Il colpo di Milano a Bologna
74-96 Milano ha battuto la Virtus per la prima volta in stagione, dopo le sconfitte in Supercoppa e in Eurolega, anzi “è riuscita a stravincere – scrive Walter Fuochi su Repubblica – e forse ne porterà a casa un po’ più dei canonici due punti”. La descrive come “una partita mai nata, o una morte annunciata”, per “una Virtus piccola e fragile, perfino intimidita da muscoli e cinismo della rivale infinita. Un solo vantaggio in 40′, un precoce 5-4, poi nient’ altro di buono, a saziare una platea da 9.457 astanti, questa solo, nella notte, da primato”. Parla di “sprofondi di Shengelia tra le fauci di Melli, spari nel buio di Belinelli, poco dagli altri”.
Giuseppe Sciascia sul Corriere della sera sottolinea come “nella prova di forza del collettivo lombardo è Brandon Davies il fulcro di un attacco sinfonico (65% da 2 e 46% da 3). Il pivot ex Barcellona (23 punti con 8/12 al tiro e 4 assist) è incontenibile sia in coppia con Melli che con Hines, aprendo spazi per i tiri di Baron (17 con 5/8 da 3) e le iniziative di Luwawu-Cabarrot (17). In attesa di Shields e Pangos, l’Olimpia ha trovato il suo equilibrio per dare un segnale forte”.
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MIGUEL SON MI Il Ct Gian Marco Pozzecco
«Intanto il 2023 mi dovrebbe dare una figlia. A 50 anni sono andato un po’ lungo, quasi anacronistico, ma non vedo l’ora che nasca. … Con la Federazione abbiamo creato il senso di appartenenza e le premesse per essere una famiglia. Passione, professionalità, empatia e altruismo. Mi piace ogni aspetto che impone il mio ruolo: anche la semplice presenza a supporto dei miei colleghi delle Nazionali giovanili. A me non piace comandare, ma suggerire. Anche quando alleno: l’allenatore non è quello che impone il suo credo, ma quello che dà ai giocatori la passione e la voglia di giocare insieme. Viva la gestione familiare, che non significa poco professionale».
E che significa per Pozzecco?
«L’esempio che mi viene in mente sono le partite a sette e mezzo da piccolo: mio nonno gestiva tutto e teneva il banco, noi bambini impazzivamo per dei piatti da 50,100 o 200 lire che ci sembravano ricchissimi e gli altri ci venivano dietro. Familiarità, agonismo e divertimento sono requisiti fondamentali per fare bene il proprio lavoro nel basket e nello sport. Anche se il vero obiettivo è regalare emozioni alla gente che ci guarda».
Parole da capofamiglia. Eppure molti la considerano un “ct mediatico”: a lei suona come un’offesa?
«Non mi disturba. Semplicemente, che sia un’osservazione vera o no, non ci perdo tempo. Sono focalizzato su altro: giocatori, staff, presidente e federazione. Il giudizio sul sottoscritto è l’ultima cosa che conta. Quella più importante è che i ragazzi possano giocare».
Banchero si trova in mezzo a due situazioni e non sa quale scegliere: l’Italia o gli Usa?
«Dovremmo essere felici già che esista questa possibilità. Se dovesse avverarsi sarebbe un qualcosa di spettacolare, non solo cestisticamente. Io sarei entusiasta di usufruirne» Dopo il viaggio a Orlando vi siete sentiti di nuovo? «I Magic, dopo il nostro incontro, hanno fatto filotto. Ho scritto a Paolo: “Mi hai visto una volta e hai vinto otto partite di fila”. Ho portato fortuna anche a Fontecchio, ero in tribuna quando ha segnato il canestro decisivo in Jazz-Warriors. “Ora mi farai venire sempre a Salt Lake City”, gli ho detto». – intervista di matteo de santis, La Stampa
LA PARTWEET Chi non gioca, giochi. Chi gioca, si lamenta
“«28/12 trasferta a Brescia, 01/01 (oggi) trasferta a Crema. Era la prima volta nella mia vita che giocavo una partita l’1 gennaio. Ma ora mi chiedo, perché? Con un campionato italiano che finisce il 26 marzo? Non c’era veramente possibilità di spostare questa partita? Giocando anche l’Eurolega di solito abbiamo un giorno libero ogni due settimane. Avere più giorni liberi nella pausa natalizia sarebbe stato essenziale per affrontare una seconda parte di stagione fitta di partite sempre più importanti dove ci si gioca veramente la stagione sia in Italia che in Europa. Ma a quanto pare siamo tutti delle macchine, no? Grazie per un bellissimo calendario come sempre Lega Basket Femminile spero, a nome di tutte noi, che per il 2023 possiate pensare di fare un calendario normale»” | Cecilia Zandalasini – nazionale, Virtus Bologna