruppo, siano sovrani nel volley. Senza però lasciare indietro i singoli. Salvate il soldato Paola”.
quando | domani ore 21 Italia-Svizzera in streaming su Eurovolley Tv
PALAZZETTI E DINTORNI
Lo Zecchino [degli Europei di pallavolo] d’oro
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LA GIACCA ROTTA Il ct sospeso per body shaming e abusi di potere
C’è del Belgio in ascesa, anche qua. A Gand si apre il torneo di un’altra nazionale padrona di casa. Il sito ufficiale azzarda: “Il Belgio, paese noto per il cioccolato e i waffle, sta costruendo silenziosamente una presenza importante nella pallavolo femminile. Con il loro straordinario talento e la loro coesione, la squadra, affettuosamente conosciuta come le Tigri Gialle, ha fatto scalpore”.
C’è un problema. Il Belgio arriva agli Europei di casa all’ombra di uno scandalo. Il 16 giugno, Gert Vande Broek, allenatore storico della nazionale, “allenatore e molto altro” [Het Nieuswblad] è stato informato di essere stato sollevato da tutte le sue funzioni per un anno. Una trasmissione di VRT nel dicembre 2021 aveva portato alla luce testimonianze su comportamenti di body shaming e abuso di potere. Molte giocatrici lo hanno difeso. Hanno minacciato di rinunciare al torneo. Vande Broek ha presentato ricorso contro la sospensione, “alla fine per amor di serenità – spiega il giornale fiammingo – si è fatto da parte lui stesso”. La federazione lo ha rimpiazzato con Kris Vansnick, 42 anni, il suo ex braccio destro.
“Quella scelta – scrive l’Het – ha chiuso le porte a un possibile ritorno di alcune stelle, che negli ultimi anni si erano allontanate dalla Nazionale in numero sempre maggiore. Quanto sarebbe più forte il Belgio se Lise Van Hecke, Laura Heyrman, Hélène Rousseaux, Ilka Van de Vyver e Kaja Grobelna fossero ancora disponibili, in una formazione che manca di forza, statura e che fa troppo affidamento su Britt Herbots in attacco?”
quando | oggi ore 20 in streaming su Eurovolley Tv
in tv oggi ore 16 Eurovolley Tv: Finlandia vs Slovacchia | 18 Bosnia-Erzegovina vs Bulgaria | 19 Paesi Bassi vs Spagna | 20 Ungheria-Belgio | 20 Grecia-Germania | 21 Rai Sport: Romania-Croazia