
L’attrazione è Sasha Vezenkov, perché è il volto più limpido di un Olympiakos che ha dato alla stagione una forma quasi inevitabile. Vezenkov sta giocando un’altra annata di altissimo livello: 19,4 punti e 6,7 rimbalzi di media, con il 63% da due e il 40% da tre. Ma più dei numeri conta il modo in cui tiene insieme il resto: l’Olympiakos è primo in classifica sia in EuroLeague, con un record di 25-12, sia nel campionato greco, dove è ancora imbattuto sul 22-0, ed è arrivato all’ultimo turno di stagione regolare europea con una striscia aperta di cinque vittorie consecutive tra tutte le competizioni, dopo i successi contro Real Madrid e Hapoel Tel Aviv. Il clima, quindi, è quello di una squadra che si presenta all’appuntamento finale con leggerezza e forza insieme.
L’Olympiakos è lì dove si trova sta per ragioni concrete, quasi ovvie. Ha una delle rose migliori della competizione, forse la migliore, ma soprattutto ha confermato questo status sul campo lungo tutta la stagione. È di gran lunga il miglior attacco dell’EuroLeague, con 123,2 punti segnati ogni 100 possessi, ed è anche la quarta difesa del torneo, con 114 punti concessi ogni 100 possessi. Attorno a Vezenkov il quadro è molto ricco: Tyler Dorsey sta vivendo la miglior stagione della carriera, con 17 punti di media e il 40% da tre su 6,8 tentativi a partita; Nikola Milutinov sta producendo i migliori numeri statistici della sua carriera; poi ci sono Evan Fournier, Alec Peters, Tyrique Jones e Donta Hall, che allargano ancora la sensazione di una squadra profonda, completa e dominante. Per questo il primo posto non sorprende, così come non sorprende che l’obiettivo sia tornare alle Final Four per il quinto anno consecutivo, ma stavolta con l’idea chiara di alzare il trofeo.
Dall’altra parte c’è una Milano che ha vissuto una stagione quasi opposta. Ha un record di 17-20, è quattordicesima in classifica ed è arrivata a questa partita con tre sconfitte consecutive in EuroLeague. I problemi sono stati molti: gli infortuni, il passo indietro di Ettore Messina, che non si sentiva più a suo agio nel ruolo di capo allenatore, e soprattutto una crisi che è sembrata andare oltre il singolo uomo. Il dato nudo potrebbe anche attenuare il giudizio, ma il contesto lo peggiora: per qualità del roster e talento individuale, Milano ha reso molto meno di quanto promettesse.
La sensazione, guardando la stagione, è che Milano abbia perso quasi tutte le partite che contavano. Quando si era riaperta la possibilità di entrare nella corsa per il play-in, è arrivata la sconfitta di 30 punti contro Parigi; poi è stato dilapidato un vantaggio di 14 punti contro Valencia; poi ancora è arrivata una sconfitta pesante contro il Bayern, che a un certo punto era salito fino al +27. Da fuori, è sembrata una squadra poco orientata alla vittoria, poco coesa, con le statistiche individuali spesso più visibili del rendimento collettivo. Anche per questo, intorno a Milano si sono moltiplicate le voci sul futuro del roster e sulla ricostruzione della prossima estate. Per Milano questa partita ha il tono di un saluto finale all’EuroLeague: la squadra è già eliminata, e un’altra stagione di grandi investimenti e grandi aspettative si chiuderà ancora una volta con una delusione.
20:15 Basket, Eurolega: Olympiakos vs Olimpia Milano – SKY SPORT