Niente visti agli etiopi per i Mondiali di cross in Florida

Per la prima volta dal 1982, l’Etiopia non vincere una medaglia nella gara under-20 maschile dei Mondiali di cross. Una striscia lunga 36 edizioni — la più lunga mai registrata — si chiuderà non per motivi sportivi, ma per dei visti di ingresso negati negli Stati Uniti. L’Etiopia aveva selezionato regolarmente la squadra e aveva in programma di presentarsi con un sei atleti. Solo uno dei suoi under-20, Ayele Sewnet, ha ottenuto il visto dall’ambasciata statunitense ad Addis Abeba. Per entrare in classifica servono almeno quattro piazzamenti. Una situazione simile si verificherà anche nella gara under-20 femminile. Qui la striscia interrotta è leggermente più breve ma comunque impressionante: 27 medaglie consecutive dal 1990, comprese le ultime cinque d’oro. Anche in questo caso, i visti approvati sono stati solo tre, insufficienti per il punteggio nella classifica a squadre. Una delle poche atlete autorizzate a gareggiare è Marta Alemayo, 17 anni, campionessa del mondo in carica. Difenderà il titolo individuale senza poter contribuire a un risultato collettivo.

Secondo la federazione etiope, il problema non ha riguardato solo le squadre giovanili. Come racconta Let’s Run, almeno 14 atleti hanno visto la propria richiesta di visto respinta, insieme ad allenatori e funzionari. La maggioranza dei rifiuti ha colpito gli under-20, ma ha riguardato anche quattro senior — compresi due membri della staffetta mista 4×2 km. Solo in questo caso l’Etiopia è riuscita a limitare i danni, sostituendo gli atleti senza visto con altri già in possesso dei documenti necessari.

Quel che rende la vicenda particolarmente delicata è il fatto che la federazione etiope abbia seguito tutte le procedure formali. Le richieste di visto sono state presentate già a dicembre, accompagnate da lettere di supporto di World Athletics, del comitato organizzatore locale e persino del ministro degli Esteri etiope. Nonostante ciò, la maggior parte delle domande è stata respinta due volte, senza che venisse fornita una motivazione. World Athletics era a conoscenza del problema da settimane e aveva avviato contatti con il Comitato olimpico e paralimpico degli Stati Uniti, ma gli sforzi non sono bastati.

Il caso dell’Etiopia si inserisce in una storia più ampia di grandi eventi sportivi penalizzati da problemi di visto. Era è successo ai Mondiali indoor del 2018 nel Regno Unito, ai Mondiali all’aperto del 2022 sempre negli Stati Uniti, più recentemente ai Mondiali di cross del 2023 in Australia, quando ’assenza dell’Uganda nella under-20 maschile aprì la strada alla prima medaglia statunitense dopo oltre quarant’anni. 

Nel caso dell’Etiopia, la frustrazione è amplificata dal ruolo storico del paese nel cross mondiale. La federazione ha recentemente intensificato i controlli contro la falsificazione dell’età, escludendo numerosi atleti dopo verifiche approfondite, anche con l’uso di risonanze magnetiche. Un segnale di rigore che rende ancora più difficile accettare l’idea che le esclusioni attuali siano motivate da timori legati all’immigrazione o all’asilo politico. Let’s Run dice che la storia solleva interrogativi seri sul futuro. Gli Stati Uniti ospiteranno anche i Mondiali under-20 su pista a Eugene in estate e la federazione etiope teme che problemi simili possano ripetersi. Fra due anni e mezzo a Los Angeles ci sono le Olimpiadi. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.