Spanoulis è il più grande europeo di sempre  

Con un canestro da tre punti a 2’39” dalla fine di Olympiakos-Fenerbahce, Vassilis Spanoulis è diventato il capocannoniere di tutti i tempi in Eurolega. Il greco, 37 anni, per una stagione anche a Houston in NBA, aveva bisogno di 12 punti per superare Juan Carlos Navarro a 4.152. 

 

Vassilis Spanoulis passerà alla storia come uno dei migliori giocatori europei di tutti i tempi. Oltre a essere diventato il capocannoniere di sempre dell’Eurolega, il greco è l’unico, insieme al leggendario Toni Kukoc, ad aver vinto tre titoli nella massima competizione continentale e a essere stato scelto MVP. | Gigantes del basket

 

Che padre è Spanoulis. Spanoulis è padre di cinque figli. Ogni volta che ne aspettava uno si è qualificato per la Final Four e ha vinto l’Eurolega negli anni in cui gli sono nati i primi tre – Thanassis, Vassilis and Dimitris. “Non è che ho mai pensato: che bello, mia moglie è incinta, allora ci qualifichiamo per la Final Four. La mia vita è cambiata molto quando abbiamo iniziato ad avere figli, lo volevamo. Non ci aspettavamo di arrivare a cinque. Avere figli ti rende più maturo ma ero molto responsabile anche da giovane. Averne 5 mi dà molta fiducia e mi mette di buon umore. La prima cosa che voglio fare dopo un allenamento o una trasferta è vedere loro. Theo Papaloukas e Nikos Zisis gli hanno fatto da padrini. Siamo sempre in contatto via FaceTime. I ragazzi stanno crescendo in una casa in cui si parla di basket ma quel che devono fare è divertirsi con gli amici. Thanassis ha otto anni e gioca nella squadra vicino casa, il Vouliagmeni, ma solo per piacere. Vado a vederlo ogni tanto. Come un qualunque altro padre. Certi genitori si spingono oltre, succede ovunque, ma i miei al campo non lo facevano e io non lo farò. Non fa parte del mio carattere. Mi siedo in disparte e guardo”. | Intervista al sito dell’Eurolega, gennaio 2018

 

Stasera Olimpia-Zenit. Il momento è delicato e le certezze costruite su un ottimo avvio, appaiono ora sbiadite da una flessione generale, latente e prolungata, figlia di molteplici fattori.  la società è corsa ai ripari ingaggiando l’ex Avellino Keifer Sykes. Dunque Mack, se ne andrà: in Spagna come si vocifera (Baskonia) o altrove. Di certo non finirà la stagione a Milano. Serve quindi una svolta collettiva che vada oltre Rodriguez, Micov e Brooks, le granitiche certezze di un sistema che deve pretendere di più da White, Moraschini, Della Valle, Roll, ritrovando anche uno Scola più ispirato di quello che si è visto ultimamente. Non può Milano, con l’abbondante e costoso organico di cui dispone, avere la sensazione di essere corta o arida di alternative.  | Vincenzo Di Schiavi, la Gazzetta dello sport

 

Le partite della notte. Luka Doncic segna 15 dei suoi 31 punti nel quarto finale, spazzando via i Brooklyn Nets. Doncic aggiunge al suo boxscore anche 13 rimbalzi e 7 assist, continuando a mettere insieme prestazioni da 30-10-5 come mai accaduto prima per un giocatore di soli 20 anni (sono già 13 in poco più di 100 gare in carriera). Oklahoma City sbanca San Antonio nel derby italiano: 13 punti per Gallinari, Belinelli non entrato. La difesa di Miami batte quella di Toronto, Denver si gode il talento di Porter Jr. | Sky Sport online

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