Il sinistro di Ilicic nella lista dell’UNESCO e lo spot di Schouten per il rinvio alla sanfasò

La reazione del Milan

 

     2-0   Il Milan s’è rimesso in piedi dopo la sconfitta con la Juventus e la fine dell’imbattibilità e pure ieri ha segnato la sua consueta razione di due gol, prima con Leao e poi con un calcio di rigore di Kessie. Negli ultimi cinque minuti c’è stato spazio anche per il rientro di Ibrahimovic. Fabio Licari e la Gazzetta dello sport in prima pagina sottolineano le “due moviole a favore” del Milan – sì al rigore su Diaz, no a quello su Verdi – e un Leao sempre più ronaldiano. Non è il Milan super di qualche tempo fa, ma non si concedono sette giocatori senza conseguenze. I 7 sono Krunic, Saelemakers, Rebic, Gabbia, Bennacer, Ibrahimovic e Tonali infortunato dopo 54 minuti. 

Secondo Gigi Garanzini su la Stampa due i segnali chiari che arrivano da San Siro. Il primo è che il Milan pur ridotto all’osso rimane in piena corsa per il titolo. Il secondo è che, a dispetto dei recenti segnali incoraggianti, altrettanto perentoria resta la candidatura del Torino alla retrocessione.  Una volta deciso di confermare Giampaolo, era sottinteso un robusto, diciamo almeno congruo, intervento della società sul mercato. Con una certa urgenza, data la situazione. Ma al momento non se ne parla

Martedì rigiocano la stessa partita per la Coppa Italia. 

 

la classifica Milan 40, Inter 36, Roma 33, Atalanta 31, Juventus 30, Sassuolo 29, Napoli 28, Lazio 25, Verona 24, Benevento 21, Sampdoria 20, Bologna 17, Udinese 16, Fiorentina 15, Cagliari, Genoa e Spezia 14, Parma e Torino 12, Crotone 9

ARTEFICI

Il sinistro di Ilicic nella lista dell’UNESCO

  4-1 al Benevento Non c’è un piede più dolce e ispirato del suo, in questo momento. Certamente in Italia, probabilmente in Europa. Ha segnato un gol, ha servito un assist, ha preso un palo, ha messo nel primo tempo tre volte un compagno davanti alla porta con una palla più rotonda della curva di Gauss e più naturale delle grotte di San Canziano, sloveno patrimonio dell’umanità. Andrea Elefante sulla Gazzetta dello sport ha scritto: Quando Josip Ilicic, se mai avrà voglia di farlo, sentirà che è arrivato il momento di chiedersi in che giorno è davvero, definitivamente, rinato al calcio, saprà quale cercare nel calendario: un piovoso pomeriggio di inizio gennaio, a Benevento. Lo stesso giorno in cui l’Atalanta si è definitivamente convinta di aver ritrovato il suo vecchio calcio e anche una nuova maturità, non solo un nuovo equilibrio. Non si è lasciato trascinare, ma ha trascinato. Si è messo al centro dell’Atalanta.

Andrea Bonso sul Giornale trova che quando gioca così, la domanda che ci si pone è sempre la solita: chissà dove sarebbe arrivato se fosse esploso qualche anno prima

Matteo Magri ha scritto sul Corriere di Bergamo che quando è ispirato, diventa uno dei cinque giocatori più forti al mondo

 

Lo spot di Schouten per il rinvio alla sanfasò

  gesti  la palla persa sotto l’area Il gol che negli Anni Settanta il Bologna non avrebbe mai subito, il 2-0 del Genoa, l’ha segnato Mattia Destro arraffando un pallone che stava al momento giusto nel posto sbagliato. Ora. Mettiamo a terra un paio di punti fermi. Se Nino non deve aver paura di sbagliare eccetera eccetera, nemmeno Schouten possiamo condannare per uno scorfano di pensata sotto l’area di rigore. Non è da questi particolari che si giudica la costruzione dal basso. Se Totti sbaglia il cucchiaio contro l’Olanda agli Europei, non è che uno che se la prende col cucchiaio, casomai se la prende con Totti. Lo chiama in disparte e gli dice: abbello, non era il caso. Il guaio è che se sia il caso o no, non lo capisci in quell’istante. Come quel celebre aforisma di Karl Kraus sui giornalisti, è sempre dopo che sapevi tutto prima.

In definitiva. La costruzione dal basso è certamente un’opportunità. Questa sciagurata moda generale la definisce Emilio Marrese su Repubblica Bologna. Consente di spalancarsi il campo davanti, come un tempo si riusciva a fare solo con un dribbling o con un lancio di Rudy Krol, di Pirlo, di Platini. Torna comoda se non hai Krol, Pirlo o Platini. Le opportunità non escludono i rischi ma se i rischi sono superiori alle opportunità, insomma – ecco – come dirlo – la prossima volta, Schouten, ‘sta palla tirala lontano

 

LE PARTITE DI OGGI

Roma-Inter | Le più forti da un mese e mezzo

  Sono le due squadre che hanno fatto più punti (15) nelle ultime sei giornate. La Roma nell’ultima partita ha segnato tre gol nel primo tempo per la terza volta in stagione. Le sue partenze lampo sono un tratto distintivo. È la migliore squadra casalinga del campionato (6 vittorie, 2 pareggi), segna sempre un gol nell’ultima mezz’ora. L’Inter viene dalla prima sconfitta dopo un ciclo di 8 vittorie di fila e in otto delle sue ultime nove partite ci sono state più di due reti. 

La Roma è sempre alle prese con quel famoso blocco contro squadre che le stanno nei paraggi in classifica, perciò nel suo spazio Curva Sud sul Messaggero, Paolo Liguori scrive che ora, in pochi giorni, ci sarà la prova della verità, per stabilire capacità di concentrazione e resistenza. Molti nuovi giocatori hanno fatto vedere cose egregie, ma adesso che l’asticella si alza ancora, soprattutto sul piano dell’agonismo e della tenuta nervosa, è venuto il momento di un giudizio più serio sulla difesa, su Villar e Veretout, sulla sorpresa Karsdorp”

Matteo Pinci su Repubblica racconta la partita di Ryan contro Steven, cioè la sfida fra rampolli. Formalmente Ryan della Roma è vicepresidente, ma il suo apporto è decisamente operativo: riceve quotidiane relazioni e statistiche sui calciatori, monitora profili, studia i giocatori della Primavera, si confronta con l’allenatore. Abita in centro, alle spalle di Montecitorio, ma vive, e molto, Trigoria, al punto da aver deciso di ristrutturare gli uffici dei dirigenti al centro d’allenamento, per una migliore divisione degli spazi e garantirsi maggiore riservatezza. Steven da presidente si fida dei manager italiani. Interviene solo nei momenti delicati. Se Ryan Friedkin muove i primi passi nel calcio, Zhang Jr ha già un posto nel gotha.

 

  ora gli scrivo cinque righe | La pittoresca smentita dopo la notizia di una possibile vendita di quote da parte di Suning, data in anteprima da Il Giorno (e non solo) il 2 gennaio, ha sortito l’effetto contrario. Perché tutti i giornalisti hanno scoperto che il Colosso di Nanchino sta davvero trattando la cessione, non solo di quote di minoranza. Alla Pinetina in tanti lo avevano intuito. Dai dirigenti allo staff tecnico. Perché il distacco della Proprietà è tanto evidente quanto preoccupante. Da 100 giorni Zhang è in Cina, in silenzio, ma poi ci pensano i “fedelissimi” dell’ufficio comunicazione a indirizzare le esternazioni che fanno comodo a pochi privilegiati. Imbarazzante che ci sia qualcuno ad avere più potere degli amministratori delegati Marotta e Antonello. Ma alla favola di cappuccetto rosso raccontata dai soliti noti dell’house organ dell’Inter non ci crede più nessuno. 

di giulio mola, il Giorno

 

  ricordi La Roma aveva venduto Totti | «Nel 2004, dopo l’Europeo, Totti aveva sbagliato sputando a Poulsen. In società c’era ancora Baldini che lo aveva venduto al Chelsea, sarei stato io il futuro della Roma. Totti lo venne a sapere, se la legò al dito e poi sono nati i problemi»

Antonio Cassano in diretta sul canale Twitch di Christian Vieri

 

Juventus-Sassuolo | Il guaio è che il pallone è uno 

   Demiral in difesa per De Ligt positivo al virus. Ronaldo e Dybala insieme, con Chiesa a destra, per un duello di scatti e sprint a distanza con Boga. La Juve viene da 4 vittorie nelle ultime 6 partite e con almeno tre gol segnati nei suoi successi. Ma nelle ultime quattro partite casalinghe ne ha sempre subito almeno uno. Il Sassuolo in trasferta ha segnato 9 dei suoi 17 gol dopo l’ora di gioco.

Sono di fronte le due squadre in testa alla classifica del possesso palla, stessa percentuale 57.8%. Pirlo e De Zerbi vengono entrambi dalla provincia di Brescia, nella regione di Guardiola che là giocò e deve aver lasciato qualcosa nell’aria. Paolo Tomaselli sul Corriere della sera scrive che il Sassuolo sperimenta già da tempo gli stessi principi di gioco che Pirlo sta cercando di far attecchire alla Juventus: di solito è il contrario, ma questa volta è la provincia a fare da modello.

Maurizio Crosetti su Repubblica li chiama due bizzarri avversari paralleli. La distanza siderale tra le loro carriere sembra rovesciarsi, adesso, in una storia diversa dove maestro e allievo sono speculari, e nella speranza di Pirlo (e della Juventus) intercambiabili. Tutto il resto sono linee sulla lavagna, grovigli di possesso palla, spazi da colmare, costruzioni dal basso da impostare, squadre da accorciare, aree altrui da occupare. Questi due si capirebbero anche al buio, bendati e imbavagliati nella stessa stanza. Perché abitano lì, sono coinquilini di una precisa idea di calcio.

Casomai è curioso che Pirlo si rifletta in De Zerbi, mentre De Zerbi si rifletteva in Sarri. Ma chi siamo noi per sondare l’insondabile via delle aziende di calcio?

 

  radici Il pioniere Lalas e McKennie | «È un momento meraviglioso per il nostro calcio. Penso che nel resto del mondo stia finalmente arrivando una realtà che qui conosciamo da tempo. Ci sono molti talenti americani capaci di competere ai massimi livelli in Europa. Penso che McKennie si sia adattato molto velocemente ed è diventato vitale nella Juve. McKennie è rock and roll, con la sua forza fisica e mentale a Torino può fare cose eccezionali: tra tanti creativi, uno così serviva. Per la Juve è anche una grande opportunità commerciale verso il mercato Usa.  Ma gli italiani ameranno anche la sua personalità: sorride, non ha paura di esprimersi anche su argomenti delicati. Sono fiero di lui perché ha una voce e la usa. L’Italia mi ha reso una persona e non solo un calciatore migliore. Sarà lo stesso anche per lui. Ero un alieno, non sembrava possibile che suonassi la chitarra oltre a giocare. Comprai un fax enorme e i miei compagni non capivano che mi serviva per comunicare con l’altra parte del mondo» 

Alexi Lalas intervistato da Filippo Conticello, la Gazzetta dello sport

 

rileggi I Play. Gli sportivi che suonano

Slalom week-end 19 dicembre 2020

 

ZIBALDONE

  | La Supercoppa femminile. La Juventus è la detentrice, la Fiorentina ha vinto nel 2018. A Chiavari c’è la terza finale uguale consecutiva. La Juventus recupera Giuliani e Cernoia, la Fiorentina Adami dopo la squalifica ma ancora non avrà il suo allenatore in panchina per positività al covid. Barbara Bonansea è stata inserita nella top 11 della FIFA ed è in attesa del rinnovo del contratto. In caso di nuovo titolo alla Juventus, Girelli diventerebbe l’unica giocatrice con 9 successi. La divisione di Ludovica Mantovani ha presentato One of Us, un talent game che premia una calciatrice di età compresa tra i 16 e i 35 anni con una borsa di studio in una squadra di Serie A. Una specie di X Factor.

  | L’Apocalisse in arrivo. Ce ne sono i segni. Chiari. Evidenti. C’è Gabriele Gravina che immagina la giustizia fuori dagli ordinamenti occidentali, non più come l’applicazione delle regole dopo l’accertamento della verità dei fatti, ma come i bambini che giocano a braccio di ferro, e allora definisce giustamente il Collegio di garanzia del CONI la Cassazione dello sport, salvo aggiungere che se la Cassazione dà torto ai suoi, i suoi troveranno un altro ambito (il TAR, il Consiglio di Stato) dove impugnare le sentenze. Se un costituzionalista gli stesse questa sera accanto, gli sussurrerebbe che nel nostro mondo democratico le sentenze della Cassazione si impugnano solo per un errore di fatto, non per eversione, per frustrazione o per puntiglio. Ma non vi lamentate di Gravina, su. È tornato Carlo Tavecchio, yuhù, democraticamente eletto presidente dal popolo sovrano del comitato lumbard a tre anni dalle dimissioni. Una volta bisognava far dimenticare i propri disastri prima di riproporsi come la sera i peperoni e tornare sulla scena. Evidentemente crescono i casi di disturbi sulla memoria a breve termine. Ma se resterete fermi ai vostri posti – questa è una voce dall’altoparlante che ve lo consiglia – se resterete fermi e calmi, non vi sarà fatto alcun male. In fondo sono già due giorni che Malagò non rilascia interviste.

  | ③  Tutto torna. D’Aversa fa il suo nuovo debutto in panchina al Parma contro la Lazio, come Ballardini l’ha fatto al Genoa e Prandelli alla Fiorentina. Riabbracciamo Strootman, Balotelli, forse El Shaarawy, chissà se Eder, magari Paredes, di certo Maicon, e allora lo scrittore Gabriele Romagnoli nella sua rubrica È sempre domenica per Repubblica commenta che l’esempio più clamoroso – parole sue da qui in poi – è Maicon, rientrato in Italia per giocare al Sona, in serie D. È uno del Triplete, ricevette l’Ambrogino d’oro speciale della città di Milano dall’allora sindaco, Letizia Moratti. Hanno ripescato pure lei, alla Regione Lombardia. Com’è possibile che tutto torni? Non può essere solo la legge della moda: non buttare i pantaloni a zampa d’elefante, fra 10 anni li rimetterai. Né solo l’economia da Covid: meno ricavi, e investimenti. È che non ci fidiamo più del domani, dell’immunità di gregge, della vittima zero. E proviamo, hai visto mai, con quel che c’era stato. È una misura estrema, il passaggio indietro al portiere. Invece di cercare uno Nzola in qualche serie minore, si rovista il baule in soffitta. Farebbe tenerezza, ma se poi tra 10 anni ci troviamo Gallera ministro e Lukaku al Lumezzane?

 

in tv oggi ore 12.30 Sky Sport Serie A: Juventus-Fiorentina (finale Supercoppa femminile) | 12.30 DAZN e DAZN1: Roma-Inter | 15 DAZN e DAZN1: Verona-Crotone | 15 Sky Sport Serie A: Parma-Lazio | 15 Sky: Udinese-Napoli | 18 Sky Sport Serie A: Fiorentina-Cagliari | 20.45 Sky Sport 1 e Serie A: Juventus-Sassuolo | domani 20.45 Sky Sport Serie A: Spezia-Sampdoria

 

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