La UEFA ha aperto ufficialmente un’indagine sul caso delle accuse di razzismo denunciate da Vinicius durante Benfica-Real, ma come spiega Filippo Maria Ricci sulla Gazzetta, Prestianni “sembra potersela cavare con un’assoluzione per mancanza di prove: il fatto che il ventenne argentino si sia furbescamente tirato su la maglia a coprire la bocca nel momento più caldo del suo scontro verbale con Vinicius impedisce la lettura del labiale”.
Dall’Inghilterra arriva un durissimo editoriale del Telegraph contro José Mourinho e la maniera in cui ha commentato la storia. Oliver Brown lo definisce “un ipocrita vanitoso e assurdo”. Mourinho ha difeso il Benfica dicendo che non può essere un club razzista perché la sua leggenda più grande, Eusébio, era nero. Così Brown trova che questa sia la classica difesa del tipo ho molti amici neri, e non giustifica proprio nulla. Brown ricorda il caso di John Terry – un pupillo di Mourinho – che pur giocando con stelle africane come Drogba e Essien, fu squalificato per insulti razzisti ad Anton Ferdinand. Citare Eusébio per scagionare Prestianni è definito assurdo.
Mourinho ha anche rimproverato Vinícius dicendo che avrebbe dovuto mostrare più umiltà nell’esultanza dopo il gol, invece di ballare davanti ai tifosi avversari. E qui Brown diventa sarcastico. Elenca tutte le esultanze tutt’altro che umili di Mourinho: le corse a perdifiato all’Old Trafford, il gesto del silenzio fatto ai tifosi del Liverpool e dell’Inter, le dita sulle labbra davanti alle telecamere. Sentire Mourinho che dà lezioni di umiltà nei festeggiamenti è per Brown una parodia di sé stesso.
L’editoriale scava nel passato dello Special One, ricordando quando il designatore UEFA Volker Roth lo definì “un nemico del calcio” per come aizzava le folle contro gli arbitri [citando i casi di Anders Frisk e Anthony Taylor]. Brown sostiene che Mourinho sia “un agitatore professionista” che ha perso ogni credibilità quando cerca di fare la morale agli altri.