RUOTE
La doppietta di Laporte. Senza regali
Un’altra vittoria della Jumbo, un’altra vittoria di Christophe Laporte. Stavolta senza regali di un compagno facoltoso. “Se domenica, a Wevelgem, era rimasto molto rispettoso del dono del suo capitano Wout van Aert, che lo aveva lasciato vincere quando erano arrivati insieme, ieri ha fatto tutto da solo attaccando a quattro chilometri dalla fine”.
È una doppietta incredibile e senza eguali, continua La Gars su L’Équipe. Un altro corridore aveva già vinto Gand-Wevelgem e A Travers la Flandre nella stessa stagione, Walter Godefroot nel 1968, ma all’epoca le due corse erano separate da tre settimane. Il calendario è stato ridisegnato nel 2010. Da allora solo Tom Boonen nel 2012 e Greg Van Avermaet nel 2017 sono riusciti a vincere due corse nelle Fiandre nel giro di tre giorni, Harelbeke e Gand-Wevelgem.
“Il che rende l’impresa di Laporte ancora più clamorosa” esulta il giornale francese.
Lui racconta che aveva iniziato il suo mese di marzo con un malore, un’influenza che lo aveva costretto a tirare una riga sulla Parigi-Nizza e che aveva quasi rovinato la sua preparazione per le classiche. Una febbre che lo aveva indebolito.
La fidanzata di Pantani è tornata a Cesenatico
“Nel nome di Marco” titola la Gazzetta riferendo del ritorno a Cesenatico dopo vent’anni di Christina. Aveva lasciato la Romagna nell’estate 2003. È tornata per riabbracciare i genitori di Pantani. Pier Bergonzi racconta: “Christina scende dal treno di fronte al cartello con la scritta bianca “Cesenatico” su fondo blu e i ricordi si arrampicano più veloci di Marco Pantani sull’Alpe d’Huez. Quando il Pirata vinceva e ai cronisti che gli chiedevano perché andasse così forte in salita lui rispondeva con quello sguardo laser «… per abbreviare l’agonia»”.
Sì, vero. È una frase celebre di Pantani. La disse a Gianni Mura.
Continua Bergonzi: “Christina Jonsson è stata la storica fidanzata di Marco Pantani. L’aveva conosciuto nell’inverno del 1995, quando lei, danese, cercava lavoro nella Riviera romagnola e Marco era già un campione emergente nel nostro ciclismo. Lei ballava sui cubi, lui la prese per mano e per sette anni hanno ballato insieme sui saliscendi (nel loro caso sulle montagne russe) della vita. Christina ha vissuto gli anni più belli di quel Pirata che aveva conquistato il mondo a pedali, ma anche gli anni della caduta vertiginosa con quelle devastanti conseguenze che hanno portato Pantani a morire a Rimini, nell’algida stanza del residence Le Rose, il 14 febbraio del 2004, in circostanze che lasciano ancora tante, troppe domande aperte. Marco aveva solo 34 anni”.
Le parole di lei: «La morte di Marco mi ha piegata Non potevo pronunciarne il nome. Ma non c’è stato giorno in cui non abbia in qualche modo pensato a Marco. Quando ci ha lasciato, mi sono sentita sconfitta e distrutta. Piegata da un dolore così forte che ancora non ho superato del tutto. Ci sono voluti tanti anni di lavoro su di me per andare oltre, in qualche modo. Fino a poco tempo fa, stavo male appena sentivo qualcuno che parlava o raccontava di lui. Non sopportavo, e non sopporto ancora, chi ne parla male. Ho prenotato e cancellato più volte i biglietti per venire a Cesenatico. Ci pensavo da anni, ma ho dovuto lavorare tantissimo su di me per riuscirci. È stato come superare l’esame più importante della mia vita. Avevo il timore che nulla fosse più come prima, che la città e le persone mi potessero respingere e invece è stato tutto facile, tutto bello e intenso».
titoli | La Stampa: “Sainz: Le gomme sono troppo calde, questo è il problema” – Domenica a Melbourne il Gp d’Australia. La Ferrari prepara le modifiche. Per Imola, però.
◇ Corriere dello sport-stadio: “La Ferrari apre il cantiere delle correzioni” – Da Melbourne al Montmelò: due mesi per “aggiustare” la SF-23 e ritrovarsi. Sotto esame sospensioni posteriori, scivolo, fondo. Caccia al primo podio dove un anno fa la fuga di Leclerc illuse. Da domani si cercherà il male misterioso delle Rosse: piccole novità aerodinamiche a Imola e passo decisivo poi in Spagna