C’è un giro di manager per Ferrari e Lega Calcio
Il consiglio di amministrazione della Ferrari, convocato da tempo, si ritrova oggi a dedicare la sua riunione alle dimissioni da amministratore delegato di Louis Carey Camilleri. Pierluigi Bonora si domanda stamattina sul Giornale se per la sua sostituzione il presidente John Elkann “punterà su un manager con esperienza nel lusso e nel lifestyle oppure su una figura più legata al mondo dell’auto o, ancora, su qualcuno che ha dalla sua conoscenze in entrambi i settori”.
Rilancia il nome dell’attuale ceo di Fca, Mike Manley, e cita tra i candidati l’ex Fca, Alfredo Altavilla, attuale presidente di Recordati e membro del Cda di Telecom, uscito dal gruppo dopo la morte di Sergio Marchionne. Altre ipotesi che avanza il Giornale: Andrea Guerra, ex presidente di Eataly, già ad di Luxottica e da marzo 2020 ceo della divisione alberghiera Hospitality Excellence di Lvmh; Domenico De Sole, numero uno di Sotheby’s ed ex patron di Gucci; Andrea Pontremoli, ceo di Dallara Automobili; Alberto Galassi, Ceo di Ferretti e genero del vicepresidente Piero Ferrari.
Di Ferrari è tornato a parlare Luca Cordero di Montezemolo, intervenendo a RAI GR Parlamento durante il programma La politica nel pallone. «Vedo con grande dispiacere una Ferrari doppiata. Penso di sapere quali siano i problemi da affrontare in tempo. Se volessero sentire qualche suggerimento, sarei ben lieto di darne. Una domanda su un mio ritorno in Ferrari non va posta a me, e nessuno mi ha chiesto nulla. Voglio molto bene alla Ferrari e in questi momenti molto difficili non soltanto per la mancanza di vittorie, voglio evitare di creare ulteriori elementi di polemica. Cerco di essere costruttivo ma sono preoccupato. Questa è una Ferrari molto diversa dalla mia, dà grandissima attenzione al titolo in Borsa, ha aumentato la produzione delle auto e per la prima volta ha un vertice che non conosce la F1. Dopo le dimissioni di Camilleri spero scelgano bene il nuovo amministratore delegato, perché c’è una squadra da rafforzare. Ci sono due tipi di problemi. Innanzitutto un’organizzazione orizzontale che in F1 non regge: è tipico di chi non ha esperienza e forse neanche l’umiltà di vedere come sono organizzate le migliori squadre o come era organizzata la stessa Ferrari. In secondo luogo per vincere bisogna avere in squadra qualche elemento che faccia la differenza e porti competenze nuove. Io avevo una squadra fortissima, perché ho sempre cercato persone preparate».
Stefano Barigelli, direttore della Gazzetta, stamattina scrive che “dalla Ferrari ci aspettiamo qualche segno di miglioramento. Siamo consapevoli che il percorso per tornare a conquistare il titolo piloti o costruttori non è breve, ma già l’arrivo di Sainz al posto di Vettel e la maturazione di Leclerc autorizzano a sperare. A gennaio di quest’anno, prima che fosse presentata, già s’era capito che la Ferrari aveva problemi aerodinamici seri. Dagli errori fatti Binotto deve ripartire insieme con il team. Fare meglio non dovrebbe essere un’impresa”.
Cerca sempre un manager pure la Lega Calcio per la famosa newco chiamata con la partecipazione del fondo CVC-Advent-Fsi a gestire la commercializzazione dei diritti tv 2021-2024. Andrea Montanari su MF-Milano Finanza scrive che Dal Pino in queste ore sta scegliendo il cacciatore di teste – in corsa ci sono Egon Zehnder, Spencer Stuart e Heidrick & Struggles – per individuare l’ad. Il quotidiano rilancia i nomi già fatti di Tom Mockridge, ex Sky Italia e Virgin Media, Javier Tebas, ad di Mediapro, Andrea Zappia di Sky e aggiunge quello di Christian Seifer, il ceo della Bundesliga, a sua volta – scrive – “finita nel mirino di Advent e Bc Partners che vorrebbero replicare il modello della media company definito per la A”. Un altro nome che si legge è quello di Fedele Usai, uscito dal gruppo Condé Nast, vicepresidente del Cagliari, ex dirigente Fiat.
MF-Milano Finanza riferisce pure che la Lega vuole avviare il bando di gara tra Natale e Capodanno. La data del bando potrebbe essere lunedì 28 dicembre. “Vista l’evoluzione del mercato e l’interessi di nuovi player, a partire da Amazon – scrive Montanari – il bando prevederà un importante frazionamento dell’offerta sia per pacchetti sia per piattaforme. Una formula mista che dovrà tenere conto anche dal fatto che le risorse in campo sono limitate”.
In campo: Sky Italia con un budget ridotto senza esclusiva per la piattaforma digitale, Dazn che punta alla conferma di 3 partite a giornata, Mediaset e Tim. “Difficilmente, invece, si paleserà Netfix”. E poi c’è sempre la partita aperta del canale di Lega in caso di offerte considerate insoddisfacenti.