Come cambiano in fretta i giudizi sulla Premier

La prima finestra di Champions si è chiusa con altri 15 gol da aggiungere ai 17 di martedì sera. In tutto fanno 32: tondi tondi quattro a partita. Se questa fosse la media della serie A, ci sarebbero in giro ragionamenti preoccupatissimi per il fatto che non ci sono più quelle belle difese di una volta. Invece in A si segna molto di meno, e ci sono in giro ragionamenti preoccupatissimi perché non ci sono più quei grandi attaccanti di una volta.

Non ci sono più nemmeno le belle squadre inglesi di una volta, quelle della settimana scorsa, le belle squadre inglesi che hanno l’intensità, la qualità, gli stadi di proprietà, e molte altre cose con l’accento sulla a. Nel nostro bisogno di verità assolute che spieghino ogni volta – dopo – quello che è successo prima, la Premier League è il campionato allenante quando porta sei squadre agli ottavi di finale, ma è il campionato che prosciuga se capita che in finale non arrivino, o che la Nazionale si fermi poi sul più bello agli Europei e ai Mondiali.

C’erano in campo sei inglesi fra ieri e l’altro ieri. Non ha vinto nessuna. Due pareggi e quattro sconfitte, tre delle quali con tre gol di scarto. Bello, eh? Una colossale canzonatura per le nostre opinioni ben pettinate. Le idee sono come i giocatori al calciomercato. Hanno sempre le valigie pronte. Forse ha ragione l’Amico Geniale di Slalom, quando dice che il miglior editoriale, il miglior commento tv, sempre, per ogni cosa, sarebbe: – oh, che ci vuoi fare, stavolta è andata così.

 

 


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