L’uso nel tennis della moviola a chiamata (challenge) ha una percentuale media per game dell’11.5%. Fabio Fognini è di 2.3 punti sopra lo standard. È il risultato di uno studio pubblicato da Chapel Heel sul blog Hidden Game of Tennis e ripreso in italiano da Settesei. La classifica considera solo i giocatori con più di 250 partite giocate con il challenge in uso. Perciò manca Cecchinato che pure vi fa molto ricorso (17.1%) e ci prende quasi mai (frequenza di successo del 13.8% su 170 game).
Fognini ha basse percentuali di successo: 19.2%. Tra le peggiori dieci nel circuito. Ma scrive Heel che quando si fa ricorso al replay “il punto è già perso (o qualsiasi sia la casistica che ha portato alla chiamata, come ad esempio se una prima di servizio era valida). Quindi lo svantaggio derivante da un eccessivo utilizzo è — sono convinto — inferiore all’opportunità persa di fronte a un sotto utilizzo. Un challenge inutile o incauto rischia di alterare la concentrazione. Sembra essere questo un aspetto di maggiore preoccupazione per giocatori come Fognini o Paire, la cui concentrazione è erratica di partenza. E sembra allo stesso tempo che abbiano già perso concentrazione e che quindi usino spesso il challenge, o trainati dalla frustrazione o per una specie di pausa di recupero dell’equilibrio emotivo. Quest’ultimo è un esempio di beneficio intangibile quando si usa di più il challenge. Un altro è dato dalla possibilità di spezzare il ritmo dell’avversario. Se è così per la “strategia dei lacci”, non sarebbe sorprendente se Tsitsipas cercasse di fare lo stesso con il challenge”.
Tsitsipas è il giocatore che in percentuale ne chiede di più. Nadal invece lo sottoutilizza rispetto alla sua capacità di intuire un errore e chiederne la correzione.
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I dubbi sul futuro di Djokovic
Una buona notizia: Novak Djokovic non dovrà operarsi alla spalla sinistra infortunata allo US Open. E una cattiva, l’infortunio, per stessa ammissione del serbo numero uno del mondo, è più grave del previsto e la data del suo ritorno in campo non è ancora sicura. «Spero di rientrare presto, quando esattamente ancora non lo so».
Davide Chinellato, la Gazzetta dello sport