I Mondiali di nuoto a Fukuoka
Quando esce dall’acqua e si viene a sdraiare, sul torace di Florian Wellbrock si legge una frase. È il verso di una canzone del rapper Sido. Dice: “Goditi ogni momento della vita, perché la morte è più lunga”. Le ha incise sulla carne per ricordare sua sorella Franziska. L’ha persa quando lei aveva 13 anni e lui ne aveva 9, all’istante non capì neppure tutto fino in fondo. Franziska si chiamava. Svenne dopo 200 metri a nuoto durante una gara a Brema, erano i giorni di Natale. Provarono a rianimarla senza risultati, non si sa come andò, non vollero saperlo, la famiglia rinunciò allo strazio dell’autopsia. Florian si trasferì allora alla scuola dello sport che sua sorella frequentava, contro il parere dei genitori. Decise che avrebbe proseguito lui il percorso spezzato di lei. È là che lo hanno costruito quasi come un indistruttibile, fino all’oro olimpico di Tokyo nella 10 km, fino a cinque titoli mondiali, il quinto nell’acqua di Fukuoka, poco fa, di nuovo nella maratona che si nuota in mare.
Si è messo in testa di rubare l’idea di Gregorio Paltrinieri. Prendersi lui, il ruolo del tuttocampista, il pesce che vince nelle acque aperte e che si ripete anche in piscina. Craig Lord per State of Swimming ha già scritto che Florian Wellbrock ha “evocato i ricordi della sua vittoria dominante alle Olimpiadi con una lezione di maratona”.
Aveva il pettorale 68. Dei 69 in gara, due non sono arrivati, due non sono partiti. Wellbrock ha lasciato che per un po’ restasse davanti Domenico Acerenza, ha logorato la resistenza arrivando in con 1 ora 50 minuti e 40 secondi, di 18 più veloce rispetto all’avversario più vicino, l’ungherese Kristof Rasovszky, mentre il compagno di squadra Oliver Klemet ha preso il bronzo e la terza delle carte disponibili per i Giochi di Parigi. È il secondo oro per la Germania dopo quello di Leonie Beck, tre dei quattro pass sono loro. Se ci fossero gli Alphaville, direbbero: Big in Japan [questa era facile], Solo Domenico Acerenza è riuscito a contenere il distacco entro il minuto. Gregorio Paltrinieri s’è fermato al quinto posto, forse ancora debilitato dalla gastroenterite dei giorni scorsi. Dovrà cercarsi la qualificazione ai Giochi ai Mondiali di Doha del prossimo gennaio, il quarto in quattro anni consecutivi, nel calendario stravolto e riscritto dal covid. Secondo la rivista Nuoto “è partito in sordina e non è mai riuscito a mettersi in linea con i primi della classe, salvo riuscire a contenere gli avversari nella parte finale di gara nonostante fosse allo stremo delle forze”. Gli sono mancate sei settimane di lavoro. Sul suo blog Questione di stile, Stefano Arcobelli parla di “un gap di un minuto pesante da digerire ma senza drammatizzare dopo una gara generosa, estrema. Greg è stoico nel recuperare posizioni e lotta per arrivare davanti al gruppo dei battuti, riuscendoci”.
Wellbrock compie 26 anni il mese prossimo. «È incredibile. Amo stare in mare aperto a nuotare con i miei amici e con gli avversari, ma non direi che mi piace rimanere incastrato nel branco, nuotare sui piedi di qualcun altro. Mi piace dettare il ritmo, decidere io dove dobbiamo andare, quando essere più veloci o più lenti». Cercherà il bis nella 5 km, a questo punto la Germania è la grande favorita anche per la staffetta. “Un dominio anche preoccupante” considera Swim4Life Magazine con Paco Clienti.
In Germania, la rivista Stern scrive che Wellbrock “ora può affrontare il prossimo anno in modo molto più libero e autodeterminato. Non dovrà essere al massimo della forma già fra sei mesi in Qatar, dove vengono assegnati ulteriori posti olimpici. Potrebbe anche saltare la Coppa del mondo”.
MAPPE
Il mito incrinato della Germania perfetta
I problemi che ha Wellbrock per allenarsi
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➣ La federazione tedesca e il comitato olimpico si lamentano dello stato delle piscine tedesche e del fatto che tante piscine debbano chiudere. Lei come si trova a Magdeburgo?
«Spero di non dire niente di sbagliato, ma penso che quella di Magdeburgo sia l’unica base olimpica in Germania che non ha una piscina propria, in esclusiva. Le otto corsie della sono suddivise tra il nostro gruppo di allenamento, il gruppo di allenamento dei giovani, gli sportivi disabili, le classi scolastiche e i cittadini che vogliono andare a nuotare. Questo limita un po’ le possibilità di allenamento, quando confronto la mia situazione con quella di altri paesi nel mondo».
➣ Gli altri hanno una piscina tutta per loro?
«Hanno otto o dieci corsie, possono sfogarsi. Se abbiamo meno spazio, è un problema per gli agonisti, ma è anche un problema per le scuole nuoto, dove i bambini vanno per imparare a nuotare. Se non c’è abbastanza spazio, il numero di iscritti non può aumentare. Tutti dovrebbero poter imparare a nuotare in sicurezza, per evitare incidenti. Ci sono sempre più incidenti. L’annegamento è la seconda causa di morte per i bambini».
➣ D’altra parte, si potrebbe dire: è una bella circostanza che i bambini imparino a nuotare accanto a un campione olimpico. Può avere un effetto positivo.
«Lo spero, in parte la penso allo stesso modo. Quando i bambini con i braccioli dicono alla mamma “Guarda, c’è il campione olimpico!”, spero di motivarli a fare almeno il cavalluccio marino. Non è il mio scopo indirizzarli verso lo sport agonistico. Ma se mi vedono e continuano a imparare a nuotare in modo sicuro e ragionevole, allora funziona. Non riesco a dargli dei consigli. Ma se qualcuno mi prende come modello e nuota correttamente a stile libero, allora il lavoro è già fatto. Non tutti devono eccellere nel nuoto, ma tutti dovrebbero essere in grado di nuotare in sicurezza».
➣ La piscina è stata costruita nei primi anni ’60. In che condizioni è?
La vasca è in ottime condizioni. Ci è stata concessa una seconda piscina coperta, la costruzione dovrebbe iniziare nel 2024 e dovrebbe essere terminata nel 2026 o 2027. È un passo importante per Magdeburgo, per lo sport agonistico, per tutti gli altri. In città esiste una seconda piscina, ma è dall’altra parte della città e i collegamenti sono peggiori per molti. La nuova sarà costruita in centro. È importante per le scuole, potranno raggiungerla più facilmente».
➣ Come si è sviluppato il suo rapporto con Mykhailo Romanchuk, l’ucraino che si allena con lei?
«È parte integrante del gruppo, il nostro rapporto è molto buono, molto amichevole».
➣ I russi non sono i Mondiali. Ne parlate?
«Sì, lo facciamo, come tra amici e compagni di allenamento. Ma noto che siamo su livelli emotivi diversi. Ovviamente lui sa che io ho meno problemi. È diverso in Ucraina. Lo ascolto, cerco di offrirgli un ambiente sereno in allenamento. Ma so che emotivamente sembro molto diverso da lui. Come atleta, ho le mani legate. Posso attirare l’attenzione sulla questione, posso far sentire la mia voce, ma il boicottaggio sarebbe fuori discussione per me. L’anno scorso ho detto che era giusto che i nuotatori russi fossero esclusi. Nulla è cambiato in guerra e nemmeno in politica» – intervista di christoph becker, Frankfurter Allgemeine
La scacchiera di Fukuoka
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♖ torri | La dolce sconfitta delle spagnole
Il torneo femminile di pallanuoto si è aperto con la sconfitta della Spagna contro l’Olanda (7-6), nella partita che di fatto ha già deciso il primo posto nel girone e praticamente il passaggio diretto ai quarti di finale. Il quotidiano Sport sottolinea che in realtà si tratta di “una dolce sconfitta” che impedisce così alla Spagna di incontrare le fortissime statunitensi fino a un’ipotetica finale. “Una partita con poco ritmo, tanti errori e una moltitudine di falli in attacco”, decisa tra la fine del terzo quarto e l’inizio dell’ultimo, quando le olandesi hanno realizzato un parziale di 4-0 per ribaltare il vantaggio spagnolo, avanti per 5-3.
scacco matto | Il tuffo da zero di Elena Bertocchi
Era successo alla canadese Pamela Ware, ai Giochi di Tokyo. I giudici le diedero zero per un tuffo che non era un tuffo dalla piattaforma, una caduta a peso morto da 10 metri d’altezza, si disse che aveva avuto un passaggio di panico e aveva scelto di rinunciare. Lo zero stavolta è toccato a Elena Bertocchi. Lo racconta Giulia Zonca su la Stampa.
“Scartare un trampolino è raro, se succede vuol dire che dietro quel rifiuto esiste un motivo e per questo Elena Bertocchi piange dopo lo zero ricevuto per il tuffo mancato, non per l’errore che capita di continuo, per l’impatto emotivo di una prova abortita finita nel nulla, sotto un voto senza appello”.
Bertocchi si è operata alla schiena, è stata ferma un anno. “Non una scelta facile, un rischio neanche tanto calcolato che ha tolto il male e lasciato uno strascico di insicurezza” sottolinea Zonca. Ieri al quarto esercizio, sì è presentata una inquietudine all’improvviso. Lei dice: «Mi tremavano le gambe». Ha perso l’equilibrio, il salto mortale e mezzo rovesciato carpiato è diventato uno zero, “una sentenza che toglie e annulla, per un attimo, il coraggio speso per arrivare fino a lì”. Zonca allora scrive che “ognuno ha preso uno zero nella propria esistenza, la sensazione è familiare e quando arriva è un danno da smaltire. Lo zero è uno squarcio, conta quel che ci si inventa dopo”.
Chiedere a Pamela Ware. A Fukuoka è quarta.
LE STELLINE DELL’ATTESA
I primi gol delle nazionali di pallanuoto
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★★★★★ L’esordio del Settebello
Il Setterosa in calendario alle nove di stamattina contro l’Argentina, non una potenza della pallanuoto mondiale. La sfida che conta per le ragazze di Carlo Silipo non arriverà prima di giovedì: la Grecia. Il Settebello debutta domani mattina contro la Francia. Federico Rana su Libero ha parlato con il ct Alessandro Campagna.
«Nell’immaginario collettivo, questa squadra può vincere sempre, anche in un periodo difficile. E questo è un carico di responsabilità enorme, per me e per i giocatori. Anche per dar linfa nuova al movimento: io stesso mi sono innamorato dei Settebelli precedenti, la Nazionale dà l’input a tanti ragazzi. Dopo ogni medaglia c’è un impulso di iscrizioni. Siamo uno sport di nicchia, si dice. E allora abbiamo bisogno di queste grandi vetrine affinché questa nicchia diventi sempre un po’ più grande».
➣ È più bello vincere da giocatore o da allenatore?
«È una gioia effimera, quella della vittoria nello sport. Da giocatore però è stato straordinario, sembrava di toccare il cielo con un dito. Da allenatore è una conquista che fai giorno per giorno, è una gioia più ragionata, più controllata. E c’è quindi una maggiore soddisfazione, mentre da giocatore c’è una maggiore felicità».
➣ Ai Mondiali siamo nel gruppo B con Francia, Canada e Cina.
«Un girone trabocchetto ma alla nostra portata, siamo i migliori e dovremo dimostrarlo sul campo, con intelligenza, esperienza e responsabilità. Dobbiamo essere concentrati su noi stessi. Siamo in un momento un po’ di sofferenza ma ci sta, mi piace anche arrivare ai Mondiali senza che tutto fili liscio. La sconfitta contro la Spagna alla World Cup a Los Angeles, se sfruttata bene, ci può far fare un salto in termini di solidità, di concentrazione. Quindi ben vengano questi momenti, dobbiamo essere bravi e lucidi a restare concentrati partita per partita».
| Italo Vallebella sul Secolo XIX ha invece parlato con Alessandro Velotto, “l’happy boy del Settebello”, napoletano, 28 anni, radici liguri, nella prossima stagione giocherà con il Marsiglia, dopo cinque campionati con il Recco. Un anno fa saltò i Mondiali di Budapest per una frattura scomposta del quarto dito della mano destra. «Mi sono ritrovato a vivere una vita che non era più la mia. Da quando ne avevo 15 la mia vita era sempre stata legata alla pallanuoto, tutto l’anno praticamente senza fermarmi. Quei tre mesi a casa a tifare prima per il Recco e poi per il Settebello mi hanno fatto vedere il mio mondo da fuori. E ho capito che ne volevo fare ancora parte».
quando | domani mattina ore 6 in tv su Rai 2 e Sky Summer
★★★★☆ La finale del duo nell’artistico
Linda Cerruti e Lucrezia Ruggiero sono al debutto mondiale in coppia. Hanno chiuso il preliminare all’ottavo posto, lo stesso piazzamento raggiunto qualche settimana fa agli European Games di Auschwitz, dove hanno vinto le austriache Anna e Eirini Alexandri. A Fukuoka hanno aggiunto nuove difficoltà all’esercizio. Si esibiscono su The Phoenix di Stefano Simmaco, coreografia di Svetlana Romashina. In testa dopo i preliminari ci sono le campionesse del mondo in carica, le cinesi Wang Liuyi e Wang Qianyi.
quando | oggi ore 12.30 in tv su Rai 2 e Sky Summer
★★★☆☆ Il sincro femminile dalla piattaforma
Il dominio della Cina nei tuffi dovrebbe proseguire anche qui. Oa Sport parla di “un altro pianeta”. La coppia formata da Chen Yuxi e da Quan Hongchan “ha fatto decisamente un altro sport” con il loro triplo e mezzo avanti carpiato, il triplo e mezzo ritornato raggruppato, il doppio salto mortale e mezzo indietro con un avvitamento e mezzo. “Le due cinesi possono fare un po’ quello che vogliono”. Alle loro spalle nei preliminari le due americane Jessica Parratto/Delaney Schnell con 71.28 punti di distacco, le britanniche Andrea Spendolini Sirieix/Lois Toulson. L’Italia non aveva una coppia in gara.
quando | oggi ore 11 in tv su Rai 2 e Sky Summer