Secondo la NASA Duplantis è oltre la fisica

 

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Il Mondo visto da oltre sei metri a testa in giù

 

Al meeting di Belgrado, lo svedese Armand Duplantis ha battuto il primato del mondo di salto con l’asta. Lo ha portato a 6 metri e 19, migliorando di un centimetro il suo record di due anni fa

 

 

   ▻  Quando da sei metri e passa inizia il volo verso il basso, uno lo sa, uno lo capisce se ce l’ha fatta, se l’asticella rimarrà al suo posto, magari ballando un po’ – oppure se dispettosa verrà giù, se farà lo stesso tragitto in caduta verso il materasso. Quando da sei metri e diciannove centimetri Armand Duplantis detto Mondo ha iniziato la fase dell’atterraggio, era chiaro che non sarebbe andata a finire come negli altri tentativi che lui conta in cinquanta, forse per dire che sono stati un mucchio. Questa era di sicuro la volta buona, nell’arena dove tra 10 giorni cominceranno i Mondiali indoor. 

Ferdinando Savarese per Sprint News ha scritto che “prima o poi doveva succedere, erano quasi due anni che ci provava dopo aver vinto tutte le gare, ma oggi che è successo, non si può non definire mostruosa l’impresa di Mondo Duplantis”. 

Nella sua Svezia, su Aftonbladet, Mats Wennerholm considera che “non dovremo aspettare ancora a lungo per i 6,20. Ci sono voluti due anni, venti giorni e 51 tentativi per battere il vecchio 6,18 di Glasgow. Il prossimo record arriverà prima”. Annabelle Rolnin su l’Equipe ha scritto che “anche quando sei Armand Duplantis, salti con l’asta dall’età di 4 anni e hai qualità eccezionali, ci sono vette difficili da attraversare, come i dieci millimetri che lo hanno spesso lasciato frustrato”. 

Anche Secondo Tim Adams della rivista Athletics Weekly, “è sicuro che lo svedese avrà ulteriori possibilità di battere presto il proprio primato mondiale e superare 6,20. Questo è un segno del suo grande impatto sulla storia del salto con l’asta. Potrebbe finire per trascendere l’atletica”.

Sul Corriere dello sport-stadio, l’ex maratoneta Franco Fava scrive che “per la sua esecuzione, perfetta tecnicamente quanto frenetica in aria, lo svedese è stato ribattezzato “il Michelangelo dell’asta”. Intensa e in crescendo la sua finora breve carriera. Ieri sera a bordo pedana c’era la mamma, Helen Hedlund, ex pallavolista e oggi allenatrice, manager e consigliera del figliolo prodigio.  Durante la pandemia, quando i pochi voli rendevano difficoltoso il trasporto delle aste, era lei che dalla Svezia attraversava l’Europa in auto con il suo carico di aste. Il papà Greg vive in Louisiana, dove Mondo è nato e cresciuto prima di optare per la nazionalità svedese”. 

 

    Oh Mondo Mondo. Quando promette Mondo Duplantis mantiene: tre giorni fa lo aveva preannunciato. È proprio di un altro pianeta | @ Lia Capizzi

 

strumenti la progressione | Otto degli 11 salti migliori di sempre all’aperto sono di Sergej Bubka e tre sono suoi. Ma sono suoi anche otto dei migliori 10 salti indoor degli ultimi quattro anni. Sergei Bubka impiegò solo 14 mesi, da maggio 1984 a luglio 1985, per mangiarsi quindici centimetri in direzione del cielo, passando da 5,85 fino alla barriera dei sei metri. Fu il primo a passarla nella storia. Resta tuttora la soglia dell’eccellenza e un indicatore dei limiti dell’uomo. Per coprire i successivi quindici centimetri, Bubka avrebbe avuto bisogno di otto anni. Sembrava scaltrezza, un espediente per salire al rallentatore, un pezzetto alla volta per accumulare bonus e dollari giro per i meeting. Un po’ era così, un altro po’ è la naturale fatica che si deve mettere in conto per andare oltre sé stessi. Per aggiungere il centimetro successivo, da 6,15 a 6,16, l’umanità ha dovuto attendere 21 anni (2014) con Renaud Lavillenie. Mondo Duplantis è una nuova forza acceleratrice, con tre centimetri in più in otto anni e la promessa di ulteriori miglioramenti, a giudicare dallo spazio che lascia a occhio nudo tra l’asticella e il ventre. 

Gli organizzatori avevano invitato l’ucraino Bubka a Belgrado. Non c’era e non ci sarà nemmeno per i Mondiali. 

Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta dello sport dice che “un confronto tra i due è sempre meno azzardato. Per chiarire: Duplantis nelle ultime otto gare (imbattuto) è sempre andato oltre i sei metri, per portare il computo carriera a 37, contro le 46 di Bubka (e le 21 di Lavillenie).  Il personaggio Mondo ribalta le prospettive, riscrive il libro delle leggi. Non ha un fisico da marziano (è 1.81 per 79 kg), non ha spalle particolarmente larghe e possenti. è quasi mingherlino. E a guardar bene ha il collo persino un po’ incassato. I maligni sostengono sia vagamente gobbo. Però, con l’asta in mano – provate anche solo a reggere in orizzontale un palo lungo 5.20 – fa meraviglie. Impugnando l’attrezzo del mestiere è rapidissimo: al punto da coprire i venti passi della rincorsa a una velocità prossima ai 10 metri al secondo (sui 100 vanta un 10″57 appena ventoso, ma non conta). Lui e l’ostacolista norvegese Karsten Warholm: difficile andare oltre questi due fenomeni quando si va a caccia del miglior atleta mondiale di questa prima parte del decennio”.

 

Quale dovrebbe essere il record secondo la fisica

Duplantis ha battuto anche i calcoli della NASA

 

      A proposito di libro delle leggi. Nel salto con l’asta si passa attraverso tutte le forme di energia, scrive Andrea Frova in La scienza di tutti i giorni. È la trasformazione dell’energia cinetica della rincorsa in energia potenziale gravitazionale, grazie al caricamento dell’asta in alcune fasi. La prima è la rincorsa, il gesto della propulsione. Una progressione ritmica che prevede l’accelerazione negli ultimi passi, quando dal terreno della biomeccanica si passa nell’area della tecnica, quando ci si prepara cioè per quella che viene detta presentazione, il momento più delicato. Si passa allora da una fase in cui si corre con l’asta quasi verticale, a un altro in cui la cima dell’attrezzo comincia a scendere per entrare nella cassetta d’imbucata, il posto dove tocca terra. Il braccio anteriore rimane vicino al petto, quello posteriore sale per girarsi davanti alla testa. Il cuore e la mente.

Lo stacco è la prosecuzione naturale e precede il caricamento dell’attrezzo. L’atleta spinge l’asta ormai piantata a terra verso l’avanti-alto. Le spalle devono avanzare, il corpo assume una postura a forma di arco. Siamo al massimo piegamento. Il corpo e l’asta assumono una forma simmetrica, come di fronte a uno specchio. L’atleta compie un contromovimento con le spalle per dare al corpo un’oscillazione in avanti, il gesto che precede il ribaltamento completo, fino alla verticalità, con il corpo vicino all’impugnatura, per sfruttare la risposta elastica. Così arriverà il raddrizzamento, la testa verso il basso, i piedi verso l’alto. Una inversione che riallinea atleta e attrezzo sulla stessa verticale, consentendo il volo oltre l’asticella. 

La fisica offre un’altra curiosità interessante. L’attrazione verso il basso data dalla gravità terrestre varia da un punto all’altro, sia perché è influenzata dalla forma della Terra sia perché il movimento rotatorio crea una forza verso l’esterno. Questi effetti sono minuscoli rispetto ai massimi sistemi, ma la variazione da un luogo all’altro può arrivare allo 0.7%. È così lieve che non la notiamo camminando per strada, ma è sufficiente per far sì che quando compriamo una bilancia possa essere necessario calibrarla, perché la gravità nella fabbrica potrebbe essere leggermente diversa dalla gravità a casa nostra. Nel giugno 2004 Elena Isinbaeva stabilì il record mondiale a 4,87 a Gateshead, in Inghilterra. Una settimana dopo Svetlana Feofonova batté il record di 1 cm, a Heraklion, in Grecia, dove l’attrazione della gravità è considerata leggermente più debole. Una differenza sufficiente a sostenere che Isinbaeva poteva dirsi danneggiata proprio dalla gravità più debole.

Questo e altro scrive Randall Munroe, ex ingegnere della NASA, nel libro Come si fa. Consigli scientifici assurdi per problemi comuni. Trova che la fisica di questo salto sia ancora più interessante, perché “l’asta stessa – dice – ha meno importanza di quanto si possa pensare. L’aspetto fondamentale per il salto non è la sua elasticità, ma la velocità a cui corre l’atleta. L’asta è solo un modo efficiente per reindirizzare la velocità verso l’alto. In teoria il saltatore potrebbe usare qualche altro metodo per cambiare direzione da in avanti a in alto. Anziché piantare un bastone nel terreno, potrebbe saltare su uno skateboard e salire su per una rampa curva liscia. Raggiungerebbe quasi esattamente la stessa altezza”. 

La scienza ha trovato anche una formula per calcolare l’altezza massima a cui ciascun  atleta può arrivare. La premessa è che se lanciamo un oggetto verso l’alto, alla stessa velocità con cui uno sprinter core 100 metri in 10 secondi, dentro il campo gravitazionale terrestre l’altezza raggiunta seguirà questo calcolo: 

 

 

Ma il saltatore con l’asta corre prima del salto, il suo centro di massa inizia già sollevato dal suolo e va addizionato alla somma finale. Il centro di massa di un adulto si trova nell’addome, in un punto pari a circa il 55% della sua statura. Il centro di massa di Renaud Lavillenie (1,77) è di 0,97. Quello di Duplantis (1,81) è di 0,99. La previsione scientifica di un suo salto, secondo la formula di Munroe è di 6,10. Come dire che Duplantis è già 9 centimetri oltre le previsioni della NASA. Dovrebbero dargli il premio Nobel per la fisica. Che in fondo è svedese come lui. 

 

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