
LE BASI
La pista è lunga 45,72 metri e larga cinque. Le partite di curling maschile e femminile si disputano su dieci manche chiamate end. Gli end sono simili agli inning del baseball. In ogni end, le squadre lanciano otto stone (pietre), due per ciascun giocatore di una squadra composta da quattro elementi. Nel doppio misto, invece, le coppie lanciano cinque stone per end, con una pietra pre-posizionata in punti prestabiliti del ghiaccio.
Il punteggio viene determinato dopo che tutte le stone sono state lanciate da un lato del campo (sheet) verso l’altro, dove si trova la house — l’insieme di cerchi concentrici che costituisce l’area di punteggio. L’obiettivo è portare le stone il più vicino possibile al centro della house, chiamato button. Come nelle bocce.
Una squadra segna un punto per ogni stone che risulta più vicina al button rispetto alla stone avversaria più vicina, purché la stone si trovi entro sei piedi (circa 1,8 metri) dal button. La squadra con il maggior numero di punti al termine dei dieci end (ma sono otto nel doppio misto) vince la partita. In caso di parità dopo l’ultimo end, si disputano uno o più extra end a eliminazione diretta: la prima squadra che segna vince. Le squadre maschili e femminili hanno 38 minuti di tempo complessivo per pensare in ogni una partita. Inoltre, ogni squadra può chiamare un timeout di 60 secondi per consultare il coach. Nel doppio misto il tempo a disposizione è di 22 minuti.
GLI OGGETTI DI SCENA
Le pietre da curling devono pesare tra le 38 e le 44 libbre. In media siamo intorno ai 19 kg, per dirla con le nostre unità di misura. Quando 131 palline da baseball. Nelle competizioni olimpiche, un set di pietre ha le impugnature rosse e l’altro le ha gialle. Le pietre sono di colore grigio e lucidate. Sono realizzate in un raro e denso granito estratto sull’isola scozzese di Ailsa Craig, al largo della costa. In gaelico, Ailsa Craig significa “roccia delle fate”. Le scarpe sono di due tipi. La prima, chiamata slider, ha la suola in Teflon o acciaio inox ed è quella su cui si carica il peso durante il lancio. La seconda, detta gripper, ha una suola spessa in gomma che garantisce trazione sul ghiaccio scivoloso. La maggior parte delle scope utilizza setole sintetiche. In passato si usavano scope di paglia, ma lasciavano residui sul ghiaccio. Spazzolando il ghiaccio, si possono influenzare la velocità e la direzione della pietra. Un giocatore di riserva subentrato deve usare la scopa del giocatore sostituito. Oppure si perde a tavolino.
I guanti sono consentiti per migliorare la presa sulla scopa. Non possono però essere indossati sulla mano che effettua il lancio. È consentito portare cappelli.
LA STORIA
Quando il curling apparve come sport da medaglia ai Giochi di Nagano 1998, molti credettero che fosse un debutto. Una scoperta del 2006 del quotidiano scozzese The Herald spinse il CIO a riconoscere che i Giochi del 1924 a Chamonix avevano già ospitato lo sport, e non come sport dimostrativo. A Calgary 1988, i canadesi acquistarono quasi immediatamente tutti i 21.000 biglietti per i sei giorni di gara, facendo il tutto esaurito più rapidamente di tutto gli altri, a eccezione del pattinaggio artistico e della velocità. Chi sono i curlers più famosi nella storia olimpica?
I MONUMENTI
Sandra Schmirler è l’icona. Guidò il Canada al primo oro olimpico nel 1998, tornando alle gare otto settimane dopo essere diventata madre per la terza volta. suo terzo figlio. È morta di cancro nel 2000, a soli 36 anni. Tra i protagonisti più recenti spicca Niklas Edin, skip della Svezia in tre Olimpiadi consecutive: sette volte campione del mondo, sette volte campione europeo e tre volte medagliato olimpico, con l’oro più recente a Pechino 2022. Il Canada è la nazione più vincente, con 12 medaglie totali [sei d’oro], una in più della Svezia. Il più anziano a medaglia è stato Carl August Kronlund, 58 anni, argento con la Svezia a Chamonix 1924, record assoluto per un atleta ai Giochi invernali. La più giovane è stata Kim Cho-Hui, 21 anni, argento con la Corea del Sud nel torneo femminile di PyeongChang 2018. Oskar Eriksson detiene il record con tre medaglie: oro nel 2022 e bronzo nel doppio misto, oltre all’argento del 2018.
LO SPIRITO
Viene citato nella prima riga del regolamento di World Curling. Lo “Spirito del Curling” definisce le regole morali del gioco. Dice: “Il curling è un gioco di abilità e di tradizione. Un tiro ben eseguito è uno spettacolo piacevole, ed è altrettanto bello vedere le tradizioni secolari del curling applicate nel vero spirito del gioco. I curlers giocano per vincere, ma mai per umiliare gli avversari. Un vero curler non cerca mai di distrarre l’avversario né di impedirgli di esprimersi al meglio, e preferirebbe perdere piuttosto che vincere in modo sleale. I curlers non infrangono mai consapevolmente una regola né mancano di rispetto alle tradizioni del gioco. Se si rendono conto di averlo fatto involontariamente, saranno i primi a segnalarlo. Sebbene l’obiettivo principale del curling sia determinare l’abilità relativa dei giocatori, lo spirito del curling richiede sportività, rispetto e comportamento onorevole. Questo spirito deve influenzare sia l’interpretazione e l’applicazione delle regole sia il comportamento di tutti i partecipanti, sul ghiaccio e fuori.”
LE PAROLE
Un Draw è un tiro pensato per fermarsi dentro la house o appena davanti. È il tiro base per segnare un punto. Un Freeze è un un draw che si ferma appoggiato davanti a un’altra stone. L’ultimo tiro di un end si chiama hammer. Chi tira per ultimo ha un vantaggio e a volte una squadra accetta di concedere un punto pur di assicurarsi l’hammer nell’end successivo. I ruoli si chiamano: Lead [apre l’end con i tiri importanti], Second [aiuta il lead a spazzare e lancia la terza e la quarta stone], Vice Skip [lancia la sesta e la settima stone e aiuta a mirare stando nella house], Skip [tira le ultime stone, decide strategia e selezione dei colpi].
LE STELLE
Appena reduci dalla loro prima medaglia d’oro olimpica nel curling, gli svedesi tornano con Niklas Edin, Oskar Eriksson, Christoffer Sundgren e Rasmus Wrana. Sono ancora i favoriti insieme alla Scozia. Ai Mondiali femminili 2025, Rachel Homan ha guidato il Canada al secondo titolo consecutivo, candidando la squadra al ruolo di favorita per l’oro a Cortina. Homan è madre di tre figli, ha partecipato a due Olimpiadi ma è ancora a caccia della sua prima medaglia olimpica. La Svizzera è molto competitiva con la squadra maschile di Yannick Schwaller.
Ai Giochi di Pechino, l’Italia ha vinto la sua prima medaglia olimpica nel curling, nel doppio misto. Stefania Constantini e Amos Mosaner si presenteranno ai Giochi del 2026 pure come campioni del mondo in carica. Lo hanno vinto nel 2025 dopo tre anni che non si vedevano.