Sessanta cose da sapere sui 60 anni di Tutto il calcio minuto per minuto

anniversari | 60 cose per i 60 anni di Tutto il calcio minuto per minuto

1 Il format era dei francesi con la loro Sport et Musique creata da Alex Virot, nel febbraio del 45. La trasmissione durava tre ore, dalle tre alle sei del pomeriggio per le partite di rugby (Tony Damascelli, il Giornale, sabato).

2 Il programma andava in onda dallo studio R6 al quinto piano della sede Rai in Corso Sempione 27, Milano.

3 La sigla. Tum tum tum tum tum tum tum tum, paaa, pa-pa-pà, papappapàààà, paparapà.

4 Roberto Bortoluzzi aveva un barboncino e “una erre complicata che in trasmissione diventava normale”. (Fulvio Astori, Corriere della sera, 25 aprile 1970).

5 Al debutto: Milan-Juventus con Nicolò Carosio, Bologna-Napoli con Piero Pasini, Fiorentina-Sampdoria con Amerigo Gomez, Roma-Lanerossi Vicenza con Enrico Ameri, Genoa-Spal con Nico Sapio.

6 Lo sponsor. «Se la squadra del vostro cuore ha vinto, brindate con Stock; se ha perso, consolatevi con Stock».

7 «La più meritoria di tutte le trasmissioni, che Dio ce la conservi». Lo disse Indro Montanelli.

8 Il primo gol in diretta fu segnato dallo juventino Gino Stacchini, poi fidanzato di Raffaella Carrà (Davide Gondola, Libero, domenica).

9 Nei suoi primi anni il programma era sospeso alle ultime 4 giornate per non condizionare i risultati.

10 Le due frasi più pronunciate da Roberto Bortoluzzi: «Vai Ameri fino in fondo» e «Prego i colleghi: solo interventi flash».

11 La frase più pronunciata da Ezio Luzzi: «C’è stato un batti e ribatti, un tiro a filo d’erba».

12 Cruciverba. La ventilazione per Sandro Ciotti. Quattordici lettere. “Inapprezzabile”.

13 Ameri tifava per il Genoa, Ciotti per la Lazio, Provenzali per la Sampdoria. Ma non si sapeva e non si capiva.

14 La famosa frase “Clamoroso al Cibali” attribuita a Sandro Ciotti non fu mai pronunciata.

15 «Diceva sempre Bortoluzzi che i collegamenti danno il ritmo, mentre lo studio deve dare l’armonia. Ci deve essere il porto dove per un po’ tiri giù le vele». (Massimo De Luca, il suo successore).

16 La voce di Ciotti era cambiata dopo una radiocronaca di 8 ore sotto la pioggia in Messico.

17 «Quando Ciotti fa un’intervista, ti ricordi solo di Ciotti». (Enrico Ameri).

18 Il 27 aprile del 75 Ameri aveva il microfono ancora aperto e diede del coglione a Ciotti che lo aveva interrotto.

19 «La loro rivalità ha giovato al programma. Un po’ come quello che è successo nel ciclismo con Coppi e Bartali». (Riccardo Cucchi, a la Stampa, lunedì). Ho trascorso decenni con Quei Due e li ho anche arruolati facendoli scrivere per il Carlino e il Guerino. Enrico lo faceva per un buon compenso, Sandro era scrittore raffinato (Italo Cucci, Corriere dello sport-Stadio).

20 La domenica dopo il fattaccio, il Corriere d’informazione mandò il suo inviato Francesco Cevasco in studio con Bortoluzzi a seguire il programma dietro le quinte. Scrisse che nello studio c’erano due banconi di formica, sedici telefoni in fila, una radio e qualche sedia sgangherata.

21 Il padrino di battesimo di Ciotti era Trilussa.

22 «L’imitazione di Ciotti era l’Abc, il primo scalino per chi voleva scalare il mondo dello spettacolo». (Neri Marcoré).

23 «La colonna sonora delle domeniche degli italiani» (Candido Cannavò).

24 Cruciverba. Lo erano gli spalti in ogni ordine di posti. Sette lettere. “Gremiti”.

25 Fino a pochi anni fa esisteva a Lucca un ristorante chiamato “Scusa Ameri”.

26  “Scusa Ameri, dimmi Ciotti, ha segnato Bruscolotti” (filastrocca anni 70).

27  “Ameri” è il titolo di una canzone di Elio e le Storie tese. «Accesa, spenta fra i radiogiornali / l’auricolare perso in tre canali / Son loro che ci aiutano a non sentirci soli / ma un uomo li comanda e lo chiamiamo Ameri».

28  “Tutto il calcio minuto per minuto” è il titolo di una canzone di Claudio Baglioni. Di un pomeriggio nudo / Le radio dietro a le persiane».

29 Sandro Ciotti ha scritto con Dario Fo il testo della canzone Veronica per Enzo Jannacci. Ciotti suonava il pianoforte e il violino.

30 In Scusate il ritardo Massimo Troisi ascolta Ameri in Napoli-Cesena alla radio mentre è a letto con Giuliana De Sio.

31 Sandro Ciotti era due camere oltre quella di Luigi Tenco a Sanremo, la sera del colpo mortale di pistola.

32 Piero Pasini morì per un infarto il 13 dicembre 1981 al Comunale di Bologna alla fine della radiocronaca di Bologna-Fiorentina, chiudendo con la frase: “Nient’altro da segnalare”.

33 Roberto Bortoluzzi è morto nello stesso giorno di Nils Liedholm.

34 Ameri se ne va proprio quando il suo calcio cambia pelle. Quando gli entusiasti cantori hanno finito il loro compito: il calcio è stato assediato, posseduto, vinto. Non proveremo mai più la gioia della scoperta” (Aldo Grasso alla morte di Ameri, Corriere della sera, 27 maggio 1991).

35 Alfredo Provenzali è morto nel giorno del suo compleanno. Come Shakespeare e Ghiggia.

36 «Vi rubiamo soltanto dieci secondi per dire che quella che ho appena tentato di concludere è stata la mia ultima radiocronaca per la Rai, un grazie affettuoso a tutti». L’addio al pubblico di Ciotti.

37 Il radiocronista perfetto per Emanuele Dotto: «Deve avere la gentilezza e il garbo di Roberto Bortoluzzi, la velocità di parola di Enrico Ameri, l’eloquio forbito di Sandro Ciotti, la cultura di Claudio Ferretti e la meticolosità di Alfredo Provenzali».

38 Il 13 settembre 1987 Roberto Bortoluzzi passò la sua prima domenica senza radio a Nervi con la moglie ascoltando il programma alla radio. Sua moglie lo avrà sentito una dozzina di volte, non ha mai visto dove lavorava e si è sempre rifiutata di andarlo a prendere (Massimo Donelli, Corriere d’informazione, 19 gennaio 1976).

39 Bortoluzzi non ha mai cambiato la sedia. «Le altre mi danno fastidio». (Massimo Donelli, come sopra).

40 I colletti delle camicie di Sandro Ciotti, secondo Pippo Baudo «uscivano dalla giacca come fossero colombe».

41 Ciotti aveva giocato nella Lazio giovanile, Ischia, Forlì, Anconitana e Gela. Un mediano.

42 A metà anni 70 il programma faceva 28 milioni di radioascoltatori.

43 Nel 1984, per la semifinale Roma-Dundeee di Coppa Campioni 84, Bruno Gentili non aveva le formazioni e improvvisò quella degli scozzesi con le marche di whisky: «Ballantyne, Macallan, Talisker, Walker…». (la Nazione, domenica).

44 «Se c’è un gol, io interrompo anche il Papa e il presidente della Rai». (Francesco Repice a Repubblica, 3 aprile 2017).

45 Per Ciotti il più grande calciatore italiano di tutti i tempi era Gino Capello, centravanti del Bologna nella seconda metà anni 40.

46 “E una radio lontana dà alle nostre due vite i risultati delle ultime partite” (Franco Fortini).

47 La trasmissione iniziò a trasmettere in diretta anche i primi tempi quando Domenica In cominciò a mandare in sovrimpressione gli aggiornamenti dei risultati.

48 Esiste una via Enrico Ameri a Roma e a Lecce. A Roma esiste anche piazza Sandro Ciotti.

49 Claudio Ferretti è il figlio di Mario Ferretti, inventore della frase: «Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi».

50 “A te il nostro applauso per averci emozionato per davvero in un mondo finto. Riccardo Cucchi simbolo del nostro calcio”. (striscione a San Siro per l’addio di Riccardo Cucchi).

51 La radio rappresentava il nostro totem, la nostra terra promessa, lo scrigno dei desideri. (Darwin Pastorin, Huffington Post).

52 Religioso, Ameri costrinse un giovane Riccardo Cucchi, che lo affiancava come assistente, a seguirlo a Messa una domenica mattina di trasferta a Milano (in Riccardo Cucchi, Radiogol, Il Saggiatore). Uomo di destra, Ameri prediligeva una certa autarchia linguistica: con lui era più “rete!” che “gol!”. (Roberto Zichittella, Famiglia Cristiana).

53 Dopo un gol annullato a Chiarugi in Lazio-Milan per fuorigioco inesistente, Ciotti disse: “Ha arbitrato Lo Bello davanti a 80.000 testimoni”.

54 «Più breve sei, più bravo sei». (Mario Giobbe).

55 L’ultimo, gigantesco impulso al successo della trasmissione arrivò dalla vendita dei transistor, nati in America e prodotti principalmente in Giappone. (Matteo Marani, la Repubblica).

56 Di donne, in sessant’anni, ce ne sono state pochissime. La prima fu Nicoletta Grifoni, nel 1988, poi Gabriella Fortuna, Monica Busetto (per una puntata) e ora Sara Meini e Rita Lucido. (Roberto Pelucchi, la Gazzetta dello sport).

57 «I colleghi che seguivano abitualmente la Juventus mi chiamavano il disturbatore. Per scherzare, ma mica tanto». (Ezio Luzzi, intervista di Maurizio Crosetti, la Repubblica).

58 La prima interruzione. Il 31 dicembre 1961, Ameri tolse la parola al collega di Catania per comunicare il gol del romanista Manfredini a San Siro contro l’Inter. (Roberto Pelucchi, la Gazzetta dello sport). Non disse: scusa Ameri.

59 Tra i pionieri del programma anche Italo Moretti, morto proprio ieri: fu poi inviato in Sudamerica dove raccontò il golpe di Pinochet e la tragedia dei desaparecidos.

60 Domenica alle 15 ci saranno solo tre partite di A collegate. Due in meno del primo giorno.

 

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