A casa lo chiamano Fabi. Ha iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni, tutto merito di papà che gli parlava sempre di sport. La terra battuta è la sua superficie preferita, la smorzata il colpo che ama di più. A chi gli domanda quale sia il torneo del cuore, non risponde Wimbledon o il Roland-Garros, ma il challenger di Bergamo, perché è il posto dove Fabian Marozsan è arrivato per la prima volta in una semifinale, novembre 2021. Ama il basket, le macchine, i film di Fast and Furious. Il suo idolo è Rafa Nadal e ne ha battuto l’erede, Carlos Alcaraz, nella partita maschile dal risultato più sorprendente – assai sorprendente – al Foro Italico finora.
David Loriot su L’Équipe lo definisce “un magiaro dal gioco cesellato” e scrive che Carlitos non è riuscito a domarlo, su “buchi, zolle, dossi” presenti tra la “terra battuta del campo centrale del Foro Italico, non di qualità irreprensibile”.
Ora, la terra non è di qualità irreprensibile, il montepremi delle donne non raggiunge quello degli uomini, i prezzi dei biglietti sono altissimi, tanto che il centrale del Foro è stato spesso vuoto in questi giorni. Saranno buoni i buffet, al Villaggio, chi lo sa.
“A due settimane dal Roland-Garros – fa notare L’Équipe – non è il momento di suonare l’allarme. Questa battuta d’arresto ci ricorda soprattutto che Alcaraz ha ancora solo 20 anni. Non ha avuto alcun riferimento dal suo avversario. Tenuto lontano dalla linea di fondo, impossibilitato a entrare in campo, ha sofferto e messo a segno la metà dei colpi vincenti dell’avversario [15 contro 30], ricorrendo alla palla corta molto presto nello scambio, non come piace a lui per farne un colpo d’attacco, ma come un’ammissione della sua impotenza a lungo termine. Quando dal suo angolo l’allenatore Juan Carlos Ferrero lo ha incoraggiato ad allungare gli scambi, Alcaraz li ha persi”.
Non si faceva battere da un giocatore fuori dai primi-100 dal novembre 2021, il francese Hugo Gaston a Parigi-Bercy. Proprio mentre Marozsan era a Bergamo. Steve Tignor sul magazine Tennis la definisce “una delle sconfitte più scioccanti della sua giovane carriera”.
Stefano Semeraro su La Stampa dice: “Che la nuova ondata di campioni non esca dallo stesso stampo della vecchia – Federer, Nadal, Djokovic… – lo sospettavamo. Il volto gentile e anonimo di Fabian Marozsan lo conferma. È bastata insomma una giornata uggiosa del campeon per ribaltare i valori, e che il tennis al momento viva di equilibri instabili lo ha dimostrato domenica anche la mezza cotta di Sinner (che ieri si è dato al padel con Totti) contro Shevchenko”.
Ubaldo Scanagatta su Ubitennis racconta le relazioni di Marozsan con l’Italia.
“Esultò di più quando l’anno scorso conquistò per il Tennis Matchball di Bagno a Ripoli il punto decisivo che valeva la promozione in serie A nel doppio dei playoff contro il Tennis EUR… Diversamente da quella volta, quando slanciò le braccia al cielo e poi abbracciò calorosamente il suo compagno di doppio, il marchigiano Lorenzo Sciahbasi, Fabian Marozsan, 23 anni e n.135 ATP, non si è concesso sul centrale del Foro Italico e in mezzo a un diluvio di applausi nemmeno la più piccola esultanza, che so…una smorfia, un sorriso.
Al suo primo torneo ATP il ragazzo di Szazhalombatta, piccola cittadina a 30 km da Budapest e nota per le sue raffinerie di petrolio, ha dato una lezione di tennis, e di smorzate, allo spagnolo pochi conoscevano, al di fuori di chi segue la Serie A e di chi lo aveva visto giocare già bene al Challenger di Cagliari una decina di giorni fa.
Questa vittoria, oltre all’immensa e impagabile soddisfazione, gli garantisce prima ancora di affrontare Borna Coric, la bella sommetta di 84.900 euro…non male per uno che nei campionati interclub italiani e francesi si accontenta di 3.000 euro a gettone di presenza (più il rimborso del viaggio). Marozsan è tesserato quest’anno per il terzo anno di fila al Tennis Club Matchball – dove in questi giorni si sta svolgendo un torneo WTA di 125.000 euro. Da dove è saltato fuori uno così, si chiedeva Ivan Ljubicic, ammiratissimo e non meno stupito. Un anno fa, il 10 maggio, si ritirava al primo turno di Zagabria con il nostro Bonadio: era n. 333 del mondo. Meno di un mese fa, il 25 aprile, ha perso qui a Roma al primo turno del torneo del Garden da Alexander Weis. Certi miracoli si fa fatica a spiegarli. Di Marozsan a Bagno a Ripoli ricordano anche una forzata esibizione nel karaoke insieme al compagno di doppio …perché erano stati i più lontani dall’indovinare il conto della cena della squadra. E quella, era stata la punizione. Avevano interpretato, fra le risate generali, la canzone Baby Shark”.
italianismi
Il parere del Ct Filippo Volandri
➣ Volandri, si è già spento il sogno di vedere una finale tra Sinner e Alcaraz. Immaginava un’uscita così precoce dello spagnolo?
«È stata una sorpresa, sicuramente, ma sono cose che nel tennis accadono e sono sempre accadute. Il giocatore che non ha nulla da perdere fa la partita della vita e gioca al 150 per cento, quello più forte magari arriva un po’ scarico e non conosce bene il rivale. Insomma sono incastri che abbiamo già visto. Alcaraz arrivava da una serie di tornei e passare da Madrid a Roma non è facile, sono condizioni completamente diverse».
➣ Lei conosce bene il giocatore ungherese.
«Certo, gioca tutti i Challenger con i nostri giovani, con Nardi, Maestrelli. È un ragazzo di talento, che sta crescendo, ma non immaginavamo un tale exploit. Mentre da Shevchenko, che domenica sera ha portato Sinner al terzo set, ci si poteva attendere una prestazione di alto livello».
➣ Sinner ha rischiato, ma è riuscito a domare il russo che sembrava scatenato.
«Shevchenko è bravo, si allena da tanto con uno come Bresnik che sa il fatto suo. Jannik però, pur non giocando benissimo per i primi due set è riuscito a cambiare marcia al momento giusto». – intervista di federica cocchi, la Gazzetta dello sport
Le sorprese del torneo femminile
Quattro nomi, per esempio. Kudermetova, Zheng, Haddad Maia o Kalinina. Una andrà in finale, nessuna era prevista nella parte inferiore del tabellone per i quarti. Tutte insieme sommano una sola finale WTA nei Masters 1000. Veronica Kudermetova è la testa di serie #11, arrivata al Foro Italico dopo una prima semifinale d’alto livello a Madrid. Beatrice Haddad Maia veniva dallo smarrimento di Madrid, dove aveva perso al primo turno contro quel baby fenomeno quindicenne di Mirra Andreeva. Ha eliminato Caroline Garcia. Anhelina Kalinina, testa di serie #30, ha fatto fuori Sofia Kenin e Madison Keys.