Guida essenziale alla Serie A di basket che comincia

Con l’anticipo tra Pesaro e Fortitudo Bologna si apre stasera una Serie A monca, a diciassette squadre per l’esclusione di Avellino. Torino, retrocessa, è fallita. Venezia è campione in carica, Milano è la favorita. 

 

Nobiltà e novità

Le tre neopromosse sono tutte squadre che hanno lo scudetto nel loro passato: Treviso, Virtus Roma e Fortitudo Bologna. Grazie a loro, con l’eccezione di Siena, sono in Serie A tutti i club campioni d’Italia dal 1992 a oggi. Il sud ha due formazioni: Brindisi e Sassari. 

Le novità principali sono due. Il ritorno di Ettore Messina sulla panchina di un club italiano a distanza di 14 anni e il derby di Bologna. Messina mancava in serie A dal 2004/2005 (Treviso). Nel frattempo ha vinto 6 campionati e due volte l’Eurolega con il Cska Mosca, facendo il consulente ai LA Lakers e poi il vice di Gregg Popovich ai San Antonio Spurs, sostituendolo in panchina per 4 partite. 

 

La griglia di Messina

«La Virtus è ovviamente in prima fila, ma non va snobbata Venezia. La Reyer ha lo scudetto sul petto, ha vinto due titoli e una coppa in tre anni, la sua forza è un organico omogeneo. Il paradosso è che negli ultimi playoff ha fatto più notizia il flop di Milano o l’exploit di Sassari anziché il titolo di Venezia e non l’ho trovato giusto. Poi c’ è appunto Sassari, spinta dall’elettricità positiva di coach Pozzecco e del presidente Sardara. Cremona viene da una stagione eccellente col successo in Coppa Italia e il timbro di Meo Sacchetti. Brescia ha potenziale, Varese ha un grande allenatore, Attilio Caja, che è una garanzia. Tutte squadre da small market assimilabili agli Spurs, perciò pericolose. Molte non hanno fisicità ma tutte sono versatili. In generale, credo che sarà molto difficile vincere in trasferta nel prossimo campionato».

Qual è il giocatore che potrebbe sorprendere nella nuova Serie A?

«Mi auguro Shelvin Mack. Un play che inseguivo da tempo. Lo volevo al Cska, ma lui scelse Atlanta. Ora finalmente l’ho portato dalla mia parte».

Intervista a la Gazzetta dello sport, 17 settembre

 

La famiglia Sacchetti

Romeo, il ct reduce dai Mondiali, allena Cremona. Suo figlio Brian, escluso dalla Nazionale pochi giorni prima della partenza per la Cina, gioca a Brescia. 

Lei ha cominciato molto presto a giocare, ma il basket era nel suo destino sin dai primi vagiti.

“Sì, mio padre mi ha dato il nome del suo idolo Brian Winters giocatore di Milwaukee Bucks. Mia madre non era d’accordo, ma lui ha approfittato della sua stanchezza in ospedale dopo il parto per bloccare un’infermiera e registrarmi all’anagrafe. Però a noi figli ci ha sempre lasciati liberi di scegliere, importante era fare uno sport. Solo che vedendo lui a 5 anni avevo già la palla da basket in mano”.

Intervista di Antonio Giuliano, Avvenire, 22 settembre

 

Le due stelle del torneo

La Virtus Bologna ha preso Teodosic. Lui è punti, fantasia ed esperienza. Lui è capace di creare o finire, con una gamma di soluzioni da far paura. Lui è, insomma, il Dragan Kicanovic di oggi, un campione. L’Olimpia Milano ha preso Sergio Rodriguez. Per me, vedere lui giocare è come rivedere la semplicità e l’intelligenza in campo di Mike D’Antoni.

Dan Peterson, la Gazzetta dello sport

 

La prima partita di stasera

«La Fortitudo è stata molto pragmatica. Ha confermato i giocatori che voleva confermare da Maarty Leunen a Matteo Fantinelli passando per il capitano Stefano Mancinelli e Daniele Cinciarini e poi ha aggiunto giocatori che hanno già avuto un ruolo di spessore nel campionato italiano limitando al minimo le scommesse. Pesaro, invece, ha fatto tante scommesse. Ha rivoluzionato tutto, costruendo una squadra dove quasi tutti sono esordienti in serie A ed è difficile giudicarla».

Stefano Pillastrini, ex coach di entrambe, al Resto del Carlino

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