Storia dell’inseguimento quasi finito di Shiffrin a Vonn

VITE OLIMPICHE

Storia dell’inseguimento quasi finito di Shiffrin a Vonn

 

  Le ultime cinque volte che abbiamo acceso la tv per vedere una gara di sci, ha vinto sempre lei. Cinque successi consecutivi in tre specialità differenti. Sarebbe un’impresa storica per chiunque, Mikaela Shiffrin l’aveva già fatta nel 2018. Così, dopo l’ultimo successo in slalom a Zagabria, in Coppa del mondo ha raggiunto il totale di 81, a uno solo di distanza dal record di tutti i tempi di Lindsey Vonn. Oggi c’è la prima occasione per l’aggancio, poi penserà al primato assoluto di Ingemar Stenmark, a 86. Restano 6 giganti, 5 slalom, 5 discese e 7 super-G. 

Gianmario Bonzi, voce di Eurosport, dice che l’americana è stata spettacolare nella seconda manche, sembrava sciasse con pista liscia. Lo sci alpino ha prodotti tanti fenomeni fin dagli anni ’30 del secolo scorso, ma probabilmente una così non si è mai vista e mai più si vedrà. Deve ancora compiere 28 anni e ha dichiarato di voler continuare a lungo. L’asticella per lei è posta ora verso quota 100 successi nel circuito, visto che a breve batterà i record di #Vonn e #Stenmark. Come Bjoergen e Kissling, ma in altri sport. Impressionante

 

Marca la mette sulla mitologia e parla di caccia fra dee. L’11 marzo del 2011 era il giorno del debutto di Mikaela in una gara di Coppa del mondo, a Spindleruv Mlýn, due giorni dopo avrebbe compiuto 16 anni. Il mondo guardava in tv le immagini dal Giappone, con lo tsunami e il disastro nucleare di Fukushima. Mourinho si lamentava del cattivo trattamento che il Real riceveva dagli arbitri. Lindsey Vonn aveva 41 vittorie di vantaggio sulla ragazzina uscita dal cancelletto con il pettorale numero 46 e la licenza FIS numero 6535237. 

Fece il terzo peggior tempo della prima tappa, 4 secondi più lenta della tedesca Viktoria Rebensburg. 

Per la sua prima vittoria, lo sci ha dovuto aspettare un anno e nove mesi. Successe il 20 dicembre del 2012. Solo interventi flash, a voi Are: Vonn 57-Shiffrin 1. Quell’uno era uno slalom [modestamente], con lei sul podio salirono la svedese Frida Hansdotter e la slovena Tina Maze. Prima che Lindsey tornasse a vincere, Mikaela si spinse a quota tre, fra Zagabria e Flachau. Due mesi dopo, il duello era sul 60-10, quando ai Mondiali di Schladming Vonn cadde nel Super-G, si ruppe il ginocchio destro, frattura del crociato e del collaterale mediale, anche la tibia uscì malmessa. In quel lasso di tempo senza di lei in circuito, Shiffrin mise nella sacca delle competenze anche la velocità, imparando come ci si getta in discesa a 100 e passa all’ora 

Dall’infortunio, Lindsey Vonn tornò forte come prima. Tra dicembre 2014 e febbraio 2016 accumulò altre 16 vittorie. Furono i giorni del Vail Express e del sorpasso alle 62 storiche vittorie di Annemarie Moser-Proell. Si fece male di nuovo nell’ottobre del 2016, al braccio destro durante l’allenamento, a Garmisch tornò per fare prima in discesa, la 77esima perla, con la Shiffrin a 27, staccata di cinquanta, ma ormai tutti – scrive Marca in questa ricca ricostruzione – sapevano cosa riservava il futuro

Quando il 18 marzo del 2018, Lindsey Vonn ha vinto per l’ultima volta in Coppa del Mondo, con sei millesimi su Sofia Goggia e 0.28 su Alice McKennis, il risultato era di 82-42. Ne manca una. Sulla Crveni spust, la pista rossa, stanno facendo il conto alla rovescia. 

 

La Gazzetta dello sport: Stagione corta e meno gare per salvare lo sci” –  A Garmisch e Zagabria si sono corsi due slalom in mezzo ai prati verdi. È un’emergenza: servirebbe almeno un calendario più flessibile

 

in tv oggi ore 14.45 e 17.45 Raisport ed Eurosport: slalom da Zagabria 

Il fiore all’occhiello verso il deferimento

▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔

La procura della federazione ginnastica ha notificato una intenzione di deferimento a Emanuela Maccarani, direttrice tecnica della Nazionale di ritmica, e alla sua assistente Olga Tishina, per gli abusi denunciati nei mesi scorsi dalle ex nazionali Nina Corradini e Anna Basta al quotidiano la Repubblica. Sui fatti accaduti nell’Accademia di Desio c’è anche un’indagine penale della Procura di Monza. Le allenatrici sono accusate di aver adottato  «metodi di allenamento non conformi ai doveri di correttezza e di professionalità, in particolare esercitando in maniera impropria la gestione del peso delle ginnaste, operando un controllo quotidiano e a fronte di variazioni del peso anche di modesta entità, ponendo in essere pressioni psicologiche». Ancora: «In particolare commentando con frasi offensive, omettendo di dotarsi di un adeguato supporto scientifico – scrive la procura – provocando così in alcune ginnaste l’insorgere di disturbi alimentari e psicologici».

La Stampa considera che per Maccarani sembra ormai vicino il momento di allontanarsi dalla pedana dell’Accademia internazionale di Desio e lasciare la sua squadra. E ovviamente interrompere la preparazione atletica per le prossime Olimpiadi. Il contratto di Maccarani è scaduto lo scorso 31 dicembre, mentre il prossimo 12 gennaio si riuniranno i vertici della Federazione Ginnastica, guidata dal presidente Tecchi: la maggioranza pare assolutamente determinata a non dare il via libera al rinnovo. E sempre a gennaio si capirà se sarà Maccarani a auto-sospendersi dal Coni, di cui è membro del comitato direttivo.

Riccardo Caponetti su Repubblica scrive che gli animi in Viale Tiziano sono tesi, tra chi spera in un cambio netto del movimento e chi invece non vorrebbe disperdere il patrimonio tecnico rappresentato da Maccarani in vista delle qualificazioni alle Olimpiadi del 2024. Di sicuro, con queste accuse comincia a perdere i pezzi un sistema che, per il presidente del Coni Malagò, era «il fiore all’occhiello del movimento sportivo italiano»

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.