Kimi, il mondiale del pilota bambino

①  ARTEFICI   Il campione semplice

Kimi è campione del mondo a venti anni. Appena quattro anni fa ne festeggiava 16 al suo kartodromo preferito, scherzando e saltellando felice dopo una giornata sui kart a noleggio, nonostante fosse sotto contratto Mercedes.

Anche successivamente, già famoso nell’ambiente per il suo precoce inizio di carriera, non ha rinunciato a partecipare a gare nel calendario di rental karting, la più amatoriale tra le categorie di questo sport, restando sempre disponibile per tutti, sempre gentile, sorridente, disponibile per una foto. Le improvvisate, tipiche di Kimi, lo spinsero a tornare una domenica di maggio di due anni fa sul circuito su cui correva da ragazzino per riabbracciare i vecchi amici e colleghi di karting, a stringere la mano e premiare i piloti amatoriali di rental che avevano appena terminato la gara per loro più importante, ma che per qualsiasi pilota di Formula Uno avrebbe rappresentato poco o nulla, quasi tempo perso. Per lui no. Lui era là.

Perfino quest’anno non ha dimenticato di passare sui kartodromi frequentati da ragazzo a salutare i vecchi amici, i meccanici che da ragazzino lo aiutavano a scendere in pista, facendo anche qualche garetta sui kart a noleggio, come tutti i coetanei. Kimi non ha mai fatto queste cose perché obbligato da qualche sponsor, o per fare bella figura sui social e dare una mano alla sua immagine. Gli piaceva. Un ragazzo così diverso dagli sportivi famosi e lontani dalla gente, quelli che sorridere è un dovere. Una felice diversità. Anche per Kimi, come per tutti, il motorsport è un’ossessione. La sua sembra dolcissima.

 ②  PANORAMI  I record di Antonelli

I dieci primati di Kimi che resteranno.

• Campione del mondo più giovane a 20 anni, due mesi e 7 giorni. Ne avrà 20, tre mesi e 13 giorni a fine mondiale, quando il titolo sarà ufficialmente riconosciuto dalla FIA. Sempre se le ultime due gare saranno corse.

• Con 42 Gran premi è tredicesimo tra i piloti con minor numero di gare corse prima di diventare campione. In realtà, davanti a Kimi ci sono anche piloti che gareggiavano in  mondiali con meno appuntamenti in programma.

• Una sola stagione in F1 prima di diventare campione del mondo, come Fangio, Jacques Villeneuve e Hamilton. Solo Farina vinse alla prima stagione nel 1950, ma era il primo mondiale della storia.

• Vincitore del Gran Premio d’Italia a Monza partendo dalla 19a posizione, secondo assoluto come posizione più arretrata in griglia dopo John Watson, che vinse il GP di USA West partendo dalla 22a.

• Quarto pilota italiano nella storia a vincere il GP d’Italia dopo Ascari, Farina e Scarfiotti.

• Più giovane poleman a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni nel GP di Cina 2026.

• Più giovane pilota a essere stato in testa in un GP, a 18 anni, 7 mesi e 12 giorni nel GP del Giappone 2025. Verstappen era più vecchio di tre giorni quando passò in testa nel GP di Spagna 2016.

• Più giovane (19 anni, 6 mesi e 18 giorni) a fare Hat Trick: pole, vittoria e giro più veloce nel GP di Cina 2026.

• Più giovane (19 anni, 9 mesi e 13 giorni) a riuscire nel Grande Slam: Hat Trick + in testa dal primo all’ultimo giro a Monaco 2026.

• Diciannovesimo in assoluto nella classifica dei campioni del mondo prima dell’ultima gara. Campione al 19° GP su 23 totali, l’82,6% dei GP corsi.

 ③  ZOOM  La scommessa vinta da Toto Wolff

La Mercedes ha festeggiato il suo decimo titolo piloti e si appresta a conquistare il nono costruttori. Il grande vincitore è Toto Wolff, che ha incassato una delle scommesse più sorprendenti nella storia della Formula Uno.

Trovare il diamante grezzo è la sfida di ogni manager del motorsport e Toto è stato a lungo amareggiato per essersi lasciato sfuggire Verstappen. Ma Max era ambitissimo da tutti, difficile da raggiungere proprio perché era la scommessa più facile da vincere, dato che le sue qualità e i suoi risultati lasciavano pochi dubbi su chi sarebbe diventato da grande.

Quando il rapporto tra il pilota olandese e la Red Bull sembrava essersi incrinato, Toto ha provato a corteggiarlo di nuovo, nel frattempo coltivava Antonelli, che aveva scelto quando era ancora un bambino proprio per evitare di farselo sfuggire. Anche se rispetto a Max era più difficile immaginare cosa Kimi sarebbe diventato.

Wolff ha avuto grande coraggio nel farlo esordire come sostituto del gigante Hamilton, e soprattutto nell’insistere su di lui dopo un primo anno complicato. Oggi è lui il trionfatore, l’uomo che ha inaugurato la tendenza di scegliere e mettere sotto contratto ragazzi sempre più giovani, fino ai bambini in età scolare.

Oggi tutti provano ad imitarlo, con il rischio di una deriva che può trasformare un’attività ludica in un mercato delle illusioni per quei genitori che dovessero dimenticare come correre nei kart è prima di tutto un divertimento.

④  DISCUSSIONI  Recuperare Russell 

Grazie al terzo posto di Antonelli, la scuderia tedesca ha conquistato il 24° podio stagionale, un numero di podi in un anno che a quattro gare dalla fine la pone al 16° posto assoluto nella storia. L’unico neo è stato il sesto posto in Messico di Russell, che da quattro Gran Premi naviga nelle acque basse della classifica. George è scalato da secondo a quarto in classifica piloti, superato sia da Verstappen sia da Hamilton. La scuderia dovrà lavorare per recuperarlo, quantomeno a livello psicologico, e il Gran Premio di São Paulo in Brasile potrebbe essere l’occasione giusta per dargli una chance. Il mondiale piloti già vinto potrebbe aiutare e la collaborazione di Antonelli potrebbe essere importante per riportare Russell sul gradino più alto del podio.

⑤  TRACCE La promessa di Verstappen per il 2027

Nel giorno della consacrazione di Antonelli, il vincitore di corsa più giusto è stato proprio Verstappen, il boss della Formula Uno degli anni recenti. Da quando la Red Bull è tornata a essere competitiva, Max è sempre salito sul podio, arrivando a tre vittorie e undici podi, diventando in Messico secondo in classifica con due punti di vantaggio su Hamilton. Con un Max così la stagione prossima potrebbe regalare un duello Verstappen-Antonelli che darebbe ancora più motivi di interesse ad una Formula Uno sempre più popolare.

Nonostante l’uscita dalla zona punti di Hadjar, la Red Bull ha superato la McLaren nella corsa al secondo posto, distaccandola di nove punti. Il podio della classifica costruttori è ancora incerto, ma l’inerzia della rincorsa della Red Bull dà alla scuderia guidata da Mekies un vantaggio niotevole.

⑥ SCENARI  In Ferrari non si parlano

L’incomprensibile duello fratricida tra Leclerc e Hamilton al primo giro ha cambiato totalmente la prospettiva delle due Rosse. Resta la domanda su come sia possibile che il team principal non dia una minima indicazione per gestire i primi giri, o almeno il primo. Non si parla di gerarchie, parola tabù ormai in Ferrari, ma di ragionevolezza.

La bandiera rossa, dovuta all’uscita di pista di Bottas a causa dell’incredibile rottura della sospensione sinistra della sua Cadillac, ha restituito alla Ferrari le possibilità buttate via nella prima parte di gara. Invece nella ripartenza Verstappen è stato il più veloce, prendendo il comando e tirandosi dietro Hamilton. Leclerc è stato costretto a difendersi dall’attacco dei piloti alle sue spalle con un bloccaggio delle ruote che ne ha limitato il potenziale a causa dello spiattellamento delle gomme. Alla fine avere Lewis secondo e Charles quarto è stato un buon risultato, con il rimpianto per una vittoria forse buttata via. Sarà il caso che i due piloti si parlino un po’ di più prima della prossima gara, domenica prossima.

Il lato positivo è che la scuderia di Maranello ha portato a casa la sua terza vittoria di tappa consecutiva e che in classifica costruttori ha rosicchiato altri 5 punti alla scuderia terza in classifica, che in Messico è diventata la Red Bull. I 124 punti di vantaggio, che sono quasi gli stessi dei 126 di distacco dalla Mercedes, potrebbero assicurare alla Ferrari il secondo posto nel giro dei prossimi due GP.

⑦  SCENARI  Cinque scuderie senza punti

Solo sei scuderie su undici in zona punti. E sono state naturalmente le prime sei in classifica costruttori. La McLaren ha proseguito con il suo trend fatto di posizioni a metà classifica. È il quinto GP consecutivo senza podio. Il rischio di non finire tra le prime tre si fa sempre più concreto. 

Al quinto posto è rimasta la Racing Bulls, che ha perso i probabili 6 punti di Lindblad a causa di un incidente con Piastri quando mancavano solo 13 giri alla fine. I due punti conquistati da Lawson hanno consentito un lievissimo recupero da parte della Alpine, che ha portato in zona punti entrambe le macchine. Ma i 5 conquistati dal team di Briatore hanno lasciato il distacco tra le due scuderie quasi inalterato, dai 33 dello scorso GP ai 30 del Messico.

Più in basso la sola Audi si è avvicinata alla zona punti, con Bortoleto 11° per soli 6 decimi di secondo. Sulla Haas ottimo l’esordio a quasi 33 anni del giapponese Hirakawa, pilota esperto di macchine con le ruote coperte. Ha sostituito Ocon, escluso dalla scuderia per una lite, ed è finito 13° a 4 secondi dalla zona punti.

Più che anonima la gara delle due Williams, e pessima giornata per la Cadillac, con Pérez ultimo tra quelli arrivati al traguardo nel GP di casa, e soprattutto per Bottas, che ha rischiato grosso con l’incidente al giro 42. Notte fonda per la Aston Martin, con entrambe le monoposto fuori gara dopo appena cinque giri per problemi ai motori. Ma non è più una novità.

 
 
 

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