Lo sceriffo Max è tornato in città

 ①  ARTEFICI   Una macchina finalmente domata

“Max c’è!”, avrebbe gridato Guido Meda. E quando Max c’è sono dolori per tutti. Partito in Pole Position, ha condotto per tutti i 62 giri e ha vinto. E in fondo il settimo Grand Slam non è che gli interessasse più di tanto, visto che il giro più veloce lo ha lasciato a Charles Leclerc.

Dopo il suo lungo inseguimento alla prima vittoria di sempre sul circuito di Singapore, nel giro di due giorni ne ha portate a casa due, considerando anche la Sprint del sabato. E nella particolare classifica parziale mostrata la scorsa settimana, il mini-campionato post Monza vedrebbe Verstappen in testa dopo cinque gare più una sprint con 109 punti, davanti ad Antonelli con 98. Terzo sarebbe Leclerc con 60 punti. Sappiamo bene com’è quella storia dei se e dei ma, eppure il risveglio tardivo della Red Bull e del suo domatore ha aiutato la Mercedes ad avvicinarsi ai suoi titoli mondiali ormai prossimi con meno ansia.

Ad ogni buon conto Max è a 8 punti dal terzo posto di Hamilton e a 17 dal secondo di Russell. Seguendo il trend di quest’ultimo mese, Verstappen diventa il favorito per il titolo simbolico di vice-campione del mondo. La sua scuderia, che a Singapore ha dovuto fare a meno di una ulteriore iniezione di punti da parte di Hadjar, comunque decimo pur partendo dalla pit lane, ha recuperato altri 11 punti alla McLaren, con il terzo posto in classifica costruttori a portata di mano.

 ②  PANORAMI  Kimi e la riduzione dell’errore

Antonelli ha costruito un’altra gara tanto veloce quanto giudiziosa, due termini che antitetici non sono. Come si era compreso già dal GP di Bahrein a Sepang, Kimi è entrato in modalità campionato, ma ciò non gli impedisce di essere veloce, concentrato e allo stesso tempo sereno. Non osiamo immaginare che turbinio ci possa essere nella testa di un ventenne che sta per diventare il più giovane campione del mondo, primo italiano dopo 73 anni, tutto al suo secondo anno di F1. 

Lui pare farsi scivolare tutto addosso, ma in senso positivo. Somiglia a Verstappen nella sua determinazione e capacità di ridurre al minimo gli errori. Però da Max si distingue per la mancanza di ferocia visibile, grazie al sorriso quasi sempre stampato sul suo volto. Due modi diversi di diventare campioni. Quello di Kimi è molto più vicino al modo in cui gli adolescenti di oggi si confrontano con gli impegni, le aspirazioni, le avversità e la fatica di essere al vertice.

 ③  ZOOM  Mercedes, una doppietta di altri tempi

La Mercedes è vicinissima a fare doppietta piloti + costruttori come era già successo nel settennato 2014-2020, quando sembrava che il suo dominio non dovesse finire mai. I calcoli per il titolo costruttori sono abbastanza complessi, ma per il titolo piloti, senza tirarla per le lunghe con combinazioni varie, il massimo dei punti in palio rimasti è 150 (6 GP x 25 punti). Se Russell vincesse tutte le gare rimanenti potrebbe arrivare a non più di 388 punti. Considerati i 340 punti attuali, Kimi ne deve fare al massimo 49 per vincere il mondiale. Quanti ne serviranno realmente, quando e come li farà non conta. Antonelli ha sei Gran Premi per completare l’opera. Lasciamolo in pace e facciamo che si goda il cammino verso il titolo. Non è forse vero che «non è importante la meta, ma il viaggio»?

④  TRACCE  Il week-end di Maranello

La Ferrari può guardare il bicchiere mezzo pieno, anche se le è mancato il contributo completo di Hamilton. L’azzardo di Lewis di rimanere in pista con le gomme soft durante la Virtual safety Car, nonostante la chiamata dei box, non ha pagato. Stavolta aveva ragione il muretto e torto Hamilton che, una volta perso il podio e finito sesto, si è scusato. Vasseur si è un po’ arrabbiato per la scelta anche se alla fine i comunicati ufficiali parlano di Hamilton che ha mancato l’ingresso ai box, decidendo per questo di non rientrare più.

Avevamo auspicato che i piloti dicessero più spesso la propria, soprattutto per non scaricare sempre le colpe sulla scuderia. È successo ma, come spesso accade, avevano ragione gli ingegneri di pista.

Leclerc ha fatto una signora gara, spremendo la sua Rossa ai limiti, e finendo secondo dietro Max, in una accoppiata primo-secondo tra ex rivali di kart che si è ripetuta per la decima volta nella storia della F1. La curiosità è che il podio a parti invertite, ovvero primo Charles e secondo Max, si è visto una sola volta, nel GP di Austria 2022. Una rarità.

Un weekend in fondo positivo per Maranello, che porta a casa 39 punti tra Sprint e Gran Premio, con una “vittoria di tappa” nell’intero weekend che mancava dal GP del Belgio, sette Gran Premi fa.

⑤  DISCUSSIONI  L’anonimato della McLaren

La McLaren è passata dall’anonimato recente all’autolesionismo di sabato, con la doppia uscita dei suoi piloti nell’ultimo giro della Sprint, per poi tornare nel quasi anonimato della domenica. Il quarto e il quinto posto non sono da buttare, i problemi sono il distacco tra i 40 e i 50 secondi rispetto a Verstappen e il terzo posto in classifica costruttori ormai appeso a un filo, ovvero sette punti in più della Red Bull. Senza dimenticare che nei piazzamenti in classifica costruttori c’è anche un risvolto economico non da poco. Tra il terzo e il quarto posto balla una decina di milioni di dollari, che nei budget faraonici delle maggiori scuderie di F1 sembra una cifra quasi trascurabile, ma che per altri aspetti può fare la differenza.

Nel suo sito ufficiale, la scuderia papaya diffonde serenità spiegando che «entrambe le vetture hanno recuperato una posizione rispetto alla partenza, portando a casa un buon bottino di punti con il quarto e il quinto posto». Alla fine, per la McLaren la responsabilità del mancato podio è stata della Virtual Safety Car che è stata attivata rispettivamente sei e sette giri dopo il cambio gomme dei suoi due piloti, consentendo a Leclerc e Antonelli di effettuare un pit stop con minore perdita di tempo. Un po’ poco, ricordando che, senza la scelta incauta di Hamilton, entrambe le macchine della scuderia di Stella e Brown sarebbero finite ancora più indietro.

⑥ SCENARI  L’intruso Hulkenberg

 Il premio dell’intruso del giorno spetta a Hulkenberg, unico pilota con una monoposto, l’Audi, a fare punti tra quelle fuori dalle prime cinque posizioni nella classifica costruttori. Nico aveva conquistato dei punti anche nella Sprint di sabato, grazie al suo settimo posto, in una gara che aveva visto un’altra scuderia “minion” fare punti, la Haas, sesta con Bearman.

Con il quinto posto in classifica costruttori sempre più saldamente nelle mani della Racing Bulls, la Alpine, senza punti da tre GP, mantiene un buon vantaggio sulla Haas per il sesto posto. Mentre la Audi e la Williams seguono in settima e ottava posizione senza troppe speranze di cambiare il proprio destino, soprattutto la scuderia creata da Sir Frank e Patrick Head, che in undici Gran Premi ha conquistato un solo punto. Tanto che la Aston Martin, nonostante tre sole gare a punti, tutte per merito di Alonso, resta sempre a soli cinque punti di distacco. La Cadillac continua a sperare nel suo primo punto mondiale, anche se le società di scommesse statunitensi danno più probabile uno zero finale in classifica rispetto al primo punto in gara. Di fatto, il piazzamento più vicino alla zona punti era stato il 13mo posto di Bottas in Cina, secondo Gran Premio dell’anno e che per questo aveva fatto sperare in un prosieguo di campionato migliore. Anche se c’è da dire che in quella gara le macchine al traguardo furono solo 15.

⑦  SCENARI  La prossima griglia

Il mercato piloti non regalerà troppe novità nella prossima stagione. Una volta operato un ricambio generazionale con l’inserimento di otto piloti poco più che ventenni nelle ultime due-tre stagioni, le scuderie hanno confermato 18 piloti su 22 per il 2027. Mancano all’appello i due della Racing Bulls, con il team sempre più convinto della scelta del ventenne pilota bulgaro Nikola Tsolov al posto di uno dei due piloti attuali. Tsolov è stato seguito personalmente da Fernando Alonso ai tempi del karting ed è inserito da un anno nel Red Bull Junior Team, dopo aver lasciato l’accademia della Alpine. Attualmente corre in Formula 2, in cui ha vinto sei gare ed è secondo in classifica mondiale.

Favorito a restare sembrerebbe Lindblad, soprattutto per i risultati già ottenuti alla sua giovanissima età, anche se Lawson ha dimostrato di aver raggiunto la maturità, nonostante i soli 24 anni, grazie ai tanti punti conquistati, anche in Red Bull quando gli è toccato di sostituire Hadjar infortunato.

L’altra coppia di piloti non ancora ufficializzata è quella della Haas. Una volta salutato Ocon al suo undicesimo anno di F1, la conferma di Oliver Bearman non dovrebbe essere un problema. Il sostituto di Ocon potrebbe essere il ventunenne brasiliano Rafael Câmara, proveniente dalla Ferrari Driver Academy, vincitore della Formula Regional europea nel 2024, della Formula 3 nel 2025 e attualmente primo in classifica in Formula 2, con soli 7 punti di vantaggio proprio su Tsolov. Il duello tra i due potrebbe quindi continuare in F1 se i due team motorizzati Red Bull Ford e Ferrari decidessero che è arrivato il loro momento per esordire nella massima categoria del motorsport.

 

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