Gli scacchi a capo scoperto
Non è la scacchiera che bisogna guardare e nemmeno il mento poggiato nel palmo della mano, come fanno scrittrici e scrittori nella quarta di copertina. Non è lo sguardo concentrato, il cuore della foto, ma i capelli di Sarasadat Khademalsharieh, definita da Ciro Pellegrino di Fan Page la vera Regina degli scacchi. Ai Mondiali di Almaty in Kazakistan s’è presentata sotto la bandiera dell’Iran, ma non sotto il velo islamico, obbligatorio per le atlete all’estero.
Caterina Soffici ne scrive stamattina su La Stampa parlando di una ragazza normale in una foto che non lo è, ma che rappresenta “un nuovo, ulteriore schiaffo di sfida al regime teocratico iraniano. Sara ha usato il palcoscenico e la visibilità internazionale del campionato del mondo di scacchi per mandare il suo messaggio pro democrazia. Un messaggio senza parole, ma eloquente”.
Scrive Gabriella Colarusso su Repubblica che “le immagini di lei che guarda in camera con i capelli lunghi che scorrono sul maglione, i gomiti appoggiati sul tavolo di gioco, sono state pubblicate da due giornali, Khabarvarzeshi ed Etemad, e hanno presto fatto il giro della rete”.
Al rientro Khademalsharieh rischia l’arresto come Elnaz Rekabi, l’atleta dell’arrampicata sportiva che andò a capo scoperto in Corea del Sud, venne fermata all’aeroporto e ritrattò, disse che il velo le era scivolato, non se ne era accorta, per evitare minacce alla famiglia. È stata fermata e interrogata lo stesso, nella sua casa c’è stato un incendio.
Scrive La Stampa che Khademalsharieh non è nuova a prese di posizione coraggiose. Cinque anni fa si schierò contro il boicottaggio delle americane che non volevano andare in Iran a un campionato. Disse: non è così che ci aiutate. Ha 25 anni, è sposata con Ardeshir Ahmadi, regista e presentatore iraniano-canadese, autore di documentari sui musicisti rap e pop dell’Iran, arrestato più volte “con accuse poco chiare. Ha passato anche alcune settimane nel terribile carcere di Evin- leggiamo – il luogo dove si intimoriscono e si minacciano i dissidenti, i “nemici della patria”. Poi è stato rilasciato su cauzione”.
Anche un’altra giocatrice iraniana sta giocando in Kazakistan a capo scoperto, si chiama Atousa Pourkashian, in gara per gli USA, dove vive da diversi anni.