lunedì 24 maggio 1982
#1 Mundial
▻ Sono trascorsi otto giorni dalla fine di un campionato che ha lasciato una coda di polemiche e di veleni per il suo epilogo. Sulla volata scudetto hanno inciso due decisioni arbitrali di cui ancora si discute: il rigore di Brady con cui la Juventus ha vinto lo scudetto a Catanzaro, il gol annullato a Graziani della Fiorentina contro il Cagliari.
C’è il rischio adesso che ne soffra la Nazionale, in ritiro ad Alassio in vista del Mundial, al via il 13 giugno in Spagna. Con un’ultima decisione che il Ct Enzo Bearzot deve ancora prendere.
L‘operazione Mundial del calcio italiano è entrata nella fase cruciale. I 21 azzurri convocati raggiungeranno venerdì Ginevra, dove la Nazionale giocherà contro la Svizzera l’ultima amichevole prima di partire per la Spagna. Un buon test, nonostante gli svizzeri abbiano fallito la qualificazione. Dopo oltre due anni, Bearzot potrà ripresentare al centro dell’attacco Paolo Rossi, che ha finito di scontare la squalifica per lo scandalo del calcioscommesse.
La Svizzera è la Nazionale che l’Italia ha incontrato più volte. C’è un grosso divario di storia e tradizione tra noi e loro: 22 vittorie azzurre in 42 partite, con 14 pareggi e 6 sconfitte. Un’avversaria, insomma, che se ti capita nel girone di qualificazione per un Mondiale, non mette addosso particolari timori. L’Italia dovrebbe presentarsi con Zoff, Gentile, Cabrini; Marini, Collovati, Scirea; Conti (o Causio), Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani.
Secondo Bruno Bernardi su La Stampa “Bearzot potrebbe anche ricorrere ad una sola punta, con due ali tornanti (Conti e Massaro) come a Lipsia, pur cercando di mantenersi fedele allo schema tradizionale che prevede due punte e mezzo”.
Le conseguenze dello scudetto conteso
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Prima della partenza per Milano, il presidente federale Federico Sordillo è stato invitato a commentare le polemiche con cui è stata accolta la vittoria della Juve in campionato. Sordillo ha replicato che «non deve esistere nessun sospetto sulla regolarità del torneo» e ha negato che la federazione abbia tifato per qualcuno o perché le due squadre non arrivassero a pari punti, così da non dover disporre l’appendice di uno spareggio e compromettere la preparazione della Nazionale al Mundial.
«Avevamo perfino fissato la data dell’eventuale spareggio, per il 22 maggio. Il consiglio federale aveva lasciato in sospeso solo la sede. Io spingevo per Milano, ambienti governativi ci chiedevano Roma».
Sull’epilogo del campionato, ha scherzato in ritiro Claudio Gentile con Giancarlo Antognoni. I giornali riferiscono di una battuta durante l’allenamento della Nazionale. Il difensore della Juventus avrebbe preso in disparte il centrocampista della Fiorentina per dirgli: «Dovremo operarti di nuovo, per farti togliere dalla testa l’idea che ti è stato rubato lo scudetto». Come ricordate, lo scorso 22 novembre 1981 ebbe uno scontro di gioco con il portiere del Genoa, Silvano Martina, e riportò una frattura alle ossa craniche e una temporanea interruzione del battito cardiaco. Venne rianimato dall’intervento del medico rossoblù, Pierluigi Gatto e dal massaggiatore fiorentino Ennio Raveggi.
Bettega o Selvaggi come 22esimo
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Resta da conoscere l’ultimo nome dei convocati. Il ventiduesimo. Il Ct deve scegliere tra il convalescente Bettega oppure Selvaggi. Stamattina c’è una posizione molto ferma di Mario Gherarducci sul Corriere della sera. Si domanda fino a che punto si può spingere la virtù della riconoscenza nel calcio e in particolar modo quella di Bearzot.
“Avviato verso i trentadue anni, una quarantina di presenze azzurre alle spalle, catapultato in nazionale nel ’75 con l’ingrato compito di indossare la maglia che era stata di Riva, Bettega viene considerato – per carisma, cultura, personalità e doti tecniche – una specie di «padrino» del club Italia di Bearzot, che al suo pupillo ha finanche consentito in passato di accusare malanni diplomatici pur di saltare qualche «amichevole» di scarso impegno o di modesto significato.
Adesso si dà però il caso che Bettega sia assente dai campi da gioco da oltre sei mesi e che soltanto pochi giorni fa sia stato sottoposto ad un nuovo intervento per consentirgli di recuperare la piena funzionalità della gamba sinistra. La storia del pallone insegna che nessun calciatore al mondo, per quanto giovane e forte, può ritrovare la migliore condizione in un paio di settimane dopo essere stato a riposo per quasi trenta. E Bettega non è più un ragazzo, né le sue caratteristiche fisiche sono quelle di una… forza della natura. L’ostinazione di Bearzot deve essere evidentemente dettata da un debito di gratitudine nei confronti di Bettega, che quattro anni or sono in Argentina fu tra gli artefici di quel quarto posto che resta il fiore all’occhiello del nostro cittì. Ma anche la gratitudine deve farsi da parte quando si scontra brutalmente con la logica più elementare”.
Il quotidiano fa notare che le scommesse di Bearzot (scusate la parola) sarebbero a questo punto troppe. Bettega + Rossi. “La nazionale azzurra – si legge – continua a sperare nei miracoli. Spera che Bettega guarisca all’improvviso; che a Rossi non pesino i due anni di inattività e che in Spagna rinverdisca gli onori del formato Argentina. Pur sperando in tutti questi miracoll, però, ieri, domenica, non un solo giocatore si è recato a messa”.
Sul Guerin Sportivo uscito mercoledì scorso, lo scrittore Oreste Del Buono diceva: “Per l’esattezza, vorrei precisare a quanti gridano venduto a Rossi, che Rossi, anche a dar credito alla giustizia sportiva, non avrebbe venduto nulla, caso mai avrebbe comprato. Nel corso di un accordo altrui per truccare una partita a fine di scommessa, lui avrebbe dichiarato la sua disponibilità a segnare due gol. E li avrebbe segnati. Dunque, per l’esattezza, bisognerebbe caso mai gridargli: compratore, acquirente o qualcosa del genere. Lo so, non farebbe la stessa impressione e, soprattutto, non darebbe, a chi grida, l’illusione di essere una persona onesta, intemerata… Lasciamo perdere. Trovo, comunque, che si potrebbero dimenticare le fazioni sportive per sostenere la nazionale. Perché, anche se Bearzot è stato accontentato, non avrà tra i piedi uno spareggio ed è, quindi, in grado di convocare subito i suoi pulcioni, l’impresa di scuoterli e tirarli su dal mediocre livello tecnico in cui vegetano sempre più, non si presenta troppo facile…”
| specchi Il dualismo di Causio con Conti
«Non creiamo un dualismo che non esiste», dice il veterano. «Non c’è nessun problema. Se non ci fosse Causio, dovrebbe per forza esserci qualcun altro», aggiunge Conti. I due sono in ballottaggio nel ruolo di ala destra. «Se non ho ancora chiesto qualche consiglio a Causio dice il giocatore della Roma – è soltanto perché non so se sarò io a giocare. Se e quando ne sarò certo, lo farò sicuramente».
«Siamo qui proprio per darci una mano – conferma il bianconero – Conti non è un novellino».
Secondo molti giornali stamattina, esiste poi una terza possibilità, che Causio e Conti giochino assieme: il primo sulla destra, il secondo a sinistra al posto di Bettega, se quest’ultimo dovesse rendere vane le attese di Bearzot.
Cose che accadono ai difensori
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figurine | Il privato del giovane Bergomi
La Gazzetta dello sport dedica un ritratto al giovane difensore dell’Inter chiamato da Bearzot in Nazionale. “Milanese purosangue, risiede a Settala con la madre Franca e con il fratello Carlo, impiegato di banca, più vecchio di lui di 4 anni. Il padre lo ha perso due anni fa a causa di un male incurabile. A Settala la famiglia Bergomi possiede un distributore di benzina con annesso autolavaggio, attualmente dato in affitto. Beppe Bergomi ha una ragazza, Roberta, di 17 anni ma non è una cosa ufficiale. «Per ora a sposarmi non ci penso proprio. Sono un tipo abbastanza chiuso, non parlo molto; solo coi miei amici riesco ad aprirmi. Però sono molto più allegro di quanto non sembri. È difficile giudicarsi, non so se certe mie inclinazioni possono essere considerate virtù o difetti. In campo sono un generoso ma anche un impulsivo; nella vita invece sono molto riflessivo ma non tanto generoso, sono tenace, paziente. Non ho vere e proprie passioni al di fuori del calcio. Mi piace la fotografia. Mi piace andare in discoteca ad ascoltare musica, però non so ballare. Degli altri sport amo il tennis, ma gioco male, e soprattutto il basket. Sono un accanito tifoso del Billy. Se non mi avessero fatto giocare, avrei chiesto di essere ceduto. Ero stanco della Primavera, nella quale avevo militato già per 2 anni. Sogno di rimanere il più a lungo possibile nell’Inter e di diventare un punto fisso della Nazionale».
figurine | La via di fuga per Collovati
Da ieri pomeriggio, lo stopper del Milan retrocesso in B è in vendita. La decisione, “sofferta e difficile” secondo il Corriere della sera, è stata presa e annunciata dal presidente Giussy Farina, giunto nel ritiro di Alassio in compagnia del vicepresidente Gianni Rivera.
Farina ha avuto un colloquio con Collovati. «Il giocatore – ha detto Farina – sarebbe stato disposto a scendere in B, io però ho capito che preferirebbe di gran lunga continuare a giocare in serie A. Cercheremo di accontentarlo in tutti i modi, perché se lo merita».
Fiorentina e Inter sono le squadre dove più probabilmente potrebbe finire, Juventus e Roma vengono più staccate. «Non intendo mettere in piedi un’asta. A noi interessa una contropartita tecnica. Vedremo chi ci offrirà i giocatori migliori, che dovranno essere di gradimento di Castagner».
mercato Che cosa manca a Juventus e Fiorentina | Corriere della sera: “Squilli di rivolta contro la Juventus” – Ma per ora è la Signora che domina il mercato con Boniek e Platini. Sulla panchina dei campioni manca un vero erede di Zoff. Fiorentina ricomincia da tre: Passarella, Schachner e Collovati ➔ Annibale Frossi ha scritto: “Ha la difesa più assestata del campionato: ne fa testo il numero dei gol subiti e le convocazioni in nazionale. Zoff, nonostante gli anni, ha attenuato i pericoli della usura con i tonici dell’esperienza e con i freni di una sana condotta di vita. Scirea è sempre un grande libero, Gentile e Cabrini non la cedono a nessuno. Brio, di grintosa diligenza sull’uomo, non ha ricevuto molti elogi. Io andrei cauto nel cercare un sostituto perché ho avuto l’impressione che i suoi intenti siano rivolti ad un progressivo miglioramento, tecnico del gioco. A centrocampo ed in attacco dispone di un organico di valore mondiale con l’arrivo di Platini e di Boniek. I due stranieri sono in grado di rinnovare la coordinazione delle più grandi mezzali, con Platini che inventa e con Boniek che corre. Anche la panchina è ricca, ma proprio qui vi aggiungerei un portiere di sicuro rendimento in considerazione che gli anni a Zoff potrebbero pesare il doppio.
Nel giudicare la Fiorentina mi trovo maledettamente a disagio. Il motivo è semplicissimo: i due giocatori, Graziani e Bertoni, di maggior nome in uno con Antognoni, hanno reso nell’ultimo campionato al di sotto delle loro possibilità. Tuttavia mi fiderei della loro classe perché mi sembra almeno con quanto offre il mercato nazionale – poco probabile che si possa far scendere in campo una prima linea più forte dell’attuale, ossia di quella formata da Bertoni, Pecci, Graziani, Antognoni e Massaro. La difesa con l’acquisto di Passarella, che non ha bisogno di presentazioni, si è potenziata”.
In ritiro c’è pure un cineoperatore
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I giornali stamattina danno conto del vertice tra dirigenti della federazione e giocatori per discutere dei premi. È durato 45 minuti, poi Sordillo è tornato a Milano. Rivedrà la commissione venerdì a Ginevra, prima dell’amichevole con la Svizzera. Una terza e ultima riunione avrà luogo direttamente a Vigo, dove l’Italia giocherà le partite del suo girone. Il Corriere della sera ipotizza che la base di discussione sia la seguente: 10 milioni di lire a testa per l’eliminazione al primo turno, 50-60 per il passaggio alla seconda fase, 80 milioni per la qualificazione alla semifinale, 100 per il passaggio alla finale.
Dal 2 giugno in poi, ogni giocatore riceverà una diaria per le piccole spese: 100 dollari. Della comitiva, fra l’altro, fanno parte quattro allenatori, un medico, tre massaggiatori, due magazzinieri e anche un cineoperatore, che ogni sera proietta un film in ritiro. Inoltre accompagnano la squadra un interprete, un suo aiutante, un funzionario addetto a Bearzot, un capo comitiva, sette dirigenti federali, un cuoco.
L’invito al presidente Pertini | Insieme a questa allegra brigata, la città di Vigo vorrebbe accogliere anche il presidente della Repubblica, Sandro Pertini. È stato invitato ad assistere ad almeno una partita dal sindaco della città nel nord della Spagna, Soto Ferreiro. Sabato ha rinnovato pubblicamente l’invito, Sordillo lo inoltrerà per vie ufficiali. Figuriamoci se Pertini si muove dal Quirinale per una partita di calcio.
addii | È morto il terzino del grande Bologna, Felice Gasperi, 89 anni, sei presenze in Nazionale. Era ricoverato da qualche anno nella clinica Villa Serena di Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara. Il corpo di Gasperi è stato ritrovato ieri pomeriggio a qualche km di distanza dalla casa di cura. Gasperi si era allontanato sabato mattina senza avvertire. Aveva esordito in Nazionale nell’aprile del 1928 a Oporto, in una partita persa per 4-1 contro il Portogallo.
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mondi
Il Barcellona vuole Maradona
Fuocherello, fuocherello, dice il Mundo Deportivo stamattina, dedicando la prima pagina alle intenzioni del Barcellona di chiudere l’acquisto di Diego Armando Maradona prima che cominci il Mundial. “Tutto sembra indicare che il direttivo del Barça voglia accelerare il processo di trasferimento e chiudere l’operazione. Non è da escludere un blitz a Buenos Aires per definire l’accordo, un viaggio che sarebbe seguito da un’assemblea straordinaria degli azionisti, in cui Josep Núñez esporrebbe le sue considerazioni sulla trattativa. Il prezzo è stimato in circa 900 milioni di pesetas. “Maradona non è solo un grande calciatore, ma è un’impresa, una multinazionale”, scrive El País stamattina in prima pagina.
C’è nervosismo nel ritiro a Novi Sad della Jugoslavia, avversaria nel girone di Spagna, Honduras e Irlanda del Nord. “Un nuovo scandalo”, titola il quotidiano belgradese Politika. Quella famosa industria tedesca di calzature ha sospeso la fornitura alla squadra, perché i calciatori della Nazionale avrebbero tradito gli impegni presi con lo sponsor. Hanno firmato un accordo per calzare le scarpe in questione non solo in partita, ma anche quotidianamente in allenamento. Invece non lo fanno. Il rappresentante dell’azienda se n’è accorto proprio arrivando a Novi Sad. Ha convocato i giornalisti e ha fatto esplodere il caso, minacciando di mandare la Jugoslavia scalza e pure ignuda al Mundial.
che altro succede mentre aspettiamo il Mundial
La vittoria di Riccardo Patrese al GP di Montecarlo
Ulderico Manzi ha scritto sul Corriere della sera: “Quel vento imprevedibile che si chiama Mistral, ha portato un italiano sul podio del vincitore. Ferrari e Villeneuve erano dei miti che si completavano. Ferrari aveva ritrovato un Nuvolari. Gli italiani si esaltavano per un campione che dava tutto se stesso, spingendosi ai limiti del traguardo estremo, varcato sui verdi prati di Zolder. Una voce s’era alzata durante le prove del gran premio al passaggio di Didier Pironi, chiuso dalla sua tuta rossa: – Pironi, Gilles ti guarda. E Didier, che capisce l’italiano, aveva alzato uno sguardo costernato in direzione della tribuna. Adesso, i compatrioti gridano: – Patrese sei un dio. E Riccardo firma autografi, stringe mani che si protendono verso di lui, verso il nuovo mito. Riccardo dice: – Dedico questa vittoria a chi mi vuole bene. Gli ricordo: – E Gilles? Non ha il tempo di rispondermi. Il vortice del successo, una marea di amici fotografi e giornali”
Athos Evangelisti sulla Gazzetta dello sport considera: “Su Montecarlo è gravata un’ombra: l’assenza di Gilles Villeneuve. La vittoria di Riccardo Patrese, pilota bravo quanto generoso, e la forse inaspettata bella prova della solitaria Ferrari di Didier Pironi non ci aiutano a dimenticare il piccolo canadese, tuttavia hanno aiutato il mondo dei gran premi a riprendere il suo cammino. La gara di Monaco andrebbe comunque presa ad esempio. La Formula 1 così com’è – uomini, macchine, circuiti – ha la capacità di offrire entusiasmanti spettacoli sportivi, com’è successo ieri. Perché allora non lasciarla tranquilla? Perché avvilirla continuamente con inutili, vuote e pericolose polemiche?”.
ruote Il Giro d’Italia | Poche ore dopo aver appreso di essere diventato per la prima volta papà, Beppe Saronni ha ottenuto la sua seconda vittoria di tappa al Giro d’Italia, in volata al traguardo di Palermo, precedendo Gavazzi, Moser e il francese Hinault. Grazie al gioco degli abbuoni, Saronni in classifica ha affiancato Contini al terzo posto, a 24″ dalla maglia rosa che resta sulle spalle di Moser.
tennis Gli Internazionali d’Italia | La Gazzetta dello sport: “Roma lancia un nuovo campione: Gomez” ➔ Rino Tommasi ha scritto: “L’equilibrio che aveva caratterizzato tutto il torneo, rendendolo interessante malgrado le assenze dei grandi nomi, si è spezzato in una finale che l’ecuadoriano Andres Gomez ha letteralmente dominato. Dopo aver regolarmente perduto un set in tutti e cinque i suoi precedenti incontri, Gomez non ne ha concesso nemmeno uno all’americano Eliot Teltscher, che pure veniva accreditato di una maggiore esperienza ed in ogni caso di una maggiore abitudine ai confronti importanti. Per Gomez, numero 16 nelle classifiche mondiali, si tratta naturalmente del più importante successo della carriera e soltanto del secondo in un torneo del Grand Prix dopo quello ottenuto l’anno scorso a Bordeaux. Gomez ha diretto il gioco fin dai primi scambi impedendo a Teltscher di sviluppare le sue progressioni dandogli palle lunghe ed arrotate contro le quali l’americano ha finito per smarrirsi perdendo regolarità e quindi fiducia.
Non c’è stato un momento di incertezza. Teltscher ha servito male (tre aces e tre doppi falli) perdendo sette volte su tredici la sua battuta. È la terza vittoria di un giocatore mancino, la terza consecutiva di un tennista sudamericano. Il torneo ha avuto 31.974 spettatori, undicimila meno della precedente edizione, per un incasso di 262 milioni. Purtroppo l’equilbrio e la scoperta di alcuni nomi nuovi non hanno compensato le numerose assenze”
vite olimpiche Le 10 fatiche di un Superman | Daley Thompson si è ripreso il record del mondo del decathlon, chiudendo le sue fatiche con 8707 punti a Götzis, in Austria, dove lo aveva già stabilito nel maggio di due anni fa. Lo ha strappato al tedesco Guido Kratschmer, che glielo aveva tolto il mese dopo. Ha corso i 100 in 10″49, i 400 in 46″86, si è migliorato nel salto in lungo (7,05) e nel getto del peso (15,31). Il Guardian ha scritto che “Thompson non partecipa mai a un evento se non si sente al massimo della condizione o se ritiene che non ci siano le condizioni per il record del mondo. Stavolta c’erano. L’anno scorso ha gareggiato solo una volta, a Saskatoon, e il suo tentativo è stato frustrato da una pioggia improvvisa”.
americhe Philadelphia in finale NBA | Prima che i Philadelphia 76ers detronizzassero alla fine i Boston Celtics (120-106) come campioni a Est, l’allenatore Billy Cunningham aveva detto che la squadra aveva bisogno principalmente di una grande partita di Julius Erving. Doctor J ha segnato una media di 24.4 punti durante la stagione regolare e una media di 17.4 punti in questa serie: non stava tirando bene né dal campo né dalla linea di tiro libero. Il New York Times scrive che “tutto ciò si è concluso, davanti a una folla di 15.320 spettatori, al Boston Garden, quando Erving ha trascinato i 76ers al successo. A partire da giovedì sera allo Spectrum, affronteranno i Los Angeles Lakers, campioni della Western Conference, per il titolo NBA”.
La guerra alle Isole Falkland
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titoli | Corriere della sera: “Contrattacco argentino, pesanti perdite” – Abbattuti ieri 6 aerei di Buenos Aires e colpita una fregata britannica durante l’assalto alle forze attestate nella baia di San Carlos. Ancora nulla di fatto all’ONU. Gli Stati Uniti confermano di aver già fornito «un certo aiuto militare» a Londra – Mosca accusa i Paesi che sostengono la Thatcher di essere responsabili dell’invasione. Danneggiato da missili argentini il transatlantico «Canberra» che trasporta nuove truppe?
Alberto Moravia ha scritto: “Secondo noi, l’assurdità viene dal disaccordo tra i motivi e sentimenti che hanno spinto i due paesi a farsi la guerra e mezzi bellici di cui essi si servono. I sentimenti e i motivi sono quelli del passato; i mezzi quelli del futuro. Come abbiamo già osservato le guerre del passato «potevano» anche essere belle perché ispiravano sentimenti nobili e strenui. Questo vuol dire che erano una faccenda, pur nella sua disumanità omicida, umana, nella quale l’uomo campeggiava, centrale e insopprimibile, con i suoi vizi e le sue virtù. Ma per essere umana, la guerra andava combattuta con armi alla misura dell’uomo, cioè armi che lasciassero all’uomo un margine di libertà di scelta tra il coraggio e la viltà, tra il sacrificio della vita e la salvaguardia della pelle. Erano, insomma, guerre combattute da uomini contro uomini e poco importava se la causa per la quale si combatteva fosse giusta o ingiusta. In fondo quello che contava, esistenzialmente, era combattere. Tutti questi bei ragionamenti non valgono per la guerra alle Falkland nella quale vengono adoperate armi né umane né disumane ma semplicemente scientifiche il cui carattere principale sembra essere il connubio tra «potenza» e «distanza»”.
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Lo Slalom 1982 rievoca i fatti accaduti nella strepitosa estate di quarant’anni fa, come se fosse stato scritto in tempo reale.
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Orson Welles diceva: il montaggio è tutto.
A cura di Angelo Carotenuto.
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